Droga e arresto all'estero
Droga alle Maldive: rischi penali per il turista italiano
Questo approfondimento fa parte della guida Detenzione Droga - il tuo primo passo è chiamare un avvocato.
In questa guida
- Cosa rischia un turista italiano trovato con droga alle Maldive?
- Anche una piccola quantità di cannabis è reato alle Maldive?
- Portare farmaci con codeina o psicofarmaci alle Maldive può causare problemi penali?
- Che differenza c'è tra possesso per uso personale e traffico di droga per la legge delle Maldive?
- Un italiano arrestato per droga alle Maldive può contattare l'ambasciata italiana?
- Quanto dura la detenzione preventiva alle Maldive per un reato di droga?
- Cosa fare se un amico viene fermato per droga in aeroporto alle Maldive?
- Un italiano condannato per droga alle Maldive può scontare la pena in Italia?
- Domande frequenti
- Fonti
Alle Maldive le infrazioni alla legge sugli stupefacenti sono punibili con l'ergastolo già a partire da una quantità minima, secondo la scheda di Viaggiare Sicuri aggiornata al 2026. Anche il possesso di poca cannabis è perseguito con severità. L'assistenza consolare passa dal Consolato onorario a Malé e dall'Ambasciata d'Italia a Colombo, competente per l'arcipelago.
In sintesi
- Per i reati di droga la pena può arrivare all'ergastolo anche per quantità minime (Viaggiare Sicuri, giugno 2026).
- Il governo britannico segnala anche pene corporali e, nei casi gravi, la pena capitale per i reati di droga (FCDO, agosto 2026).
- Dal 12 novembre 2024 sono vietati importazione, vendita e uso di sigarette elettroniche.
- I farmaci con sostanze controllate vanno trasportati con prescrizione medica, nella confezione originale.
- L'alcol è consentito solo nei resort: portarlo fuori è vietato.
- Sede competente: Ambasciata d'Italia a Colombo (Sri Lanka), con un Consolato onorario a Malé.
Cosa rischia un turista italiano trovato con droga alle Maldive?
Il sistema delle Maldive si basa su un'interpretazione giuridica dell'Islam e su una morale rigida, come ricorda la scheda Paese della Farnesina aggiornata al 15 giugno 2026. Per gli stupefacenti la scheda è netta: le infrazioni alla legge sugli stupefacenti sono punibili con l'ergastolo, già a partire da una quantità minima, e la polizia persegue con particolare severità il possesso e il consumo di cannabis. La guida di viaggio del governo britannico, aggiornata il 12 agosto 2026, aggiunge che possesso, traffico e produzione di qualsiasi droga sono reati gravi, con possibili arresto, lunghe pene detentive, pene corporali e, nei casi più gravi, pena capitale.
Per un turista il rischio si concentra in tre momenti: l'arrivo all'aeroporto internazionale di Velana, con i controlli doganali sul bagaglio; il trasferimento sulle isole abitate, dove le regole dei resort non valgono; gli acquisti occasionali da venditori locali. In ciascuno di questi passaggi il fermo può scattare anche per quantità modeste.
| Condotta | Regola o conseguenza | Fonte |
|---|---|---|
| Infrazioni alla legge sugli stupefacenti | Punibili con l'ergastolo anche per quantità minime | Viaggiare Sicuri (2026) |
| Possesso, traffico e produzione di droga | Arresto, lunghe pene detentive, pene corporali, pena capitale nei casi gravi | FCDO (2026) |
| Sigarette elettroniche e liquidi | Vietati importazione, vendita e uso dal 12.11.2024 | Viaggiare Sicuri; Dipartimento di Stato USA |
| Alcol fuori dai resort | Vietato; rischio di arresto ed espulsione | Viaggiare Sicuri; FCDO |
| Ingresso con alcolici, pornografia, carne suina, immagini sacre | Vietato; obbligo di dichiarare i beni proibiti | Viaggiare Sicuri; FCDO |
| Farmaci con sostanze controllate | Prescrizione medica e verifica preventiva delle regole locali | FCDO; Dipartimento di Stato USA |
Anche una piccola quantità di cannabis è reato alle Maldive?
Sì. Sia la Farnesina sia il governo britannico sottolineano che la cannabis è trattata con severità anche in quantità minime. Per un italiano l'errore più comune è ragionare con le categorie del diritto interno: in Italia la detenzione per uso personale è un illecito amministrativo, punito con sanzioni come la sospensione della patente o del passaporto per un periodo da 2 mesi a 1 anno per le sostanze delle tabelle I e III (art. 75 DPR 309/1990). Alle Maldive quella stessa condotta è un reato che può portare al carcere.
La norma — art. 75 DPR 309/1990 (sintesi, Brocardi)
In Italia chi importa, acquista o detiene sostanze stupefacenti per uso personale non commette reato ma un illecito amministrativo: il prefetto può sospendere patente, porto d'armi, passaporto o permesso di soggiorno, da 2 mesi a 1 anno per le tabelle I e III e da 1 a 3 mesi per le tabelle II e IV. La cessione resta reato ai sensi dell'art. 73.
Anche i prodotti a base di cannabis venduti legalmente in altri Paesi, come liquidi per sigarette elettroniche, sono un rischio doppio: violano il divieto sulle sigarette elettroniche in vigore dal 12 novembre 2024 e, se contengono derivati della cannabis, espongono al rischio di una contestazione per droga che solo un'analisi del prodotto può chiarire.
Portare farmaci con codeina o psicofarmaci alle Maldive può causare problemi penali?
Può, se il farmaco contiene sostanze controllate e manca la documentazione. Il governo britannico indica che per i farmaci con sostanze controllate occorre portare la prescrizione medica e verificare in anticipo le regole maldiviane. Il Dipartimento di Stato statunitense, nella pagina aggiornata al 16 ottobre 2025, raccomanda di tenere i medicinali nella confezione originale insieme alla ricetta. Le fonti ufficiali consultate non pubblicano un elenco dei principi attivi ammessi né le quantità consentite: per terapie con oppioidi, benzodiazepine o stimolanti conviene chiedere conferma alle autorità maldiviane prima della partenza.
In pratica: ricetta del medico curante con principio attivo e posologia, confezioni originali, quantità coerente con la durata del soggiorno. Un flacone senza etichetta o compresse sfuse in un contenitore anonimo sono gli elementi che più facilmente trasformano un controllo doganale in un fermo.
Che differenza c'è tra possesso per uso personale e traffico di droga per la legge delle Maldive?
Le fonti ufficiali italiane, britanniche e statunitensi consultate non indicano le soglie quantitative né le pene previste dalla legge maldiviana per ciascuna ipotesi. Il governo britannico distingue possesso, traffico e produzione, ma li qualifica tutti come reati gravi. La Farnesina precisa che l'ergastolo è possibile già per quantità minime. Ne deriva che, per un turista, la distinzione fra uso e cessione non offre una tutela sicura: la qualificazione del fatto dipende da quantità, confezionamento, denaro e messaggi trovati, e va discussa con un difensore locale fin dal primo interrogatorio.
| Aspetto | Italia | Maldive |
|---|---|---|
| Detenzione per uso personale | Illecito amministrativo (art. 75 DPR 309/1990) | Reato, perseguito con severità anche per la cannabis |
| Cessione o traffico | Reclusione da 6 a 20 anni e multa (art. 73, comma 1, DPR 309/1990) | Pene detentive lunghe fino all'ergastolo; pena capitale nei casi gravi secondo FCDO |
Un italiano arrestato per droga alle Maldive può contattare l'ambasciata italiana?
Sì. In base all'art. 36 della Convenzione di Vienna del 1963 sulle relazioni consolari, lo straniero arrestato può chiedere che il proprio consolato sia avvisato. Per le Maldive la sede competente è l'Ambasciata d'Italia a Colombo, in Sri Lanka, al 55 di Jawatta Road; a Malé opera un Consolato onorario presso l'H. Maaram Building. Secondo il Ministero degli esteri, la rete consolare può visitare il detenuto, fornire nominativi di avvocati locali e curare i contatti con i familiari con il suo consenso, ma non può intervenire nel processo né pagare le spese legali.
Quanto dura la detenzione preventiva alle Maldive per un reato di droga?
Le fonti ufficiali consultate, comprese le pagine del governo britannico per i detenuti, non riportano i termini della custodia prima del processo alle Maldive. La guida britannica per i detenuti rinvia espressamente all'avvocato o al tribunale per tutte le questioni legali. Il dato va quindi chiesto al difensore locale sin dal primo giorno, insieme alla richiesta di un interprete e alla verifica delle accuse contestate. Le regole di comportamento dopo un arresto per droga fuori dall'Italia sono raccolte nella guida sull'assistenza legale al turista arrestato per droga all'estero; per il quadro generale si veda la pagina sulla difesa penale dopo un arresto all'estero.
Cosa fare se un amico viene fermato per droga in aeroporto alle Maldive?
Il primo passo è avvisare il Consolato onorario a Malé e l'Ambasciata a Colombo, indicando nome, data di nascita, volo e luogo del fermo. Il secondo è individuare un avvocato maldiviano attraverso gli elenchi forniti dalla rete consolare. Chi viaggiava con la persona fermata dovrebbe evitare dichiarazioni spontanee alla polizia sul contenuto dei bagagli altrui e conservare biglietti, ricevute e prenotazioni, che possono servire a ricostruire gli spostamenti. Il numero di emergenza della polizia maldiviana è 119.
Se servono procure o documenti dall'Italia per l'avvocato locale, occorrono traduzioni e legalizzazioni: la procedura è descritta nella pagina sui documenti per l'avvocato estero.
Un italiano condannato per droga alle Maldive può scontare la pena in Italia?
Il Ministero degli esteri indica che il trasferimento in Italia è favorito con i Paesi che aderiscono alla Convenzione di Strasburgo del 1983 sul trasferimento dei condannati o che hanno accordi bilaterali con l'Italia. Per le Maldive nessuna delle due basi è stata verificata sulle fonti consultate. Se il trasferimento fosse possibile, la sentenza straniera verrebbe riconosciuta dalla corte d'appello e la pena convertita in quella italiana per lo stesso fatto, senza poter essere più grave di quella inflitta all'estero (art. 735 c.p.p.). Il quadro dei rimedi per chi è recluso fuori dall'Italia è nella pagina sugli italiani detenuti all'estero.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
Una coppia di italiani in viaggio di nozze atterra a Velana. Nel beauty case di uno dei due la dogana trova una sigaretta elettronica con un liquido al CBD acquistato in Italia. Entrambi vengono trattenuti per accertamenti. La linea difensiva punta a documentare l'acquisto legale in Italia, a ottenere l'analisi del liquido e a escludere qualsiasi coinvolgimento del coniuge; la famiglia avvisa il Consolato onorario e nomina un avvocato locale. Esito possibile: rilascio del coniuge e prosecuzione del procedimento per il titolare del liquido, con tempi non prevedibili.
Errori da evitare
- Partire con liquidi o prodotti al CBD o alla cannabis legali in Italia: alle Maldive possono configurare un reato di droga.
- Portare psicofarmaci o antidolorifici oppioidi senza ricetta e fuori dalla confezione originale: il controllo doganale può diventare un fermo.
- Rendere dichiarazioni sul contenuto del bagaglio senza avvocato e interprete: sono la base della qualificazione come uso o traffico.
- Portare alcolici fuori dal resort o su un'isola abitata: si rischiano arresto ed espulsione.
- Confidare nelle soglie italiane sull'uso personale: alle Maldive non valgono.
Domande frequenti
Cosa rischia un turista italiano trovato con droga alle Maldive?
Rischia l'arresto e una condanna detentiva: secondo la scheda di Viaggiare Sicuri aggiornata a giugno 2026, le infrazioni alla legge sugli stupefacenti sono punibili con l'ergastolo già per quantità minime. Il governo britannico segnala anche pene corporali e, nei casi più gravi, la pena capitale per possesso, traffico e produzione.
Anche una piccola quantità di cannabis è reato per un turista alle Maldive?
Sì. La Farnesina precisa che la polizia maldiviana persegue molto severamente il possesso e il consumo di cannabis, e il governo britannico conferma conseguenze gravi anche per quantità minime. A differenza dell'Italia, dove l'uso personale è un illecito amministrativo ai sensi dell'art. 75 DPR 309/1990, alle Maldive è reato.
Portare farmaci con codeina o psicofarmaci alle Maldive può causare problemi penali?
Sì, se contengono sostanze controllate e mancano i documenti. Il governo britannico chiede di avere la prescrizione medica e di verificare prima le regole maldiviane; il Dipartimento di Stato USA raccomanda la confezione originale con ricetta. Le fonti ufficiali non pubblicano elenchi dei farmaci ammessi, quindi conviene chiedere conferma prima della partenza.
Un italiano arrestato per droga alle Maldive può contattare l'ambasciata italiana?
Sì: l'art. 36 della Convenzione di Vienna del 1963 gli consente di chiedere che il consolato sia avvisato. È competente l'Ambasciata d'Italia a Colombo, in Sri Lanka, e a Malé opera un Consolato onorario. La rete consolare può visitarlo e indicare avvocati locali, ma non può difenderlo né pagare le spese legali.
Quanto dura la detenzione preventiva alle Maldive per un reato di droga?
Le fonti ufficiali consultate, incluse la scheda di Viaggiare Sicuri e le guide del governo britannico per i detenuti, non indicano i termini della custodia prima del processo alle Maldive. La guida britannica rinvia all'avvocato o al tribunale per le questioni legali: il dato va chiesto subito al difensore locale.
Cosa fare se un amico viene fermato per droga in aeroporto alle Maldive?
Occorre avvisare subito il Consolato onorario a Malé e l'Ambasciata d'Italia a Colombo con i dati del fermo, poi nominare un avvocato maldiviano scelto dagli elenchi della rete consolare. Chi viaggiava con lui non dovrebbe fare dichiarazioni sui bagagli altrui e dovrebbe conservare biglietti e prenotazioni. L'emergenza della polizia è il 119.
Un italiano condannato per droga alle Maldive può chiedere di scontare la pena in Italia?
Il Ministero degli esteri collega il trasferimento alla Convenzione di Strasburgo del 1983 o ad accordi bilaterali, e per le Maldive nessuna delle due basi risulta verificata. Se il trasferimento fosse ammesso, la corte d'appello convertirebbe la pena in quella italiana, senza renderla più grave di quella maldiviana (art. 735 c.p.p.).
Che differenza c'è tra possesso per uso personale e traffico di droga per la legge delle Maldive?
Le fonti ufficiali consultate non indicano soglie né pene distinte. Il governo britannico elenca possesso, traffico e produzione come reati gravi, e la Farnesina segnala l'ergastolo già per quantità minime. La qualificazione dipende quindi da quantità, confezionamento e prove raccolte, e va discussa con un difensore locale fin dal primo interrogatorio.
Fonti
- Viaggiare Sicuri – Scheda Maldive (agg. 15.6.2026)
- GOV.UK – Maldives travel advice: safety and security (agg. 12.8.2026)
- GOV.UK – Maldives travel advice: entry requirements
- GOV.UK (FCDO) – Information for British prisoners in Maldives (agg. 22.7.2021)
- U.S. Department of State – Maldives International Travel Information (16.10.2025)
- Ministero degli Esteri – Assistenza ai detenuti
- DPR 309/1990, art. 75 (Brocardi)
- DPR 309/1990, art. 73 (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 735 (Brocardi)
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