Reati contro la persona
Deformazione del viso art. 583-quinquies: pene e difesa
In questa guida
- Cosa prevede l'art. 583-quinquies del codice penale?
- Quali pene si rischiano per aver sfregiato il volto di una persona?
- Che differenza c'è con le lesioni personali gravissime?
- Lanciare acido in faccia rientra nell'art. 583-quinquies?
- Chi è accusato di deformazione del viso può ottenere gli arresti domiciliari?
- Come si prova che una cicatrice sul viso è permanente?
- Quanto deve risarcire chi causa una deformazione del viso?
- Come si difende chi è accusato di sfregio al volto in una rissa?
- Domande frequenti
- Fonti
L'art. 583-quinquies c.p. punisce con la reclusione da 8 a 14 anni chi cagiona a una persona una lesione da cui derivano la deformazione o lo sfregio permanente del viso. È un reato autonomo introdotto dalla L. 69/2019 (Codice rosso); la pena aumenta se il fatto è commesso con armi o sostanze corrosive, come l'acido.
In sintesi
- La pena è la reclusione da 8 a 14 anni (art. 583-quinquies, comma 1, c.p.), più alta di quella delle lesioni gravissime (da 6 a 12 anni).
- La condanna o il patteggiamento comportano l'interdizione perpetua da uffici di tutela, curatela e amministrazione di sostegno (comma 2).
- L'art. 585 c.p. aumenta la pena, fra l'altro, se il fatto è commesso con armi o sostanze corrosive.
- La sospensione condizionale è subordinata alla partecipazione a percorsi di recupero (art. 165, comma 5, c.p.).
- Con il massimo di 14 anni è possibile la custodia cautelare in carcere (art. 280, comma 2, c.p.p.); per alcune ipotesi aggravate la L. 181/2025 ha introdotto il comma 3.1 dell'art. 275 c.p.p.
- La permanenza dello sfregio si valuta dal punto di vista di un osservatore comune (massima Cass. Sez. V n. 18894/2023).
Cosa prevede l'art. 583-quinquies del codice penale?
Fino al 2019 la deformazione e lo sfregio permanente del viso erano una circostanza aggravante delle lesioni, prevista dal n. 4 del secondo comma dell'art. 583 c.p. tra le lesioni gravissime. L'art. 12 della L. 19 luglio 2019, n. 69 ha abrogato quel numero e ha creato un reato autonomo con pena più severa. La massima Cass. pen., Sez. V, n. 6401/2024 riconosce la continuità normativa tra la vecchia aggravante e il nuovo delitto: i fatti anteriori restano punibili, con la pena più favorevole.
La norma — art. 583-quinquies c.p. (Brocardi, testo vigente)
«Chiunque cagiona ad alcuno lesione personale dalla quale derivano la deformazione o lo sfregio permanente del viso è punito con la reclusione da otto a quattordici anni.
La condanna ovvero l'applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del Codice di procedura penale per il reato di cui al presente articolo comporta l'interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all'amministrazione di sostegno.»
È un reato comune, che chiunque può commettere contro chiunque. Le massime Sez. V, n. 7728/2023 e n. 22625/2023 chiariscono che la tutela non è limitata alle vittime di violenza domestica o di genere, contesto nel quale la norma è nata. Il testo non prevede la querela: si procede d'ufficio.
Quali pene si rischiano per aver sfregiato il volto di una persona?
La pena base è la reclusione da 8 a 14 anni. Su di essa operano le aggravanti dell'art. 585 c.p., che richiama espressamente l'art. 583-quinquies: aumento da un terzo alla metà se concorre una delle aggravanti dell'art. 576; aumento fino a un terzo, in sintesi, se ricorrono le aggravanti dell'art. 577 o se il fatto è commesso con armi o sostanze corrosive, da persona travisata o da più persone riunite.
| Ipotesi | Norma | Pena |
|---|---|---|
| Lesione personale semplice | Art. 582 c.p. | Reclusione da 6 mesi a 3 anni, a querela salvo eccezioni |
| Lesione grave (malattia oltre 40 giorni, indebolimento permanente di un senso o organo) | Art. 583, comma 1, c.p. | Reclusione da 3 a 7 anni |
| Lesione gravissima (malattia insanabile, perdita di un senso o di un arto) | Art. 583, comma 2, c.p. | Reclusione da 6 a 12 anni |
| Deformazione o sfregio permanente del viso | Art. 583-quinquies c.p. | Reclusione da 8 a 14 anni |
| Deformazione del viso con armi o sostanze corrosive | Artt. 583-quinquies e 585 c.p. | Pena aumentata fino a un terzo |
| Partecipazione a rissa in cui taluno riporta lesioni | Art. 588, comma 2, c.p. | Reclusione da 6 mesi a 6 anni, per la sola partecipazione |
Pesano anche le conseguenze accessorie: l'interdizione perpetua del comma 2 e la regola dell'art. 165, comma 5, c.p., che per questo reato subordina sempre la sospensione condizionale della pena alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni.
Che differenza c'è con le lesioni personali gravissime?
Le lesioni gravissime dell'art. 583, comma 2, riguardano conseguenze funzionali: malattia certamente o probabilmente insanabile, perdita di un senso, perdita di un arto o dell'uso di un organo, della capacità di procreare, grave difficoltà permanente della parola. L'art. 583-quinquies riguarda invece un danno all'aspetto del viso. I due reati possono anche concorrere nello stesso fatto: un'aggressione può causare insieme la perdita di un occhio e lo sfregio del volto.
Altra differenza è la struttura: le lesioni gravi e gravissime sono circostanze aggravanti del reato di lesioni, mentre la deformazione del viso è un reato autonomo con una propria cornice di pena. Il quadro generale è nella guida sui reati contro la persona; per un'altra lesione introdotta come reato autonomo si veda la pagina sulle mutilazioni genitali femminili.
Lanciare acido in faccia rientra nell'art. 583-quinquies?
Sì, se ne deriva una deformazione o uno sfregio permanente. L'uso di sostanze corrosive aggrava la pena ai sensi dell'art. 585 c.p. Se l'acido non lascia segni permanenti al viso, il fatto torna nelle lesioni personali, aggravate e procedibili d'ufficio perché ricorre l'art. 585 (art. 582, comma 2). Se l'intenzione era uccidere, la contestazione può diventare tentato omicidio.
Chi è accusato di deformazione del viso può ottenere gli arresti domiciliari?
Può ottenerli, ma il quadro cautelare è severo. Il massimo di 14 anni consente la custodia in carcere (art. 280, comma 2, c.p.p.) e l'arresto facoltativo in flagranza (art. 381, comma 1, c.p.p.); l'arresto obbligatorio dell'art. 380, comma 1, richiede invece un massimo di almeno 20 anni. Il giudice sceglie la misura in base alle esigenze cautelari dell'art. 274 c.p.p. e, se dispone gli arresti domiciliari, deve considerare prioritariamente la tutela della persona offesa nella scelta del luogo (art. 284, comma 1-bis, c.p.p.).
La L. 2 dicembre 2025, n. 181 ha aggiunto all'art. 275 c.p.p. il comma 3.1: per il delitto dell'art. 583-quinquies, consumato o tentato, nelle ipotesi aggravate ai sensi degli artt. 576, primo comma, nn. 2, 5 e 5.1, 577, primo comma, n. 1, e 585, quarto comma, «sono applicate le misure degli arresti domiciliari o della custodia cautelare in carcere», salvo che risulti l'assenza di esigenze cautelari o che queste possano essere soddisfatte con altre misure. Sulla soglia degli indizi si veda la pagina sui gravi indizi di colpevolezza.
Come si prova che una cicatrice sul viso è permanente?
Con accertamenti medico-legali: la perizia disposta dal giudice o la consulenza tecnica del pubblico ministero, a cui la difesa contrappone un proprio consulente. La permanenza si valuta dopo la stabilizzazione dei postumi, quindi a distanza di tempo dal fatto. Quanto al concetto di sfregio, la massima Cass. Sez. V n. 18894/2023 affida la valutazione al giudice dal punto di vista di un osservatore comune, «di gusto normale e di media sensibilità».
| Punto | Perché conta |
|---|---|
| Sede della cicatrice | La norma riguarda il viso; lesioni al collo o al cuoio capelluto vanno qualificate diversamente |
| Tempo trascorso | Una valutazione prima della stabilizzazione dei postumi può sovrastimare il danno |
| Visibilità a distanza di conversazione | Rileva per il criterio dell'osservatore comune |
| Nesso causale | La cicatrice deve derivare dalla lesione contestata e non da cicatrici o interventi precedenti |
| Trattamenti correttivi | La loro rilevanza sulla permanenza è discussa e va argomentata caso per caso |
Sul rapporto tra chirurgia ricostruttiva ed estetica e responsabilità penale si veda la pagina sul chirurgo estetico.
Quanto deve risarcire chi causa una deformazione del viso?
La legge non fissa un importo. Il danno comprende le spese mediche e gli interventi futuri, la perdita di capacità lavorativa e il danno non patrimoniale, valutato dal giudice sulla base della percentuale di invalidità accertata dal medico legale, dell'età e delle ripercussioni sulla vita di relazione. La vittima può chiederlo costituendosi parte civile nel processo penale. Per l'imputato, il risarcimento integrale prima del giudizio vale come attenuante: l'art. 62, n. 6, c.p. richiede di aver «riparato interamente il danno, mediante il risarcimento di esso» prima del giudizio.
Come si difende chi è accusato di sfregio al volto in una rissa?
In una rissa i temi difensivi sono tre. Il primo è l'attribuzione del colpo: bisogna stabilire chi ha causato proprio la lesione al viso, con video, testimoni e compatibilità tra ferita e oggetto usato. Il secondo è la qualificazione: la sola partecipazione a una rissa in cui qualcuno resta ferito è punita dall'art. 588, comma 2, c.p. con la reclusione da 6 mesi a 6 anni, pena ben diversa da quella dell'art. 583-quinquies. Il terzo è la legittima difesa: l'art. 52 c.p. esclude la punibilità di chi reagisce al pericolo attuale di un'offesa ingiusta, «sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa». Per i fatti avvenuti in occasione di eventi sportivi si veda la pagina sui reati negli stadi.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
Fuori da un locale scoppia una lite fra due gruppi. Uno dei partecipanti riporta un taglio allo zigomo causato da un bicchiere rotto. La procura contesta a un giovane del gruppo avversario la deformazione del viso aggravata dall'uso di un'arma. La difesa acquisisce i video delle telecamere, da cui non si vede chi impugnava il bicchiere, e nomina un consulente medico-legale che rileva, a un anno dal fatto, una cicatrice sottile e poco visibile. Si discutono così l'attribuzione del colpo e la natura di sfregio permanente. Un esito possibile è la riqualificazione in partecipazione a rissa aggravata o in lesioni, con pene molto inferiori.
Errori da evitare
- Accettare la valutazione medico-legale dell'accusa fatta pochi giorni dopo il fatto: senza consulente di parte la permanenza non viene discussa.
- Contattare la persona offesa per chiedere di ritirare la denuncia: il reato è procedibile d'ufficio e il contatto può aggravare il quadro cautelare.
- Rinviare ogni offerta di risarcimento a dopo il giudizio: l'attenuante dell'art. 62, n. 6, richiede la riparazione integrale prima.
- Trascurare le immagini di videosorveglianza nei primi giorni: molti sistemi le sovrascrivono in tempi brevi.
- Patteggiare senza valutare la pena accessoria: anche l'applicazione della pena su richiesta comporta l'interdizione perpetua del comma 2.
Domande frequenti
Cosa prevede l'art. 583-quinquies del codice penale sulla deformazione del viso?
Punisce con la reclusione da 8 a 14 anni chi cagiona a una persona una lesione da cui derivano la deformazione o lo sfregio permanente del viso. È un reato autonomo introdotto dalla L. 69/2019. La condanna o il patteggiamento comportano l'interdizione perpetua dagli uffici di tutela, curatela e amministrazione di sostegno.
Quali pene si rischiano per aver sfregiato il volto di una persona?
La reclusione da 8 a 14 anni (art. 583-quinquies c.p.), aumentata se il fatto è commesso con armi o sostanze corrosive o con le altre aggravanti dell'art. 585 c.p. La sospensione condizionale, se concessa, è subordinata a percorsi di recupero (art. 165, comma 5, c.p.) e la condanna comporta un'interdizione perpetua.
Che differenza c'è tra deformazione dell'aspetto della persona e lesioni personali gravissime?
Le lesioni gravissime (art. 583, comma 2, c.p., reclusione da 6 a 12 anni) riguardano danni funzionali, come la perdita di un senso o di un arto. La deformazione del viso (art. 583-quinquies, da 8 a 14 anni) riguarda l'aspetto del volto ed è un reato autonomo, non un'aggravante delle lesioni.
Lanciare acido in faccia rientra nel reato di deformazione del viso dell'art. 583-quinquies?
Sì, se ne derivano una deformazione o uno sfregio permanente del viso: la pena è la reclusione da 8 a 14 anni, aumentata perché l'art. 585 c.p. aggrava i fatti commessi con sostanze corrosive. Se non restano segni permanenti al volto, il fatto rientra nelle lesioni personali aggravate, procedibili d'ufficio.
Chi è accusato di deformazione del viso può ottenere gli arresti domiciliari?
Sì, il giudice può disporli se sono adeguati alle esigenze cautelari dell'art. 274 c.p.p., tenendo conto con priorità della tutela della persona offesa (art. 284 c.p.p.). Per alcune ipotesi aggravate il comma 3.1 dell'art. 275 c.p.p., introdotto dalla L. 181/2025, impone domiciliari o carcere salvo prova contraria.
Come si prova in tribunale che una cicatrice sul viso è permanente?
Con una perizia o una consulenza medico-legale eseguita dopo la stabilizzazione dei postumi, a cui la difesa può opporre un proprio consulente. Secondo la massima Cass. Sez. V n. 18894/2023 lo sfregio si valuta dal punto di vista di un osservatore comune, di gusto normale e di media sensibilità.
Quanto deve risarcire chi causa una deformazione permanente del viso?
La legge non fissa un importo: il giudice liquida spese mediche, interventi futuri, perdita di capacità lavorativa e danno non patrimoniale in base all'invalidità accertata, all'età e alle conseguenze sulla vita della vittima. Il risarcimento integrale prima del giudizio vale come attenuante secondo l'art. 62, n. 6, c.p.
Come si difende chi è accusato di sfregio al volto in una rissa?
Contestando l'attribuzione del colpo con video e testimoni, la permanenza dello sfregio con un consulente medico-legale e la qualificazione del fatto: la sola partecipazione alla rissa con feriti è punita dall'art. 588 c.p. con la reclusione da 6 mesi a 6 anni. Va valutata anche la legittima difesa dell'art. 52 c.p.
Fonti
- Codice penale, art. 583-quinquies (Brocardi, massime Cass. Sez. V 6401/2024, 7728/2023, 18894/2023, 22625/2023)
- Codice penale, art. 583 – Circostanze aggravanti (Brocardi)
- Codice penale, art. 582 – Lesione personale (Brocardi)
- Codice penale, art. 585 – Circostanze aggravanti (Brocardi)
- Codice penale, art. 588 – Rissa (Brocardi)
- Codice penale, art. 165 – Obblighi del condannato (Brocardi)
- Codice penale, art. 62 – Circostanze attenuanti comuni (Brocardi)
- Codice penale, art. 52 – Difesa legittima (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 275 – Criteri di scelta delle misure, comma 3.1 (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 280 (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 284 – Arresti domiciliari (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 380 (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 381 (Brocardi)
