Difesa penale internazionale
Eurojust e squadre investigative comuni
In questa guida
- Cos'è Eurojust e di cosa si occupa nelle indagini tra Stati europei?
- Cosa sono le squadre investigative comuni e come funzionano?
- Le prove raccolte da una squadra investigativa comune sono utilizzabili in Italia?
- Che differenza c'è tra Eurojust ed Europol?
- Come fa un indagato a sapere se su di lui indaga una squadra investigativa comune?
- Quali diritti di difesa ha un indagato in un'indagine coordinata da Eurojust?
- Eurojust può chiedere l'arresto di un cittadino italiano?
- In quali reati Eurojust interviene più spesso?
- Domande frequenti
- Fonti
Eurojust è l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale, con sede all'Aia, disciplinata dal Regolamento (UE) 2018/1727, applicabile dal 12 dicembre 2019. Coordina procure e giudici di più Stati e sostiene le squadre investigative comuni: nel 2025 ha seguito 13 946 indagini e 412 squadre. Non arresta e non indaga direttamente: gli atti restano alle autorità nazionali.
In sintesi
- Eurojust è competente per le forme gravi di criminalità elencate nell'allegato I del Regolamento (UE) 2018/1727, quando coinvolgono 2 o più Stati membri.
- Può chiedere, motivando, alle autorità nazionali di avviare indagini o azioni penali e di costituire una squadra investigativa comune (art. 4, par. 2).
- Nel 2025 Eurojust ha sostenuto 13 946 indagini, di cui 5 582 nuove, e 412 squadre investigative comuni (Relazione annuale 2025).
- In Italia le squadre investigative comuni sono regolate dal D.Lgs. 15 febbraio 2016, n. 34, in vigore dal 25 marzo 2016, e dall'art. 729-quinquies c.p.p.
- Le squadre durano di norma tra 12 e 24 mesi, secondo quanto stabilito nell'accordo costitutivo.
- L'indagato ha accesso agli atti con l'avviso di conclusione delle indagini e 20 giorni per memorie e richieste (art. 415-bis c.p.p.).
Cos'è Eurojust e di cosa si occupa nelle indagini tra Stati europei?
Eurojust è l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale. Il Regolamento (UE) 2018/1727, adottato il 14 novembre 2018 e applicabile dal 12 dicembre 2019, ha sostituito la decisione 2002/187/GAI. Il testo è stato modificato dal Regolamento (UE) 2022/838 sulle prove dei crimini di guerra, dal Regolamento (UE) 2023/2131 sullo scambio digitale di informazioni nei casi di terrorismo e dal Regolamento (UE) 2025/2082, che ha prorogato i tempi di attuazione del sistema di gestione dei casi.
Secondo l'art. 2, par. 1, Eurojust sostiene e rafforza il coordinamento e la cooperazione tra le autorità nazionali di indagine e di azione penale per la criminalità grave che interessa 2 o più Stati membri o che richiede un'azione penale su basi comuni. Il Collegio è composto da un membro nazionale per ciascuno Stato membro, affiancato da un rappresentante della Commissione.
Gli strumenti operativi principali sono tre: le riunioni di coordinamento, che mettono intorno allo stesso tavolo i magistrati dei diversi Paesi; i centri di coordinamento, dedicati alla gestione operativa dei casi complessi; il sostegno alle squadre investigative comuni, anche con finanziamenti. Per le procedure di consegna che spesso seguono queste operazioni si rinvia alla pagina sul mandato di arresto europeo.
Cosa sono le squadre investigative comuni e come funzionano?
Una squadra investigativa comune (SIC, in inglese JIT) è, secondo Eurojust, un accordo giuridico tra autorità competenti di 2 o più Stati per svolgere indagini penali. Le basi sono l'art. 13 della Convenzione di assistenza giudiziaria del 2000 e la decisione quadro 2002/465/GAI, attuata in Italia dal D.Lgs. 34/2016. Nella squadra lavorano insieme pubblici ministeri, forze di polizia e, dove previsto, giudici; Eurojust, Europol e OLAF possono dare supporto.
Il procuratore della Repubblica può chiedere la costituzione di una squadra quando procede per i delitti di criminalità organizzata e terrorismo richiamati dagli artt. 51, commi 3-bis, 3-quater e 3-quinquies, e 407, comma 2, lett. a), c.p.p., per i delitti puniti con l'ergastolo o con la reclusione superiore a 5 anni, e comunque quando servono indagini particolarmente complesse sul territorio di più Stati (art. 2 D.Lgs. 34/2016). Con Stati extra UE la squadra è possibile se lo prevedono gli accordi internazionali, con comunicazione al Ministro della giustizia (art. 729-quinquies, comma 2, c.p.p.).
La norma — art. 729-quinquies, comma 1, codice di procedura penale (Brocardi)
Quando le convenzioni in vigore tra gli Stati membri dell'Unione europea, ovvero le disposizioni del diritto dell'Unione europea prevedono l'impiego di squadre investigative comuni, il procuratore della Repubblica può richiedere la costituzione di una o più squadre investigative comuni con le modalità e alle condizioni stabilite dalla legge.
L'atto costitutivo indica composizione, direttore della squadra, oggetto e finalità delle indagini e durata, ed è accompagnato da un piano d'azione operativo (art. 4 D.Lgs. 34/2016). Eurojust segnala che le squadre sono costituite per un periodo determinato, di solito tra 12 e 24 mesi, e mette a disposizione un modello di accordo in tutte le lingue dell'Unione. I membri stranieri distaccati in Italia operano come pubblici ufficiali con funzioni di polizia giudiziaria, ma il pubblico ministero può escluderli da singoli atti (art. 5).
| Strumento | A cosa serve | Base |
|---|---|---|
| Richiesta motivata alle autorità nazionali | Avviare indagini, individuare lo Stato meglio posizionato, coordinarsi | Art. 4, par. 2, Reg. (UE) 2018/1727 |
| Riunione di coordinamento | Allineare indagini e azioni penali parallele | Art. 4, par. 1, Reg. (UE) 2018/1727 |
| Centro di coordinamento | Gestire operativamente i casi complessi | Prassi operativa di Eurojust |
| Squadra investigativa comune | Indagare insieme e scambiare direttamente informazioni e prove | DQ 2002/465/GAI; D.Lgs. 34/2016; art. 729-quinquies c.p.p. |
Le prove raccolte da una squadra investigativa comune sono utilizzabili in Italia?
La squadra consente ai partecipanti di scambiarsi direttamente informazioni e prove senza passare per rogatorie. L'utilizzabilità nel processo italiano è regolata dall'art. 6 D.Lgs. 34/2016: i verbali degli atti irripetibili compiuti dalla squadra possono entrare nel fascicolo per il dibattimento secondo l'art. 431 c.p.p., mentre le informazioni acquisite possono essere usate per le finalità dell'accordo, per altri reati con il consenso dello Stato che le ha fornite o per prevenire minacce immediate alla sicurezza pubblica.
La difesa può comunque contestare l'utilizzabilità quando la prova è stata raccolta fuori dall'oggetto dell'accordo o con modalità non verificabili. Il tema è emerso con forza per le chat criptate acquisite da autorità straniere, su cui si sono pronunciate le Sezioni Unite con le sentenze nn. 23755 e 23756 del 2024: la questione è approfondita nella pagina su Sky ECC ed EncroChat. Per i dati conservati da fornitori di servizi in un altro Stato si applica invece, dal 18 agosto 2026, il Regolamento (UE) 2023/1543 sulle prove elettroniche.
Che differenza c'è tra Eurojust ed Europol?
Le due agenzie lavorano sugli stessi fenomeni, ma a livelli diversi e in modo complementare: Eurojust si occupa di cooperazione giudiziaria, Europol di cooperazione tra forze di polizia. Un accordo di cooperazione del 2010 regola lo scambio di informazioni e l'informazione reciproca sulla partecipazione alle squadre investigative comuni; nel 2018 le agenzie hanno firmato un memorandum sul finanziamento delle squadre per evitare doppi contributi. Rappresentanti di Eurojust sono presenti presso il Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica (EC3) e il Centro europeo antiterrorismo (ECTC) di Europol.
| Aspetto | Eurojust | Europol |
|---|---|---|
| Natura | Agenzia UE per la cooperazione giudiziaria penale | Agenzia UE per la cooperazione di polizia |
| Interlocutori | Pubblici ministeri e giudici nazionali | Forze di polizia nazionali |
| Attività tipiche | Coordinamento di indagini e azioni penali, conflitti di giurisdizione, supporto alle squadre | Analisi di informazioni di polizia, supporto operativo alle indagini |
| Rapporto con le autorità nazionali | Gli atti formali del procedimento restano alle autorità nazionali | Fornisce supporto alle polizie nazionali |
Come fa un indagato a sapere se su di lui indaga una squadra investigativa comune?
Di regola non lo sa finché l'indagine resta coperta. La costituzione della squadra non viene comunicata all'indagato: le indagini preliminari sono segrete e la cooperazione tra Stati segue la stessa logica. I momenti in cui la squadra emerge sono tipicamente tre: l'esecuzione di una misura cautelare o di una perquisizione, spesso in una giornata di azione comune in più Paesi; il deposito degli atti con l'avviso di conclusione delle indagini preliminari; la richiesta di rinvio a giudizio.
Con l'avviso dell'art. 415-bis c.p.p. l'indagato e il difensore possono esaminare il fascicolo, compresi gli atti della squadra e l'accordo costitutivo, se acquisito; entro 20 giorni possono presentare memorie, chiedere nuove indagini o chiedere di essere interrogati. È il momento in cui verificare se gli atti stranieri sono stati raccolti nel rispetto delle regole dell'accordo e della legge italiana.
Quali diritti di difesa ha un indagato in un'indagine coordinata da Eurojust?
Il coordinamento di Eurojust non crea un processo europeo: ciascun procedimento resta nazionale, con le garanzie del Paese in cui si svolge. In Italia valgono tutti i diritti del codice di procedura penale, dal difensore all'interprete, fino all'accesso agli atti con l'avviso di conclusione delle indagini.
Quando più Stati procedono per gli stessi fatti, la difesa deve coordinarsi con i difensori negli altri Paesi: le scelte fatte in uno Stato, per esempio una dichiarazione o un accordo sulla pena, possono avere effetti negli altri, anche ai fini del divieto di doppio giudizio. Se l'indagine porta al blocco di beni in più Paesi, le regole sono quelle del riconoscimento reciproco descritte nella pagina sulla confisca dei beni all'estero. Per un inquadramento delle difese transnazionali si rinvia alla pagina sull'avvocato penale internazionale.
Eurojust può chiedere l'arresto di un cittadino italiano?
No, non direttamente. Eurojust può chiedere alle autorità competenti degli Stati membri, motivando, di avviare un'indagine o un'azione penale, di riconoscere che un altro Stato è in una posizione più adatta per procedere, di coordinarsi o di costituire una squadra investigativa comune (art. 4, par. 2, Reg. 2018/1727). Gli atti formali del procedimento giudiziario restano però affidati alle autorità nazionali competenti.
L'arresto di un cittadino italiano richiede quindi sempre un provvedimento di un giudice: un'ordinanza cautelare italiana o un mandato d'arresto europeo emesso dall'autorità giudiziaria di un altro Stato e poi eseguito secondo la L. 69/2005. Eurojust può agevolare la trasmissione e il coordinamento, ma non emette mandati.
In quali reati Eurojust interviene più spesso?
Secondo i dati pubblicati da Eurojust sull'attività del 2025, le 5 principali tipologie di reato nei nuovi casi registrati sono state truffa e frode, traffico di stupefacenti, riciclaggio, gruppi criminali organizzati mobili e criminalità informatica. Nello stesso anno l'Agenzia ha sostenuto 13 946 indagini, di cui 5 582 nuove, e 412 squadre investigative comuni, quasi la metà delle quali finanziate da Eurojust per oltre 2 milioni di euro.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
Un imprenditore italiano riceve l'avviso di conclusione delle indagini per una truffa transnazionale ai danni di investitori di più Paesi. Dal fascicolo emerge che le prove principali provengono da una squadra investigativa comune tra procure italiana e di un altro Stato membro, costituita con il supporto di Eurojust, e comprendono intercettazioni eseguite all'estero.
La linea difensiva chiede, entro i 20 giorni dell'art. 415-bis, l'acquisizione dell'accordo costitutivo e dei provvedimenti stranieri che hanno autorizzato le intercettazioni, per verificarne la conformità all'accordo e alla legge italiana. Esito possibile: esclusione degli atti non documentati o, in alternativa, un contraddittorio più ampio sulla loro utilizzabilità in udienza preliminare.
Errori da evitare
- Ritenere che Eurojust sia un'autorità giudicante: i ricorsi vanno proposti davanti ai giudici nazionali, non all'Agenzia.
- Non chiedere l'accordo costitutivo della squadra: senza di esso non si può verificare se gli atti rientrano nell'oggetto e nella durata previsti.
- Lasciare scadere i 20 giorni dell'art. 415-bis senza contestare gli atti stranieri: si perde l'occasione di chiedere integrazioni prima dell'esercizio dell'azione penale.
- Rendere dichiarazioni in uno Stato senza coordinarsi con i difensori degli altri Paesi coinvolti: possono essere usate nei procedimenti paralleli.
- Trascurare i beni bloccati in altri Stati durante l'indagine coordinata: i termini per contestare sequestri e congelamenti decorrono separatamente in ciascun Paese.
Domande frequenti
Cos'è Eurojust e di cosa si occupa nelle indagini penali tra Stati europei?
Eurojust è l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale, con sede all'Aia, disciplinata dal Regolamento (UE) 2018/1727 applicabile dal 12 dicembre 2019. Coordina le autorità giudiziarie nazionali per i reati gravi che coinvolgono 2 o più Stati membri, organizza riunioni di coordinamento e sostiene le squadre investigative comuni.
Cosa sono le squadre investigative comuni e come funzionano tra Italia e altri Paesi UE?
Sono accordi tra autorità di 2 o più Stati per svolgere insieme un'indagine penale per un periodo determinato, di solito tra 12 e 24 mesi. In Italia le chiede il procuratore della Repubblica secondo il D.Lgs. 34/2016 e l'art. 729-quinquies c.p.p.; l'atto costitutivo fissa composizione, oggetto, durata e piano d'azione.
Le prove raccolte da una squadra investigativa comune sono utilizzabili in un processo penale italiano?
Sì, nei limiti dell'art. 6 D.Lgs. 34/2016: i verbali degli atti irripetibili possono entrare nel fascicolo per il dibattimento secondo l'art. 431 c.p.p., e le informazioni si usano per le finalità dell'accordo o, per altri reati, con il consenso dello Stato che le ha fornite. La difesa può contestarne la regolarità.
Che differenza c'è tra Eurojust ed Europol nelle indagini penali transnazionali?
Eurojust coordina pubblici ministeri e giudici, cioè la cooperazione giudiziaria; Europol sostiene le forze di polizia con analisi e supporto operativo. Le due agenzie offrono un sostegno complementare alle autorità nazionali, collaborano sulla base di un accordo del 2010 e si scambiano informazioni sulla partecipazione alle squadre investigative comuni.
Come fa un indagato a sapere se su di lui indaga una squadra investigativa comune?
Di regola lo scopre solo quando l'indagine emerge: con una misura cautelare o una perquisizione, oppure con l'avviso di conclusione delle indagini dell'art. 415-bis c.p.p. Da quel momento può esaminare il fascicolo, compresi gli atti della squadra, e ha 20 giorni per presentare memorie o chiedere di essere interrogato.
Quali diritti di difesa ha un indagato in un'indagine coordinata da Eurojust?
Ha gli stessi diritti di qualsiasi indagato nel procedimento nazionale, perché Eurojust coordina ma non celebra processi. In Italia valgono difensore, interprete e accesso agli atti con l'avviso dell'art. 415-bis c.p.p., con 20 giorni per memorie e richieste. Se procedono più Stati, occorre coordinarsi con i difensori degli altri Paesi.
Eurojust può chiedere l'arresto di un cittadino italiano?
No, non direttamente. L'art. 4, par. 2, del Regolamento (UE) 2018/1727 consente a Eurojust di chiedere alle autorità nazionali di avviare indagini, coordinarsi o costituire squadre comuni, ma gli atti formali del procedimento restano alle autorità nazionali. L'arresto richiede un'ordinanza di un giudice italiano o un mandato d'arresto europeo.
In quali reati Eurojust interviene più spesso per coordinare le procure europee?
Secondo i dati di Eurojust sul 2025, le 5 principali tipologie di reato nei nuovi casi sono state truffa e frode, traffico di stupefacenti, riciclaggio, gruppi criminali organizzati mobili e criminalità informatica. Nel 2025 l'Agenzia ha sostenuto 13 946 indagini e 412 squadre investigative comuni.
Fonti
- Regolamento (UE) 2018/1727 su Eurojust, testo ufficiale (sito Eurojust)
- Eurojust, Eurojust legal framework
- Eurojust, Joint investigation teams
- Eurojust, Europol (cooperazione tra le agenzie)
- Eurojust, Eurojust handles close to 14 000 cases in 2025 (24 aprile 2026)
- Eurojust, Casework
- D.Lgs. 15 febbraio 2016, n. 34 (Gazzetta Ufficiale)
- Squadre investigative comuni: l'Italia recepisce la decisione quadro 2002/465/GAI (Eurojus)
- Codice di procedura penale, art. 729-quinquies (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 415-bis (Brocardi)
Approfondimenti
- Chat criptate Sky ECC ed EncroChat: le prove dall'estero
- Corte penale internazionale: indagati e procedura
- E-evidence: prove elettroniche e dati cloud dall'estero
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- Arresto Italiani UE - MAE Estradizione Difesa Legale penale
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