Domande frequenti
Reati d'impresa e sicurezza sul lavoro: domande e risposte
196 risposte brevi alle domande più comuni. Ogni risposta rimanda alla guida in cui il tema è trattato per intero.
Anche il mancato pagamento della quota contributiva a carico del datore di lavoro è reato?
No. Il reato dell'art. 2, comma 1-bis, D.L. 463/1983 riguarda solo le ritenute operate sulle retribuzioni dei lavoratori, cioè la quota a loro carico. La quota contributiva del datore non versata genera un debito verso l'INPS con le sanzioni previdenziali, ma non conta per la soglia penale di 10.000 euro annui.
Risposta completa: Omesso versamento dei contributi INPS: quando è reato
Aprire una società in un paradiso fiscale è reato in Italia?
No, di per sé non è reato. Lo diventa se la società serve a nascondere denaro di provenienza illecita (artt. 648-bis e 648-ter.1 c.p.) o a sottrarre al fisco italiano redditi prodotti in Italia, ipotesi disciplinate dal D.Lgs. 74/2000. Conta come viene gestita e da dove, non il Paese di costituzione.
Risposta completa: Riciclaggio transnazionale e paradisi fiscali
Assumere una badante irregolare è reato?
Sì. L'art. 22, comma 12, D.Lgs. 286/1998 punisce qualsiasi datore di lavoro, anche una famiglia, che occupa una lavoratrice straniera senza permesso di soggiorno valido: reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa di 5.000 euro. Offrire alloggio a pagamento per trarre ingiusto profitto può integrare anche l'art. 12, comma 5-bis.
Risposta completa: Lavoratori stranieri irregolari: il reato del datore
Che cos'è il commissariamento giudiziale in alternativa all'interdizione della società?
È la prosecuzione dell'attività sotto un commissario nominato dal giudice, per un periodo pari alla durata della misura, prevista dagli artt. 45, comma 3, e 15 del D.Lgs. 231/2001. Si applica per servizi pubblici essenziali, rilevanti ricadute occupazionali o stabilimenti strategici; il profitto della prosecuzione dell'attività viene confiscato.
Risposta completa: Misure interdittive cautelari contro la società (231)
Che cos'è l'interdittiva antimafia e quali effetti ha sull'impresa?
È l'informazione antimafia negativa emessa dal prefetto quando rileva un tentativo di infiltrazione mafiosa (artt. 84 e 91 D.Lgs. 159/2011). Per l'art. 94 le pubbliche amministrazioni non possono stipulare contratti né rilasciare concessioni ed erogazioni all'impresa, e devono recedere da quelli in corso salvo le eccezioni previste. Ha validità di dodici mesi.
Risposta completa: Interdittiva antimafia: effetti penali e difesa dell'impresa
Che cos'è la formazione fittizia del capitale e chi ne risponde?
È il reato dell'art. 2632 c.c., punito con la reclusione fino a 1 anno: formare o aumentare fittiziamente il capitale con attribuzioni eccedenti, sottoscrizioni reciproche o sopravvalutazione rilevante dei conferimenti in natura o dei crediti. Ne rispondono gli amministratori e i soci conferenti.
Risposta completa: Reati societari contro i creditori: artt. 2626-2632 c.c.
Che differenza c'è tra abusivismo finanziario e abusivismo bancario?
L'abusivismo finanziario, art. 166 TUF, riguarda i servizi di investimento ed è punito con la reclusione da 1 a 8 anni. L'abusivismo bancario riguarda la raccolta di risparmio con obbligo di rimborso: l'art. 130 TUB prevede l'arresto da 6 mesi a 3 anni, l'art. 131 TUB la reclusione da 6 mesi a 4 anni se si esercita anche il credito.
Che differenza c'è tra concorrenza sleale civile e reato di illecita concorrenza?
La concorrenza sleale dell'art. 2598 c.c. riguarda confusione, denigrazione e mezzi scorretti e porta a inibitoria e risarcimento. Il reato dell'art. 513-bis c.p. richiede violenza o minaccia e comporta la reclusione da 2 a 6 anni. Per la Cassazione i soli mezzi fraudolenti non bastano a integrare il reato.
Risposta completa: Concorrenza sleale con violenza o minaccia: art. 513-bis
Che differenza c'è tra conflitto di interessi civile e reato societario di omessa comunicazione?
Il conflitto civile (artt. 2391 e 2373 c.c.) porta all'impugnazione della delibera e al risarcimento in qualsiasi società. Il reato dell'art. 2629-bis c.c. vale solo per quotate, società con titoli diffusi e soggetti vigilati, richiede un danno ed è punito con la reclusione da 1 a 3 anni.
Risposta completa: Conflitto di interessi e influenza sull'assemblea
Che differenza c'è tra controllo giudiziario e amministrazione giudiziaria?
L'amministrazione giudiziaria (art. 34 D.Lgs. 159/2011) presuppone un assoggettamento o un'agevolazione non occasionale e affida la gestione a un amministratore nominato dal tribunale, per massimo due anni. Il controllo giudiziario (art. 34-bis) riguarda l'agevolazione occasionale: la società resta gestita dai suoi organi, sotto vigilanza, per un periodo da uno a tre anni.
Risposta completa: Controllo giudiziario e amministrazione giudiziaria
Che differenza c'è tra delega di funzioni e nomina del dirigente per la sicurezza?
Il dirigente è garante a titolo originario: l'art. 18 del D.Lgs. 81/2008 gli attribuisce obblighi di sicurezza secondo le sue attribuzioni e competenze, senza bisogno di delega. La delega dell'art. 16 trasferisce invece al delegato obblighi propri del datore di lavoro, con poteri e autonomia di spesa. Le due figure possono coincidere.
Risposta completa: Delega di funzioni sulla sicurezza: art. 16 D.Lgs. 81/2008
Che differenza c'è tra errore tecnico del revisore e falsità nella relazione di revisione?
L'errore tecnico del revisore nasce da negligenza o imperizia e comporta responsabilità civile e disciplinare. La falsità dell'art. 27 D.Lgs. 39/2010 richiede il fine di ingiusto profitto, la consapevolezza del falso e l'intenzione di ingannare i destinatari. La prova del dolo passa da documenti, vantaggi ricevuti o accordi con gli amministratori.
Risposta completa: Revisore legale: falsità nelle relazioni, art. 27
Che differenza c'è tra falsa indicazione di origine e contraffazione del marchio?
La contraffazione riproduce il marchio registrato di un altro e, se si introducono in Italia prodotti contraffatti, è punita con la reclusione da 1 a 4 anni (art. 474 c.p.). La falsa indicazione di origine può riguardare anche un marchio proprio e autentico ed è punita, più lievemente, con la pena dell'art. 517 c.p.
Risposta completa: Falso Made in Italy: fallace indicazione di origine
Che differenza c'è tra il reato di emissioni in atmosfera e il getto pericoloso di cose?
L'art. 279 D.Lgs. 152/2006 sanziona il gestore che opera senza autorizzazione o oltre i valori limite. L'art. 674 c.p. punisce chiunque provochi, nei casi non consentiti dalla legge, emissioni di gas, vapori o fumo atte a offendere o molestare persone, con l'arresto fino a 1 mese o l'ammenda fino a 206 euro.
Risposta completa: Emissioni in atmosfera: il reato dell'art. 279 TUA
Che differenza c'è tra impiego di lavoratori irregolari e caporalato?
L'impiego di irregolari (art. 22, comma 12, D.Lgs. 286/1998) punisce l'occupazione di stranieri senza permesso, anche se ben pagati. Il caporalato (art. 603-bis c.p.) punisce lo sfruttamento di qualsiasi lavoratore approfittando del suo stato di bisogno, con la reclusione da 1 a 6 anni. Le due ipotesi possono concorrere.
Risposta completa: Lavoratori stranieri irregolari: il reato del datore
Che differenza c'è tra indagini interne aziendali e investigazioni difensive?
Le indagini interne sono un'attività organizzativa dell'impresa senza regole processuali proprie. Le investigazioni difensive sono svolte dal difensore con incarico scritto (art. 327-bis c.p.p.), anche prima del procedimento con mandato autenticato (art. 391-nonies), con avvertimenti obbligatori agli intervistati e la protezione delle carte difensive dal sequestro.
Risposta completa: Indagini interne aziendali: regole e rischi penali
Che differenza c'è tra interdittiva antimafia e sequestro di prevenzione?
L'interdittiva è un atto del prefetto che esclude l'impresa dai rapporti con la pubblica amministrazione. Il sequestro di prevenzione è disposto dal tribunale (art. 20 D.Lgs. 159/2011) su beni sproporzionati al reddito o di origine illecita e prepara la confisca; perde efficacia se la confisca non arriva entro un anno e sei mesi, prorogabili di sei mesi.
Risposta completa: Interdittiva antimafia: effetti penali e difesa dell'impresa
Che differenza c'è tra la responsabilità del datore di lavoro, del preposto e dell'RSPP?
Il datore ha poteri decisionali e di spesa e obblighi propri, sanzionati dall'art. 55 del D.Lgs. 81/2008. Il preposto sovrintende e vigila sui lavoratori, con sanzioni proprie all'art. 56. L'RSPP è un consulente tecnico del datore, senza sanzioni proprie, che risponde solo se il suo errore contribuisce all'infortunio.
Risposta completa: RSPP e preposto: la responsabilità penale dopo un infortunio
Che differenza c'è tra la responsabilità dell'OdV e quella del collegio sindacale?
Il collegio sindacale vigila su osservanza della legge e corretta amministrazione, come prevede l'art. 2396-quinquies c.c. introdotto dal D.Lgs. 47/2026, e ha poteri di ispezione individuali (art. 2403-bis). L'OdV vigila solo sul modello 231. Per questo per i sindaci una posizione di garanzia è ipotizzabile, per l'OdV la legge non la prevede.
Risposta completa: Organismo di Vigilanza 231: quando risponde penalmente
Che differenza c'è tra misura interdittiva cautelare e pena accessoria dell'interdizione dalla professione?
La misura cautelare (art. 290 c.p.p.) si applica prima della sentenza, per esigenze cautelari, e dura al massimo 12 mesi. La pena accessoria dell'interdizione da una professione (art. 30 c.p.) segue la condanna, dura da 1 mese a 5 anni salvo casi espressi e comporta la decadenza da permessi e abilitazioni.
Risposta completa: Misure interdittive: sospensione dalla professione
Che differenza c'è tra misure interdittive cautelari e sanzioni interdittive definitive per l'ente?
Le misure cautelari si applicano durante il procedimento, richiedono gravi indizi e pericolo di reiterazione e durano al massimo un anno, o un anno e quattro mesi dopo la condanna di primo grado (art. 51). Le sanzioni definitive seguono la condanna e durano da 3 mesi a 2 anni (art. 13); il periodo cautelare si computa nella sanzione.
Risposta completa: Misure interdittive cautelari contro la società (231)
Che differenza c'è tra reati societari contro i creditori e bancarotta?
I reati degli artt. 2626-2632 c.c. si commettono con la società in vita e non richiedono procedure concorsuali; le pene arrivano a 3 anni. Se la società entra poi in liquidazione giudiziale, gli stessi fatti possono essere contestati come bancarotta impropria, con pene molto più alte e regole diverse.
Risposta completa: Reati societari contro i creditori: artt. 2626-2632 c.c.
Che differenza c'è tra responsabilità del direttore dei lavori e del coordinatore per la sicurezza?
Il direttore dei lavori controlla la conformità dell'opera al progetto e al permesso (art. 29 D.P.R. 380/2001). Il coordinatore per l'esecuzione ha obblighi di sicurezza fissati dall'art. 92 del D.Lgs. 81/2008, compreso il potere di sospendere le lavorazioni pericolose, sanzionati dall'art. 158 con arresto da 3 a 6 mesi o ammenda.
Risposta completa: Direttore dei lavori e progettista: responsabilità penale
Che differenza c'è tra sanzioni amministrative antiriciclaggio e reati antiriciclaggio?
Le omissioni (verifica, conservazione, segnalazione) sono illeciti amministrativi degli artt. 56, 57 e 58 del D.Lgs. 231/2007. Le falsità e la rivelazione della segnalazione sono reati dell'art. 55, con pene fino a 3 anni di reclusione. Il riciclaggio vero e proprio resta punito dall'art. 648-bis c.p.
Risposta completa: Antiriciclaggio: i reati di professionisti e imprese
Che differenza c'è tra scarico di acque reflue e gestione illecita di rifiuti liquidi?
Lo scarico presuppone un sistema stabile di collettamento dal ciclo produttivo al corpo ricettore (art. 74 D.Lgs. 152/2006) ed è escluso dalla disciplina dei rifiuti. Se il refluo è stoccato e trasportato con autobotte è un rifiuto liquido: la gestione senza titolo è punita dall'art. 256 con l'arresto da 3 mesi a 1 anno o l'ammenda.
Risposta completa: Scarichi industriali senza autorizzazione: art. 137 TUA
Che differenza c'è tra segnalazione interna, segnalazione esterna all'ANAC e divulgazione pubblica?
La segnalazione interna passa dal canale dell'ente, con avviso entro sette giorni e riscontro entro tre mesi (art. 5 D.Lgs. 24/2023). Quella esterna all'ANAC è ammessa solo alle condizioni dell'art. 6, per esempio se il canale interno manca o non ha dato seguito. La divulgazione pubblica è protetta solo nei casi dell'art. 15.
Risposta completa: Whistleblowing: tutele penali di chi segnala
Che differenza c'è tra sequestro probatorio e sequestro preventivo di un impianto?
Il sequestro probatorio (art. 253 c.p.p.) serve ad accertare i fatti ed è disposto dal pubblico ministero; cessa quando la prova è acquisita. Il sequestro preventivo (art. 321 c.p.p.) è disposto dal giudice per evitare che il reato abbia conseguenze ulteriori e cessa quando il pericolo viene meno. Entrambi sono impugnabili con il riesame.
Risposta completa: Cantiere o impianto sotto sequestro dopo un infortunio
Che pena prevede l'art. 167 per il trattamento illecito di dati personali?
L'art. 167 D.Lgs. 196/2003 prevede la reclusione da sei mesi a un anno e sei mesi per le violazioni in materia di comunicazioni elettroniche (comma 1) e da uno a tre anni per i dati sanitari, giudiziari e i trasferimenti illeciti all'estero (commi 2 e 3). La pena è diminuita se la sanzione del Garante è già stata riscossa.
Risposta completa: Trattamento illecito di dati personali: art. 167
Che pena prevede l'art. 2638 del codice civile?
L'art. 2638 c.c. prevede la reclusione da 1 a 4 anni sia per il falso od occultamento nelle comunicazioni all'autorità sia per l'ostacolo consapevole in qualsiasi forma. La pena è raddoppiata per le società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o dell'Unione europea, o diffusi tra il pubblico in misura rilevante.
Che pena prevede l'art. 513-bis per chi fa concorrenza con violenza?
La reclusione da 2 a 6 anni. La pena è aumentata se gli atti riguardano un'attività finanziata anche in parte dallo Stato o da enti pubblici, e cresce da un terzo alla metà se c'è metodo mafioso (art. 416-bis.1 c.p.). La società può subire fino a 800 quote e sanzioni interdittive.
Risposta completa: Concorrenza sleale con violenza o minaccia: art. 513-bis
Che pena si rischia per abusivismo finanziario?
L'art. 166 del D.Lgs. 58/1998 prevede la reclusione da 1 a 8 anni congiunta alla multa da 4.000 a 10.000 euro. La stessa pena vale per chi esercita come consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede senza iscrizione all'albo. Spesso si aggiungono truffa, appropriazione indebita o riciclaggio, con pene autonome.
Che pena si rischia per aver inserito informazioni false in un prospetto informativo?
La reclusione da 1 a 5 anni, secondo l'art. 173-bis del D.Lgs. 58/1998. Non ci sono soglie di rilevanza economica, ma il falso deve essere idoneo a ingannare e commesso con il fine di ingiusto profitto e l'intenzione di ingannare. Il semplice errore colposo non è reato, anche se può fondare un risarcimento.
Che pena si rischia per uno scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione?
Si rischia l'arresto da 2 mesi a 2 anni o l'ammenda da 1.500 a 10.000 euro (art. 137, comma 1, D.Lgs. 152/2006). Se lo scarico contiene sostanze pericolose delle tabelle 5 e 3/A le pene sono congiunte: arresto da 3 mesi a 3 anni e ammenda da 5.000 a 52.000 euro, e può rispondere anche la società.
Risposta completa: Scarichi industriali senza autorizzazione: art. 137 TUA
Chi fa una segnalazione falsa perde le tutele del whistleblowing?
Sì, se è condannato anche in primo grado per diffamazione o calunnia, o riconosciuto civilmente responsabile per dolo o colpa grave: perde le tutele e riceve una sanzione disciplinare (art. 16, comma 3, D.Lgs. 24/2023). L'ANAC può applicare da 500 a 2.500 euro. La segnalazione in buona fede poi rivelatasi infondata resta protetta.
Risposta completa: Whistleblowing: tutele penali di chi segnala
Chi offre consulenza sugli investimenti senza iscrizione all'albo commette reato?
Sì, se fornisce raccomandazioni personalizzate su strumenti finanziari, cioè consulenza ai sensi dell'art. 1, comma 5-septies, TUF, senza essere iscritto all'albo previsto dall'art. 31 né operare per un intermediario autorizzato. Si applica l'art. 166 TUF, con la reclusione da 1 a 8 anni. La semplice informazione generica non è consulenza.
Chi può denunciare un amministratore per conflitto di interessi?
Chiunque, perché gli artt. 2629-bis e 2636 c.c. sono procedibili d'ufficio: soci, amministratori dissenzienti, sindaci, revisori, creditori o autorità di vigilanza. Per l'infedeltà patrimoniale dell'art. 2634 c.c. serve invece la querela della persona offesa entro 3 mesi dalla notizia del fatto.
Risposta completa: Conflitto di interessi e influenza sull'assemblea
Chi può essere accusato di ostacolo alla vigilanza di Banca d'Italia o Consob?
Possono esserlo amministratori, direttori generali, dirigenti preposti ai documenti contabili, sindaci e liquidatori delle società vigilate, e gli altri soggetti tenuti a obblighi verso l'autorità, come prevede l'art. 2638 c.c. L'art. 2639 c.c. estende la responsabilità a chi esercita di fatto, in modo continuativo e significativo, i poteri tipici della qualifica.
Chi rischia l'indagine per lesioni o omicidio colposo dopo un infortunio in cantiere?
Rischiano l'indagine datore di lavoro, dirigenti, preposti e chi esercita di fatto quei poteri (art. 299 D.Lgs. 81/2008), oltre a coordinatori e committente secondo i casi. L'omicidio colposo con violazione antinfortunistica è punito con la reclusione da 2 a 7 anni (art. 589 c.p.); la società può rispondere ai sensi dell'art. 25-septies D.Lgs. 231/2001.
Risposta completa: Cantiere o impianto sotto sequestro dopo un infortunio
Chi risponde dell'omesso versamento dei contributi INPS in una società?
Risponde il datore di lavoro, cioè la persona fisica che nella società ha la rappresentanza e il potere di disporre i pagamenti, di regola il legale rappresentante in carica alle scadenze. Può essere coinvolto anche l'amministratore di fatto. Il consulente del lavoro che elabora le buste paga non assume l'obbligo di versamento previsto dall'art. 2 D.L. 463/1983.
Risposta completa: Omesso versamento dei contributi INPS: quando è reato
Chi risponde di falso in prospetto oltre agli amministratori della società emittente?
Chiunque abbia contribuito consapevolmente al falso: l'art. 173-bis TUF è un reato comune. Possono rispondere l'offerente, i dirigenti, i consulenti e gli advisor che hanno redatto parti del prospetto conoscendone la falsità. Sul piano civile l'art. 94 TUF chiama in causa emittente, offerente, garante e responsabili delle informazioni.
Chi risponde in azienda di uno scarico industriale illegale?
Risponde il titolare dello scarico, in una società di regola il legale rappresentante, salvo delega effettiva delle funzioni ambientali a un dirigente con poteri e mezzi di spesa. Per i reati dei commi 2, 3, 5 e 11 dell'art. 137 D.Lgs. 152/2006 risponde anche l'ente, ai sensi dell'art. 25-undecies D.Lgs. 231/2001.
Risposta completa: Scarichi industriali senza autorizzazione: art. 137 TUA
Chi risponde penalmente per le emissioni di un impianto aziendale?
Risponde il gestore, cioè chi ha potere decisionale sull'installazione e l'esercizio dello stabilimento (art. 268 D.Lgs. 152/2006); in una società, di regola il legale rappresentante, salvo delega effettiva a un direttore con poteri di spesa. Per il reato del comma 5 dell'art. 279 risponde anche l'ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Risposta completa: Emissioni in atmosfera: il reato dell'art. 279 TUA
Chi segnala illeciti sul lavoro con il whistleblowing è protetto dal licenziamento?
Sì. Il D.Lgs. 24/2023 vieta ogni ritorsione, licenziamento compreso (art. 17), e dichiara nulli gli atti ritorsivi, con diritto alla reintegrazione (art. 19, comma 3). Se dopo la segnalazione arriva un provvedimento sfavorevole, si presume che sia una ritorsione e spetta al datore di lavoro provare ragioni diverse.
Risposta completa: Whistleblowing: tutele penali di chi segnala
Chiedere un compenso dopo aver segnalato una falla a un'azienda può esporre a un'accusa di estorsione?
Sì, se la richiesta si accompagna, anche implicitamente, alla prospettiva di divulgare o sfruttare la falla. L'art. 629, comma 3, c.p., introdotto dalla L. 90/2024, punisce l'estorsione commessa con reati informatici o con la minaccia di compierli con la reclusione da 6 a 12 anni e la multa da 5.000 a 10.000 euro.
Risposta completa: Hacking etico e bug bounty: quando è accesso abusivo
Come funziona la procedura estintiva delle contravvenzioni ambientali per le emissioni in atmosfera?
Se non c'è danno o pericolo concreto (art. 318-bis D.Lgs. 152/2006), l'organo di vigilanza impartisce una prescrizione con un termine. Se il gestore la adempie e paga entro 30 giorni un quarto del massimo dell'ammenda, 2.500 euro per i commi 1 e 2 dell'art. 279, la contravvenzione si estingue e il PM chiede l'archiviazione.
Risposta completa: Emissioni in atmosfera: il reato dell'art. 279 TUA
Come si chiede la revoca anticipata dell'amministrazione giudiziaria?
L'art. 34 D.Lgs. 159/2011 non prevede un'istanza autonoma di revoca anticipata, a differenza del controllo giudiziario (art. 34-bis, comma 5, udienza entro dieci giorni). La difesa deposita memorie e documenti per la decisione del tribunale e può chiedere la revoca o la trasformazione in controllo; contro i provvedimenti è ammesso ricorso in appello entro trenta giorni.
Risposta completa: Controllo giudiziario e amministrazione giudiziaria
Come si difende un advisor accusato di falso in prospetto?
Dimostrando il perimetro del proprio incarico, cosa sapeva alla data del prospetto e l'assenza dell'intenzione di ingannare richiesta dall'art. 173-bis TUF. Due diligence, email con l'emittente e attestazioni ricevute sono le prove principali. La sola partecipazione all'operazione, o l'onorario percepito, non basta a fondare il concorso nel reato.
Come si difende un datore di lavoro accusato di aver ridotto in servitù una badante?
La difesa dimostra con documenti la libertà concreta della lavoratrice: pagamenti, disponibilità del passaporto e del telefono, uscite, giorni liberi, possibilità reale di lasciare l'impiego. Lo scopo è provare che eventuali irregolarità non raggiungono lo stato di soggezione continuativa richiesto dall'art. 600 c.p., punito da 8 a 20 anni.
Risposta completa: Riduzione in schiavitù art. 600: accusa e difesa
Come si difende un imprenditore accusato di aver intimidito un'impresa rivale?
Verificando ogni elemento dell'art. 513-bis c.p.: l'esistenza di un rapporto di concorrenza, il fine di acquisire clientela, la natura realmente minacciosa delle frasi e l'attendibilità del concorrente denunciante. Se manca la coazione resta al più l'illecito civile dell'art. 2598 c.c.; se manca il fine concorrenziale, il fatto può essere riqualificato.
Risposta completa: Concorrenza sleale con violenza o minaccia: art. 513-bis
Come si fa una segnalazione di whistleblowing in modo anonimo?
Il D.Lgs. 24/2023 punta sulla riservatezza: l'identità del segnalante non può essere rivelata senza il suo consenso (art. 12). La segnalazione anonima è possibile secondo le procedure dell'ente, e l'art. 16, comma 4, estende le tutele all'anonimo poi identificato che subisce ritorsioni. L'anonimato rende però difficile il riscontro previsto.
Risposta completa: Whistleblowing: tutele penali di chi segnala
Come si impugna una misura interdittiva cautelare applicata a una società?
Con l'appello previsto dall'art. 52 del D.Lgs. 231/2001, proposto dal difensore dell'ente con i motivi contestuali davanti al tribunale collegiale indicato dall'art. 322-bis c.p.p.; l'appello non sospende la misura. Contro la decisione del tribunale è ammesso ricorso per cassazione solo per violazione di legge, secondo l'art. 325 c.p.p.
Risposta completa: Misure interdittive cautelari contro la società (231)
Come si tutela il whistleblower durante un'indagine interna aziendale?
Chi indaga non può rivelare l'identità del segnalante, né informazioni da cui desumerla, a persone non autorizzate senza il suo consenso espresso (art. 12 D.Lgs. 24/2023), e la segnalazione non può essere usata oltre quanto necessario. Ogni misura sfavorevole verso il segnalante si presume ritorsiva ai sensi dell'art. 17.
Risposta completa: Indagini interne aziendali: regole e rischi penali
Cos'è il controllo giudiziario delle aziende previsto dal codice antimafia?
È la misura di prevenzione dell'art. 34-bis D.Lgs. 159/2011 applicata quando un'impresa agevola in modo occasionale soggetti mafiosi e c'è un pericolo concreto di infiltrazione. Dura da uno a tre anni: l'imprenditore resta alla guida, ma deve comunicare gli atti rilevanti e rispettare le prescrizioni fissate dal tribunale per le misure di prevenzione.
Risposta completa: Controllo giudiziario e amministrazione giudiziaria
Cos'è il reato di falso in prospetto previsto dall'art. 173-bis del TUF?
È il reato di chi, per un ingiusto profitto e con l'intenzione di ingannare, espone informazioni false od occulta dati nei prospetti di offerta al pubblico di prodotti finanziari, di quotazione o nei documenti di OPA e OPS, in modo idoneo a indurre in errore. L'art. 173-bis TUF prevede la reclusione da 1 a 5 anni.
Cos'è il reato di illecita concorrenza con minaccia o violenza previsto dall'art. 513-bis?
È il delitto dell'operatore economico che, nell'esercizio di un'attività commerciale, industriale o produttiva, compie atti di concorrenza con violenza o minaccia. L'art. 513-bis c.p., introdotto dalla legge 646/1982, prevede la reclusione da 2 a 6 anni. Non serve dimostrare una perdita concreta di clienti.
Risposta completa: Concorrenza sleale con violenza o minaccia: art. 513-bis
Cos'è il reato di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza previsto dall'art. 2638 c.c.?
È il delitto commesso da amministratori, direttori generali, dirigenti contabili, sindaci e liquidatori di enti vigilati che, nelle comunicazioni dovute all'autorità di vigilanza, espongono fatti falsi od occultano fatti con mezzi fraudolenti, oppure ne ostacolano consapevolmente le funzioni in qualsiasi forma, anche omettendo comunicazioni. È punito con la reclusione da 1 a 4 anni.
Cos'è il reato di trattamento illecito di dati personali previsto dall'art. 167?
È il delitto dell'art. 167 del Codice privacy (D.Lgs. 196/2003): punisce chi, per trarre profitto o danneggiare l'interessato, viola norme specifiche sul trattamento e gli arreca nocumento. Riguarda dati di traffico e ubicazione, comunicazioni indesiderate, dati sanitari e giudiziari trattati illecitamente e trasferimenti non consentiti verso Paesi extra UE.
Risposta completa: Trattamento illecito di dati personali: art. 167
Cos'è l'abusivismo finanziario dell'art. 166 del TUF?
È il reato di chi svolge senza autorizzazione servizi o attività di investimento, gestione collettiva del risparmio od offerta fuori sede di prodotti finanziari, riservati dall'art. 18 del D.Lgs. 58/1998 a banche, SIM e imprese autorizzate. L'art. 166 TUF lo punisce con la reclusione da 1 a 8 anni e la multa da 4.000 a 10.000 euro.
Cos'è la delega di funzioni sulla sicurezza sul lavoro prevista dall'art. 16 D.Lgs. 81/2008?
È l'atto con cui il datore di lavoro trasferisce a un altro soggetto obblighi di sicurezza, con i poteri necessari. L'art. 16 del D.Lgs. 81/2008 la ammette se risulta da atto scritto con data certa, il delegato è competente, ha poteri di organizzazione, gestione e controllo e autonomia di spesa, e la accetta per iscritto.
Risposta completa: Delega di funzioni sulla sicurezza: art. 16 D.Lgs. 81/2008
Cos'è la fallace indicazione di origine dei prodotti?
È l'uso di segni, figure, colori o nomi che, senza affermare apertamente il falso, inducono il consumatore a credere che un prodotto estero sia italiano. La Cassazione la ritiene reato ai sensi dell'art. 4, comma 49, L. 350/2003 quando la presentazione complessiva porta a ritenere italiana la merce, anche se l'origine estera compare in piccolo.
Risposta completa: Falso Made in Italy: fallace indicazione di origine
Cos'è la posizione di garanzia del direttore dei lavori nel diritto penale?
È l'obbligo giuridico di impedire determinati eventi, la cui violazione equivale a cagionarli (art. 40, secondo comma, c.p.). Per il direttore dei lavori nasce dall'art. 29 del D.P.R. 380/2001 e dal contratto di incarico e riguarda la regolarità dell'opera; si estende alla sicurezza dei lavoratori solo se ha assunto poteri di gestione del cantiere.
Risposta completa: Direttore dei lavori e progettista: responsabilità penale
Cos'è la somministrazione fraudolenta di manodopera?
È la somministrazione posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicate al lavoratore. Oggi è prevista dall'art. 18, comma 5-ter, D.Lgs. 276/2003 e punisce somministratore e utilizzatore con l'arresto fino a 3 mesi o l'ammenda di 100 euro per lavoratore e per giorno.
Risposta completa: Appalto illecito e somministrazione irregolare di manodopera
Cosa deve fare il datore di lavoro subito dopo il sequestro dell'impianto per un infortunio?
Deve conservare il verbale, rispettare gli obblighi di custodia (art. 259 c.p.p.), comunicare l'infortunio all'INAIL entro 48 ore dal certificato medico (art. 18, comma 1, lett. r, D.Lgs. 81/2008), raccogliere DVR, POS e registri di formazione e nominare subito un difensore e un consulente tecnico per gli accertamenti.
Risposta completa: Cantiere o impianto sotto sequestro dopo un infortunio
Cosa deve fare un'impresa che riceve dal prefetto un'interdittiva antimafia?
Deve ricorrere al TAR entro 60 giorni (art. 29 c.p.a.) e, dopo il ricorso, può chiedere al tribunale di prevenzione il controllo giudiziario (art. 34-bis, comma 6, D.Lgs. 159/2011), che sospende gli effetti dell'art. 94. In parallelo conviene rimuovere i soggetti controindicati e rivedere i rapporti con fornitori e subappaltatori.
Risposta completa: Interdittiva antimafia: effetti penali e difesa dell'impresa
Cosa fare dopo un controllo dell'ARPA che contesta uno scarico irregolare?
Occorre esaminare il verbale di campionamento, capire se il parametro superato è della tabella 5, nominare un consulente per le controanalisi e verificare l'accesso alla procedura estintiva degli artt. 318-bis ss. D.Lgs. 152/2006. Se viene impartita una prescrizione, va adempiuta nel termine fissato per poter estinguere la contravvenzione.
Risposta completa: Scarichi industriali senza autorizzazione: art. 137 TUA
Cosa fare nelle prime ore dopo un attacco ransomware all'azienda?
Occorre isolare i sistemi senza spegnerli o reinstallarli, attivare tecnici forensi e un legale, registrare l'ora della scoperta e rispettare i termini: prenotifica al CSIRT Italia entro 24 ore per i soggetti NIS2 (art. 25 D.Lgs. 138/2024) e notifica al Garante entro 72 ore se sono coinvolti dati personali.
Risposta completa: Pagare il riscatto di un ransomware: è reato?
Cosa fare se dopo un infortunio grave la procura indaga sia l'amministratore sia il delegato alla sicurezza?
Conviene che abbiano difensori distinti, perché le posizioni possono essere in conflitto. L'amministratore deve provare delega valida e vigilanza, anche tramite il modello dell'art. 30, comma 4, D.Lgs. 81/2008; il delegato deve verificare effettività di poteri e budget. Le lesioni gravi sul lavoro sono procedibili d'ufficio (art. 590 c.p.).
Risposta completa: Delega di funzioni sulla sicurezza: art. 16 D.Lgs. 81/2008
Cosa fare se i propri dati personali sono stati diffusi senza consenso?
Conservare le prove e scegliere fra reclamo al Garante (art. 141 D.Lgs. 196/2003, decisione entro nove mesi) e ricorso al giudice, che sono alternativi per lo stesso oggetto. Se ricorrono reati si presenta denuncia; il danno si chiede con l'art. 82 GDPR. Per immagini intime il Garante interviene entro 48 ore (art. 144-bis).
Risposta completa: Trattamento illecito di dati personali: art. 167
Cosa fare se il giudice vieta a un imprenditore di esercitare la sua attività durante le indagini?
Occorre garantire subito la continuità dell'impresa nominando altri amministratori o procuratori, e valutare con il difensore l'appello al tribunale entro 10 giorni (art. 310 c.p.p.). Modifiche organizzative che riducono il rischio di reiterazione possono sostenere un'istanza di revoca o limitazione parziale del divieto (art. 299 c.p.p.).
Risposta completa: Misure interdittive: sospensione dalla professione
Cosa fare se il sito della propria azienda subisce un attacco DDoS?
Occorre conservare subito in copia integra i registri di server, firewall e fornitore di connettività, poi presentare denuncia e querela alla Polizia postale o alla procura. La querela serve se il fatto viene qualificato come art. 617-quater c.p. e va proposta entro 3 mesi dalla notizia del fatto (art. 124 c.p.). I danni vanno documentati per la parte civile.
Risposta completa: Attacco DDoS: che reato è e cosa si rischia
Cosa fare se l'INPS contesta un certificato di malattia come falso?
Occorre raccogliere subito la documentazione che prova la malattia: cartella clinica, esami, prescrizioni, ricevute di farmacia e registrazioni della visita. La risposta scritta all'ente va data nei termini indicati. Se la contestazione diventa penale, con informazione di garanzia o avviso ex art. 415-bis c.p.p., serve un difensore prima di qualsiasi dichiarazione.
Risposta completa: Certificati medici falsi: reato del medico e del paziente
Cosa fare se l'Ispettorato del lavoro trova lavoratori stranieri senza permesso in azienda?
Occorre acquisire il verbale, ricostruire la posizione di ogni lavoratore, documentare eventuali richieste di rinnovo presentate nei termini e verificare chi ha assunto. Con almeno il 10% di lavoratori irregolari l'Ispettorato può sospendere l'attività (art. 14 D.Lgs. 81/2008). Va evitato ogni contatto con i lavoratori sulle loro dichiarazioni.
Risposta completa: Lavoratori stranieri irregolari: il reato del datore
Cosa fare se l'ispettorato del lavoro contesta un appalto non genuino?
Occorre raccogliere subito contratto, capitolato, prove dell'organizzazione dell'appaltatore e comunicazioni operative, correggere il rapporto se è sbilanciato e valutare con il difensore l'oblazione dell'art. 162-bis c.p., ammessa per le contravvenzioni a pena alternativa dell'art. 18 D.Lgs. 276/2003 pagando la metà del massimo dell'ammenda.
Risposta completa: Appalto illecito e somministrazione irregolare di manodopera
Cosa fare se la Consob segnala in procura un'attività di investimento abusiva?
Occorre raccogliere contratti, comunicazioni ai clienti e movimenti dei conti e preparare una difesa sulla qualificazione dell'attività. L'art. 166, comma 3, TUF consente a Banca d'Italia e Consob di denunciare i fatti al pubblico ministero o di chiedere al tribunale i provvedimenti dell'art. 2409 c.c.; le richieste dell'autorità vanno sempre riscontrate nei termini.
Cosa fare se la Guardia di Finanza contesta violazioni antiriciclaggio a uno studio professionale?
Distinguere subito se il verbale riguarda illeciti amministrativi o contiene una notizia di reato dell'art. 55 D.Lgs. 231/2007. Non modificare i fascicoli, chiedere copia degli atti, ricostruire le verifiche svolte e rispettare i termini indicati per le difese; se emerge un reato, nominare un difensore prima di rendere dichiarazioni.
Risposta completa: Antiriciclaggio: i reati di professionisti e imprese
Cosa fare se la guardia di finanza sequestra un carico per falso Made in Italy?
Chiedere copia del verbale, non toccare la merce e raccogliere fatture, contratti e documenti sul luogo di lavorazione. Entro 10 giorni dall'esecuzione si può proporre riesame (art. 324 c.p.p.); in parallelo si può chiedere al pubblico ministero il dissequestro, anche offrendo la rietichettatura controllata delle confezioni.
Risposta completa: Falso Made in Italy: fallace indicazione di origine
Cosa fare se si riceve dall'INPS la contestazione di omesso versamento dei contributi?
Occorre annotare la data di notifica, da cui decorrono 3 mesi per pagare, e scomporre l'importo tra quota dei lavoratori e quota aziendale, anno per anno. Se le ritenute superano 10.000 euro annui, il versamento integrale nel termine esclude la punibilità (art. 2, comma 1-bis, D.L. 463/1983). Conviene coinvolgere subito un difensore.
Risposta completa: Omesso versamento dei contributi INPS: quando è reato
Cosa fare se si riceve un avviso di garanzia come RSPP dopo un infortunio?
Occorre nominare subito un difensore e un consulente tecnico, perché gli accertamenti tecnici non ripetibili dell'art. 360 c.p.p. si svolgono con avviso all'indagato, che può partecipare e formulare riserve. Vanno poi raccolti DVR, segnalazioni scritte al datore, procedure e verbali delle riunioni periodiche del servizio di prevenzione.
Risposta completa: RSPP e preposto: la responsabilità penale dopo un infortunio
Cosa fare se si subiscono ritorsioni dopo una segnalazione di whistleblowing?
Comunicare la ritorsione all'ANAC (art. 19 D.Lgs. 24/2023), che può sanzionare il responsabile da 10.000 a 50.000 euro, e impugnare l'atto davanti al giudice: gli atti ritorsivi sono nulli. Nel processo si presume che il provvedimento sfavorevole dipenda dalla segnalazione (art. 17). Conviene documentare date e comunicazioni.
Risposta completa: Whistleblowing: tutele penali di chi segnala
Cosa fare se si è pagata una commissione a una società che prometteva di recuperare fondi truffati?
Occorre interrompere subito i pagamenti, chiedere alla banca di bloccare o richiamare i bonifici recenti, conservare messaggi e ricevute e presentare denuncia-querela. Per la truffa non aggravata la querela va proposta entro 3 mesi dalla notizia del fatto (art. 124 c.p.). La Consob raccomanda di segnalarle anche i falsi contatti.
Risposta completa: Recovery scam: la truffa dei falsi recuperatori di fondi
Cosa fare se un architetto riceve un avviso di garanzia per difformità nei lavori?
Occorre nominare subito un difensore e raccogliere contratto di incarico, giornale dei lavori, verbali e comunicazioni al Comune. Se è annunciato un accertamento tecnico irripetibile (art. 360 c.p.p.), va nominato un consulente di parte prima del conferimento dell'incarico, perché quella verifica entrerà nel processo e non potrà essere ripetuta.
Risposta completa: Direttore dei lavori e progettista: responsabilità penale
Cosa fare se un concorrente intimidisce i propri clienti o fornitori?
Denunciare subito, conservando messaggi, registrazioni e testimonianze. Per la Cassazione l'art. 513-bis c.p. si applica anche quando la minaccia colpisce clienti o fornitori del concorrente. Il reato è procedibile d'ufficio e l'impresa danneggiata può costituirsi parte civile e agire anche ai sensi dell'art. 2598 c.c.
Risposta completa: Concorrenza sleale con violenza o minaccia: art. 513-bis
Cosa fare se un revisore legale riceve un avviso di garanzia dopo il fallimento di un cliente?
Nominare subito un difensore, mettere in sicurezza il fascicolo di revisione senza modificarlo e non rendere dichiarazioni prima di averlo ricostruito. Il difensore può svolgere investigazioni difensive (art. 327-bis c.p.p.) e affidare una consulenza tecnica sulle procedure seguite, per distinguere l'errore tecnico dalla falsità dell'art. 27 D.Lgs. 39/2010.
Risposta completa: Revisore legale: falsità nelle relazioni, art. 27
Cosa fare se un socio di minoranza sospetta che il voto in assemblea sia stato manipolato?
Chiedere subito copia del verbale e dell'elenco dei presenti con le deleghe, verificare se i voti contestati sono stati decisivi e valutare insieme impugnazione civile della delibera e denuncia per illecita influenza sull'assemblea, punita dall'art. 2636 c.c. con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
Risposta completa: Conflitto di interessi e influenza sull'assemblea
Cosa fare se un'azienda denuncia il ricercatore che le ha segnalato una vulnerabilità?
Occorre conservare corrispondenza, regolamento o contratto e registri delle attività, nominare un difensore prima di rendere dichiarazioni e verificare se il fatto rientra nell'ipotesi base dell'art. 615-ter, procedibile a querela entro 3 mesi. La difesa verte su consenso, assenza di misure di sicurezza superate e assenza di danni.
Risposta completa: Hacking etico e bug bounty: quando è accesso abusivo
Cosa fare se un'ispezione della Banca d'Italia porta a una denuncia per ostacolo alla vigilanza?
Conviene raccogliere subito verbale ispettivo, richieste dell'autorità, risposte inviate e corrispondenza interna, per ricostruire chi ha predisposto ogni dato. Occorre poi qualificare il fatto fra art. 2638 c.c., art. 170-bis TUF e illecito amministrativo dell'art. 187-quinquiesdecies TUF, coordinando le controdeduzioni all'autorità con la difesa penale.
Cosa prevede l'art. 137 del Testo unico ambientale sugli scarichi industriali?
L'art. 137 D.Lgs. 152/2006 punisce come contravvenzioni gli scarichi di acque reflue industriali senza autorizzazione, la violazione delle prescrizioni con sostanze pericolose, il superamento dei limiti per le sostanze della tabella 5 e il diniego di accesso ai controllori. La pena base è l'arresto da 2 mesi a 2 anni o l'ammenda da 1.500 a 10.000 euro.
Risposta completa: Scarichi industriali senza autorizzazione: art. 137 TUA
Cosa punisce il reato di emissioni in atmosfera dell'art. 279 TUA?
L'art. 279 D.Lgs. 152/2006 punisce chi installa o esercisce uno stabilimento senza autorizzazione alle emissioni o con autorizzazione scaduta, decaduta, sospesa o revocata (arresto da 2 mesi a 2 anni o ammenda da 1.000 a 10.000 euro) e chi viola i valori limite di emissione (arresto fino a 1 anno o ammenda fino a 10.000 euro).
Risposta completa: Emissioni in atmosfera: il reato dell'art. 279 TUA
Cosa punisce l'art. 27 sulla falsità nelle relazioni dei responsabili della revisione legale?
Punisce il responsabile della revisione che, per un ingiusto profitto, con consapevolezza della falsità e intenzione di ingannare, attesta il falso o occulta informazioni sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società revisionata, in modo idoneo a indurre in errore i destinatari. Ha sostituito l'art. 2624 c.c., abrogato dal D.Lgs. 39/2010.
Risposta completa: Revisore legale: falsità nelle relazioni, art. 27
Cosa rischia il datore di lavoro che assume stranieri senza permesso di soggiorno?
Rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore (art. 22, comma 12, D.Lgs. 286/1998). Le pene aumentano da un terzo alla metà con più di 3 lavoratori, minori o sfruttamento, e con la condanna si paga il costo medio di rimpatrio di ciascun lavoratore.
Risposta completa: Lavoratori stranieri irregolari: il reato del datore
Cosa rischia l'amministratore che non comunica un conflitto di interessi al consiglio?
Nelle società comuni rischia l'impugnazione della delibera entro 90 giorni e il risarcimento dei danni (art. 2391 c.c.). Nelle quotate, nelle società con titoli diffusi e nei soggetti vigilati, se la violazione causa danni, rischia la reclusione da 1 a 3 anni per il reato dell'art. 2629-bis c.c.
Risposta completa: Conflitto di interessi e influenza sull'assemblea
Cosa rischia l'azienda committente in caso di somministrazione irregolare di lavoratori?
Il committente, come utilizzatore, rischia l'arresto fino a un mese o l'ammenda di 60 euro per ogni lavoratore e per ogni giornata (art. 18, commi 2 e 5-bis, D.Lgs. 276/2003), con un minimo di 5.000 euro. Se c'è finalità elusiva la pena sale all'arresto fino a 3 mesi o all'ammenda di 100 euro.
Risposta completa: Appalto illecito e somministrazione irregolare di manodopera
Cosa rischia l'azienda se l'Organismo di Vigilanza non ha controllato davvero il modello 231?
Rischia di perdere l'esimente: l'art. 6, comma 1, lettera d), del D.Lgs. 231/2001 esclude la difesa se c'è stata omessa o insufficiente vigilanza. La società resta esposta alle sanzioni dell'art. 9, cioè sanzione pecuniaria, sanzioni interdittive, confisca e pubblicazione della sentenza, anche con misure cautelari durante le indagini.
Risposta completa: Organismo di Vigilanza 231: quando risponde penalmente
Cosa rischia un amministratore che restituisce i conferimenti ai soci?
La reclusione fino a 1 anno, secondo l'art. 2626 c.c., se restituisce i conferimenti, anche in modo simulato, o libera i soci dall'obbligo di eseguirli fuori da una riduzione legittima del capitale. Il reato è procedibile d'ufficio e la norma non prevede l'estinzione per restituzione successiva.
Risposta completa: Reati societari contro i creditori: artt. 2626-2632 c.c.
Cosa rischia un commercialista che non fa l'adeguata verifica del cliente?
Per la sola omissione rischia una sanzione amministrativa, prevista dall'art. 56 del D.Lgs. 231/2007. Diventa reato se falsifica o usa dati falsi nella verifica (art. 55, comma 1: da 6 mesi a 3 anni) e diventa concorso in riciclaggio se aiuta consapevolmente a ripulire denaro di provenienza delittuosa.
Risposta completa: Antiriciclaggio: i reati di professionisti e imprese
Cosa rischia un ingegnere se un operaio si infortuna nel cantiere che dirige?
Se ha assunto in concreto la gestione della sicurezza, rischia l'omicidio colposo aggravato (art. 589, comma 2, c.p.: reclusione da 2 a 7 anni) o le lesioni colpose gravi e gravissime dell'art. 590, comma 3, c.p. Il solo ruolo di direttore dei lavori non basta: servono poteri effettivi sull'organizzazione del lavoro.
Risposta completa: Direttore dei lavori e progettista: responsabilità penale
Cosa rischia un revisore legale che scrive il falso nella relazione di revisione?
Per l'art. 27 D.Lgs. 39/2010 rischia l'arresto fino a un anno se non c'è danno patrimoniale per i destinatari, la reclusione da uno a quattro anni se il danno c'è e da uno a cinque anni se la società revisionata è un ente di interesse pubblico, con aumento fino alla metà in caso di corruzione o accordo con gli amministratori.
Risposta completa: Revisore legale: falsità nelle relazioni, art. 27
Cosa rischia un'azienda che vende prodotti con falsa etichetta italiana?
Chi decide o gestisce la vendita rischia la reclusione fino a 2 anni e la multa fino a 20.000 euro (art. 517 c.p.). La società può rispondere ai sensi dell'art. 25-bis.1 del D.Lgs. 231/2001 con una sanzione fino a 500 quote. A ciò si aggiungono il sequestro della merce e le possibili azioni civili dei concorrenti.
Risposta completa: Falso Made in Italy: fallace indicazione di origine
Cosa rischiano gli amministratori che fanno una fusione societaria in danno dei creditori?
La reclusione da 6 mesi a 3 anni prevista dall'art. 2629 c.c., se la fusione o la scissione è eseguita violando le norme a tutela dei creditori e cagiona loro un danno. Si procede a querela del creditore e il risarcimento integrale prima del giudizio estingue il reato.
Risposta completa: Reati societari contro i creditori: artt. 2626-2632 c.c.
Cosa significa influenza illecita sull'assemblea dei soci?
È il reato dell'art. 2636 c.c.: chiunque, con atti simulati o fraudolenti, determina la maggioranza in assemblea per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Gli atti devono essere stati decisivi per l'esito del voto.
Risposta completa: Conflitto di interessi e influenza sull'assemblea
Cosa sono le indagini interne aziendali e quando conviene avviarle?
Sono gli accertamenti con cui l'impresa verifica possibili illeciti al proprio interno. Non hanno una legge unica: si basano sul modello 231 (art. 6 D.Lgs. 231/2001) e sull'obbligo di dare seguito alle segnalazioni (art. 5 D.Lgs. 24/2023). Conviene avviarle dopo una segnalazione, alla notizia di un procedimento penale o prima di una contestazione disciplinare.
Risposta completa: Indagini interne aziendali: regole e rischi penali
Cosa succede ai contratti pubblici in corso dopo un'interdittiva antimafia?
L'amministrazione revoca concessioni e autorizzazioni o recede dal contratto, pagando le opere già eseguite e rimborsando le spese nei limiti delle utilità conseguite (art. 94, comma 2, D.Lgs. 159/2011). Non recede se l'opera è in corso di ultimazione o se la fornitura è essenziale e il fornitore non è sostituibile in tempi rapidi.
Risposta completa: Interdittiva antimafia: effetti penali e difesa dell'impresa
Cosa succede ai dipendenti e ai contratti di un'azienda in amministrazione giudiziaria?
I rapporti proseguono con l'azienda, gestita dall'amministratore giudiziario che esercita le facoltà dei titolari (art. 34, comma 3, D.Lgs. 159/2011). Si applicano, se compatibili, le regole sulle aziende sequestrate: l'art. 41 impone all'amministratore una relazione con l'elenco dei lavoratori e dei rapporti necessari alla prosecuzione, entro tre mesi dalla nomina.
Risposta completa: Controllo giudiziario e amministrazione giudiziaria
Cosa succede ai dipendenti se la società viene sottoposta a una misura interdittiva?
Il D.Lgs. 231/2001 non disciplina direttamente i rapporti di lavoro, ma l'art. 15, comma 1, lettera b), consente di sostituire l'interdizione con un commissario giudiziale quando l'interruzione dell'attività può avere rilevanti ripercussioni sull'occupazione. La difesa deve documentare organico, indotto e condizioni economiche del territorio già in udienza.
Risposta completa: Misure interdittive cautelari contro la società (231)
Distribuire utili non realmente conseguiti è reato per gli amministratori?
Sì. L'art. 2627 c.c. punisce con l'arresto fino a 1 anno la ripartizione di utili non effettivamente conseguiti o destinati a riserva e di riserve non distribuibili. Il reato si estingue se gli utili sono restituiti o le riserve ricostituite prima del termine previsto per l'approvazione del bilancio.
Risposta completa: Reati societari contro i creditori: artt. 2626-2632 c.c.
Entro quali termini e davanti a quale giudice si impugna un'interdittiva antimafia?
Si impugna davanti al TAR con azione di annullamento entro 60 giorni, termine di decadenza fissato dall'art. 29 del codice del processo amministrativo. Prima dell'emissione, salvo urgenza, il prefetto concede fino a 20 giorni per osservazioni e audizione (art. 92, comma 2-bis, D.Lgs. 159/2011): è il primo momento utile per difendersi.
Risposta completa: Interdittiva antimafia: effetti penali e difesa dell'impresa
Fornire dati falsi al professionista per l'adeguata verifica antiriciclaggio è reato?
Sì. L'art. 55, comma 3, del D.Lgs. 231/2007 punisce chi, obbligato a fornire dati per l'adeguata verifica, dà dati falsi o informazioni non veritiere, con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa da 10.000 a 30.000 euro, salvo che il fatto costituisca un reato più grave.
Risposta completa: Antiriciclaggio: i reati di professionisti e imprese
Gestire un impianto senza autorizzazione alle emissioni è reato o illecito amministrativo?
È reato: l'art. 279, comma 1, D.Lgs. 152/2006 prevede l'arresto da 2 mesi a 2 anni o l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro, anche per chi prosegue con autorizzazione scaduta o fa modifiche sostanziali senza titolo. Sono invece amministrative la modifica non sostanziale non comunicata e l'avvio senza comunicazione preventiva.
Risposta completa: Emissioni in atmosfera: il reato dell'art. 279 TUA
I risultati di un'indagine interna aziendale possono essere acquisiti dal pubblico ministero?
Sì. Report e allegati sono documenti acquisibili ai sensi dell'art. 234 c.p.p. e, se custoditi in azienda, possono essere sequestrati. Il divieto di sequestro dell'art. 103, comma 2, c.p.p. riguarda solo le carte relative all'oggetto della difesa detenute dal difensore, dagli investigatori autorizzati o dai consulenti tecnici.
Risposta completa: Indagini interne aziendali: regole e rischi penali
Il datore di lavoro che delega la sicurezza è libero da responsabilità penale dopo un infortunio?
No. L'art. 16, comma 3, del D.Lgs. 81/2008 mantiene in capo al datore l'obbligo di vigilare sul corretto espletamento delle funzioni delegate. Secondo Cass. pen., Sez. IV, n. 51455/2023, la vigilanza riguarda la gestione complessiva del rischio, non il controllo momento per momento delle singole lavorazioni.
Risposta completa: Delega di funzioni sulla sicurezza: art. 16 D.Lgs. 81/2008
Il datore di lavoro può sapere di una condanna con beneficio della non menzione?
Il datore di lavoro privato, di regola, no: riceve il certificato chiesto dal lavoratore, nel quale la condanna con non menzione non figura (art. 175 c.p.). Un datore pubblico o un gestore di pubblici servizi riceve invece certificati in cui la condanna compare. Il fatto può comunque essere noto per altre vie, come la stampa.
Risposta completa: Non menzione della condanna nel certificato
Il datore di lavoro è responsabile se il permesso di soggiorno del dipendente è scaduto?
Sì, se del permesso scaduto non è stato chiesto il rinnovo nei termini di legge (art. 22, comma 12, D.Lgs. 286/1998). Il rinnovo va chiesto al questore almeno 90 giorni prima della scadenza (art. 5, comma 4). Se la domanda è stata presentata in tempo, proseguire il rapporto non integra il reato.
Risposta completa: Lavoratori stranieri irregolari: il reato del datore
Il delegato alla sicurezza può a sua volta subdelegare?
Sì, ma solo specifiche funzioni e previa intesa con il datore di lavoro, alle stesse condizioni della delega, come prevede l'art. 16, comma 3-bis, del D.Lgs. 81/2008. Il subdelegante conserva l'obbligo di vigilanza sul subdelegato, e il subdelegato non può delegare ulteriormente le funzioni ricevute.
Risposta completa: Delega di funzioni sulla sicurezza: art. 16 D.Lgs. 81/2008
Il dipendente sentito durante un'indagine interna aziendale può farsi assistere da un avvocato?
Nessuna norma generale lo impone o lo esclude: dipende dalla procedura aziendale e dal contratto collettivo. Se l'intervista è un'investigazione difensiva e il dipendente è indagato nello stesso procedimento o in uno connesso, il suo difensore va avvisato almeno 24 ore prima e deve essere presente (art. 391-bis, comma 5, c.p.p.).
Risposta completa: Indagini interne aziendali: regole e rischi penali
Il direttore dei lavori può liberarsi da responsabilità segnalando le irregolarità al committente?
No, la sola segnalazione al committente non basta. L'art. 29, comma 2, del D.P.R. 380/2001 richiede la contestazione agli altri soggetti e una comunicazione contemporanea e motivata all'ufficio comunale; in caso di totale difformità o variazione essenziale serve anche la rinuncia all'incarico. Altrimenti rischia anche la sospensione dall'albo da 3 mesi a 2 anni.
Risposta completa: Direttore dei lavori e progettista: responsabilità penale
Il direttore dei lavori risponde penalmente di un crollo in cantiere?
Sì, se il crollo deriva da un'esecuzione difforme dal progetto che doveva accertare. Rischia la contravvenzione dell'art. 676 c.p. per la rovina colposa dell'edificio, il disastro colposo dell'art. 449 c.p. con reclusione da 1 a 5 anni e, se ci sono vittime, l'omicidio o le lesioni colpose degli artt. 589 e 590 c.p.
Risposta completa: Direttore dei lavori e progettista: responsabilità penale
Il direttore dei lavori è responsabile per un abuso edilizio commesso dall'impresa?
Sì, l'art. 29 del D.P.R. 380/2001 lo rende responsabile, con committente e costruttore, della conformità dell'opera al permesso di costruire. Per i lavori in totale difformità l'art. 44, lett. b), prevede l'arresto fino a 2 anni e l'ammenda da 5.164 a 51.645 euro, salvo che abbia contestato l'abuso e lo abbia comunicato al Comune.
Risposta completa: Direttore dei lavori e progettista: responsabilità penale
Il lavoratore in un appalto illecito può chiedere l'assunzione dal committente?
Sì. L'art. 29, comma 3-bis, D.Lgs. 276/2003 consente al lavoratore di chiedere al giudice del lavoro, con ricorso ai sensi dell'art. 414 c.p.c., la costituzione del rapporto alle dipendenze di chi ha utilizzato la prestazione. Per la somministrazione fuori dai limiti di legge vale una regola analoga (art. 38 D.Lgs. 81/2015).
Risposta completa: Appalto illecito e somministrazione irregolare di manodopera
Il modello organizzativo adottato dopo il reato può far revocare una misura interdittiva?
Sì, se accompagnato dal risarcimento integrale del danno e dalla messa a disposizione del profitto. L'art. 50 del D.Lgs. 231/2001 prevede la revoca, anche d'ufficio, quando ricorrono le condizioni dell'art. 17. Il modello deve eliminare le carenze organizzative che hanno determinato il reato; un documento generico non è sufficiente.
Risposta completa: Misure interdittive cautelari contro la società (231)
Il reato di concorrenza con violenza o minaccia riguarda solo le imprese mafiose?
No. Anche se introdotto dalla legge antimafia 646/1982, per la Cassazione l'art. 513-bis c.p. non richiede un contesto di criminalità organizzata né l'appartenenza a un clan. Se il metodo mafioso c'è, si aggiunge l'aggravante dell'art. 416-bis.1 e il reato può concorrere con l'associazione mafiosa.
Risposta completa: Concorrenza sleale con violenza o minaccia: art. 513-bis
Il reato di illecita concorrenza è aggravato se riguarda attività finanziate dallo Stato?
Sì. Il secondo comma dell'art. 513-bis c.p. aumenta la pena quando gli atti di concorrenza riguardano un'attività finanziata in tutto o in parte, e in qualsiasi modo, dallo Stato o da altri enti pubblici. È un'aggravante frequente negli appalti e nelle attività sostenute da contributi pubblici.
Risposta completa: Concorrenza sleale con violenza o minaccia: art. 513-bis
Il reato di scarico non autorizzato si può estinguere con le prescrizioni ambientali?
Sì, se il fatto non ha causato danno o pericolo concreto e attuale alle risorse ambientali (art. 318-bis D.Lgs. 152/2006). Il contravventore deve adempiere alla prescrizione nel termine e pagare entro 30 giorni un quarto del massimo dell'ammenda: 2.500 euro per lo scarico senza autorizzazione del comma 1 dell'art. 137.
Risposta completa: Scarichi industriali senza autorizzazione: art. 137 TUA
Il reato di trattamento illecito di dati richiede un danno alla persona interessata?
Sì. Tutte le ipotesi dell'art. 167 D.Lgs. 196/2003 richiedono che l'autore arrechi un nocumento all'interessato, patrimoniale o non patrimoniale, che l'accusa deve provare. Non richiedono invece il nocumento gli artt. 167-bis e 167-ter, sulla diffusione e sull'acquisizione fraudolenta di archivi di dati trattati su larga scala.
Risposta completa: Trattamento illecito di dati personali: art. 167
Il report di un'indagine interna aziendale è coperto dal segreto professionale?
Solo se redatto da un avvocato nell'ambito di un mandato difensivo. L'avvocato può astenersi dal testimoniare (art. 200 c.p.p.) e opporre per iscritto il segreto alla richiesta di consegna (art. 256 c.p.p.), ma il giudice può disporre il sequestro se la dichiarazione è infondata. La funzione compliance interna non gode di questa tutela.
Risposta completa: Indagini interne aziendali: regole e rischi penali
Il revisore dei conti risponde penalmente se non si accorge del falso in bilancio?
Non per l'art. 27 D.Lgs. 39/2010, che richiede consapevolezza della falsità e intenzione di ingannare: la negligenza non basta. Può rispondere di falso in bilancio (art. 2621 c.c., reclusione da uno a cinque anni) solo come concorrente ex art. 110 c.p., se ha contribuito consapevolmente al falso degli amministratori.
Risposta completa: Revisore legale: falsità nelle relazioni, art. 27
Il revisore legale può essere accusato di concorso in bancarotta?
Sì, ma solo come concorrente estraneo ai sensi dell'art. 110 c.p. L'art. 329 del Codice della crisi elenca amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori, non i revisori. L'accusa deve provare un contributo consapevole, per esempio relazioni compiacenti su bilanci falsi; la pena della bancarotta fraudolenta va da tre a dieci anni.
Risposta completa: Revisore legale: falsità nelle relazioni, art. 27
Il risarcimento dei creditori prima del giudizio estingue i reati societari?
Solo alcuni. Il risarcimento prima del giudizio estingue le operazioni in pregiudizio dei creditori (art. 2629 c.c.) e l'indebita ripartizione dei beni da parte dei liquidatori (art. 2633). Per gli artt. 2627 e 2628 conta la ricostituzione entro l'approvazione del bilancio; per gli artt. 2626 e 2632 non c'è estinzione.
Risposta completa: Reati societari contro i creditori: artt. 2626-2632 c.c.
Il whistleblower può essere denunciato per diffamazione o rivelazione di segreti?
Può essere denunciato, ma l'art. 20 del D.Lgs. 24/2023 lo rende non punibile se aveva fondati motivi di ritenere la rivelazione necessaria a svelare la violazione e ha segnalato secondo l'art. 16. La copertura non vale per condotte non collegate alla segnalazione né per i segreti esclusi dall'art. 1, comma 3.
Risposta completa: Whistleblowing: tutele penali di chi segnala
Il whistleblowing tutela anche chi lavora nel settore privato?
Sì. Il D.Lgs. 24/2023 si applica agli enti privati con una media di almeno 50 lavoratori subordinati, a quelli di alcuni settori regolati dall'Unione e a quelli con modello 231. Sono tutelati dipendenti, collaboratori, consulenti, tirocinanti, azionisti e amministratori, anche prima dell'assunzione o dopo la fine del rapporto (art. 3).
Risposta completa: Whistleblowing: tutele penali di chi segnala
L'OdV ha un obbligo giuridico di impedire i reati in azienda?
Il D.Lgs. 231/2001 non lo prevede. L'art. 6 affida all'OdV la vigilanza su funzionamento, osservanza e aggiornamento del modello, senza poteri di revocare amministratori, bloccare operazioni o sospendere attività. Manca quindi, secondo il testo della legge, la posizione di garanzia richiesta dall'art. 40, comma 2, c.p., salvo poteri ulteriori attribuiti dal modello.
Risposta completa: Organismo di Vigilanza 231: quando risponde penalmente
L'Organismo di Vigilanza 231 può essere indagato per un reato commesso in azienda?
Sì, ma solo se ha concorso nel reato con una condotta propria, ad esempio partecipando alla decisione illecita. L'omesso impedimento dell'art. 40, comma 2, c.p. richiede un obbligo giuridico di impedire l'evento, mentre l'art. 6 del D.Lgs. 231/2001 affida all'OdV la vigilanza sul modello, non poteri sulla gestione.
Risposta completa: Organismo di Vigilanza 231: quando risponde penalmente
L'RSPP risponde penalmente di un infortunio sul lavoro?
Sì, ma solo se il danno deriva da un rischio che doveva conoscere e segnalare: lo afferma Cass. pen., Sez. IV, n. 24822/2021. Il D.Lgs. 81/2008 non prevede contravvenzioni proprie a carico dell'RSPP, che risponde quindi solo di omicidio o lesioni colpose, anche in concorso con il datore di lavoro.
Risposta completa: RSPP e preposto: la responsabilità penale dopo un infortunio
L'amministratore che paga il riscatto con fondi aziendali rischia conseguenze penali?
Solo in casi limitati: l'infedeltà patrimoniale dell'art. 2634 c.c., punita da 6 mesi a 3 anni e procedibile a querela, richiede un conflitto di interessi e un danno intenzionale. Un pagamento deciso per salvare l'impresa non vi rientra, ma va deliberato e documentato per evitare responsabilità civili verso la società.
Risposta completa: Pagare il riscatto di un ransomware: è reato?
L'interrogatorio preventivo è obbligatorio prima di una misura interdittiva?
Di regola sì: dal 25 agosto 2024 l'art. 291, comma 1-quater, c.p.p. impone di interrogare l'indagato prima di disporre la misura, salvo pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di reiterazione per i delitti più gravi. Per la sospensione da un pubblico ufficio l'interrogatorio era già previsto dall'art. 289, comma 2.
Risposta completa: Misure interdittive: sospensione dalla professione
La crisi di liquidità dell'azienda giustifica l'omesso versamento dei contributi INPS?
Di regola no, perché l'art. 2, comma 1, D.L. 463/1983 impone di versare «comunque» le ritenute già trattenute ai dipendenti. La forza maggiore (art. 45 c.p.) richiede un evento esterno e irresistibile. Può invece rilevare la prova che in certi mesi gli stipendi non sono stati pagati e quindi nessuna ritenuta è stata operata.
Risposta completa: Omesso versamento dei contributi INPS: quando è reato
La dogana può sequestrare merce con indicazione Made in Italy non veritiera?
Sì. Poiché il reato comprende l'importazione a fini di commercializzazione, la merce può essere fermata al controllo doganale e sequestrata come corpo del reato, con trasmissione degli atti alla procura. Il sequestro probatorio si impugna con la richiesta di riesame prevista dagli artt. 257 e 324 c.p.p., entro 10 giorni dall'esecuzione.
Risposta completa: Falso Made in Italy: fallace indicazione di origine
La nomina a preposto senza formazione adeguata esclude la responsabilità penale?
Di regola no: la qualifica di preposto dipende dalle funzioni svolte, secondo l'art. 2, lettera e), e l'art. 299 del D.Lgs. 81/2008. La mancata formazione è però una violazione del datore di lavoro, che deve formare i preposti in presenza almeno ogni due anni ai sensi dell'art. 37, commi 7 e 7-ter.
Risposta completa: RSPP e preposto: la responsabilità penale dopo un infortunio
La società di revisione risponde penalmente per le relazioni firmate dal suo socio?
No come ente per questo reato. Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 34476 del 2011) hanno affermato che la falsità nelle relazioni di revisione, oggi art. 27 D.Lgs. 39/2010, non è nel catalogo dei reati presupposto del D.Lgs. 231/2001. Risponde personalmente il revisore firmatario, insieme agli eventuali concorrenti.
Risposta completa: Revisore legale: falsità nelle relazioni, art. 27
La società risponde ai sensi del decreto 231 per l'ostacolo alle funzioni di vigilanza?
Sì. L'art. 25-ter, comma 1, lettera s), del D.Lgs. 231/2001 prevede per la società una sanzione pecuniaria da 200 a 400 quote, aumentata di un terzo se l'ente ha conseguito un profitto di rilevante entità. L'ente può difendersi dimostrando di aver adottato ed efficacemente attuato un modello organizzativo idoneo.
La società risponde come ente per l'influenza illecita sull'assemblea?
Sì. L'art. 25-ter del D.Lgs. 231/2001 prevede per l'art. 2636 c.c. una sanzione da 150 a 330 quote, aumentata di un terzo se l'ente ha tratto un profitto rilevante. Occorre però che il reato sia commesso nell'interesse o a vantaggio della società, non del solo socio.
Risposta completa: Conflitto di interessi e influenza sull'assemblea
Le violazioni delle sanzioni UE possono comportare la responsabilità dell'ente prevista dalla normativa 231?
Sì. L'art. 25-octies.2 del D.Lgs. 231/2001, inserito dal D.Lgs. 211/2025, prevede per l'ente una sanzione pecuniaria dall'1 al 5 per cento del fatturato globale per i fatti più gravi e sanzioni interdittive da 2 a 6 anni se il reato è commesso da un soggetto apicale.
Risposta completa: Violazione delle sanzioni UE: embargo e dual use
Minacciare un concorrente per non partecipare a una gara d'appalto è reato?
Sì. Si configura l'art. 513-bis c.p. (da 2 a 6 anni, pena aumentata se l'attività è finanziata da enti pubblici) e, per le gare pubbliche, anche la turbata libertà degli incanti dell'art. 353 c.p., punita con la reclusione da 6 mesi a 5 anni e la multa da 103 a 1.032 euro.
Risposta completa: Concorrenza sleale con violenza o minaccia: art. 513-bis
Nascondere documenti durante un'ispezione della Consob è reato?
Sì, può integrare l'art. 2638, comma 2, c.c., che punisce chi ostacola consapevolmente la vigilanza in qualsiasi forma, con la reclusione da 1 a 4 anni. Secondo la Cassazione il comma 2 richiede un effettivo ostacolo e il dolo diretto. Fuori da questi casi può applicarsi l'art. 170-bis TUF, con la reclusione fino a 2 anni.
Omettere un rischio rilevante in un prospetto di offerta può essere reato?
Sì. L'art. 173-bis TUF punisce anche chi «occulta dati o notizie» in modo idoneo a indurre in errore, con la reclusione da 1 a 5 anni. Tacere un contenzioso decisivo o la perdita di un cliente essenziale può integrare il reato, se l'omissione è consapevole e mira a ingannare gli investitori.
Pagando i contributi dopo la contestazione dell'INPS si evita il processo penale?
Sì, se il versamento delle ritenute avviene entro 3 mesi dalla contestazione o dalla notifica dell'accertamento: il datore di lavoro non è punibile (art. 2, comma 1-bis, D.L. 463/1983). La denuncia alla procura viene comunque trasmessa con l'attestazione dei pagamenti (comma 1-ter), e il pubblico ministero può chiedere l'archiviazione.
Risposta completa: Omesso versamento dei contributi INPS: quando è reato
Perché la procura sequestra un cantiere dopo un infortunio sul lavoro?
Il cantiere viene sequestrato per conservare le prove della dinamica dell'infortunio (sequestro probatorio, art. 253 c.p.p.) o per impedire che il pericolo causi altri incidenti (sequestro preventivo, art. 321 c.p.p.). Spesso interviene prima la polizia giudiziaria in via d'urgenza, e il pubblico ministero deve convalidare entro 48 ore dalla ricezione del verbale (art. 355 c.p.p.).
Risposta completa: Cantiere o impianto sotto sequestro dopo un infortunio
Quali Paesi sono più rischiosi per un lavoratore italiano in trasferta dal punto di vista penale?
Non esiste una classifica ufficiale. Il rischio cresce dove mancano strumenti di cooperazione con l'Italia, come fuori dall'UE, dove la custodia cautelare è lunga e dove le norme su droga, alcol e rapporti con funzionari sono severe. Prima di partire vanno consultate le schede Paese della Farnesina su viaggiaresicuri.it.
Risposta completa: Lavoratori italiani in trasferta indagati all'estero
Quali documenti deve conservare un'impresa soggetta agli obblighi antiriciclaggio?
I dati e le informazioni dell'adeguata verifica: identità del cliente, titolare effettivo, esecutore, scopo e natura del rapporto o della prestazione, dati dell'operazione. Conservare dati falsi o alterarli con mezzi fraudolenti è reato (art. 55, comma 2, D.Lgs. 231/2007), punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
Risposta completa: Antiriciclaggio: i reati di professionisti e imprese
Quali lavorazioni bisogna fare in Italia per poter usare legalmente la dicitura Made in Italy?
Per i prodotti non DOP o IGP la giurisprudenza rinvia ai criteri di origine del diritto doganale europeo: conta il luogo dell'ultima trasformazione sostanziale, non la provenienza delle materie prime. La Cassazione ha ritenuto reato vendere come Made in Italy portafogli di pelle italiana confezionati in Romania.
Risposta completa: Falso Made in Italy: fallace indicazione di origine
Quali misure interdittive cautelari possono essere applicate a una società secondo la 231?
Sono le cinque sanzioni interdittive dell'art. 9, comma 2, del D.Lgs. 231/2001, richiamate dall'art. 45: interdizione dall'attività, sospensione o revoca di autorizzazioni e licenze, divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, esclusione da finanziamenti e contributi, divieto di pubblicizzare beni o servizi. Non si possono applicare congiuntamente, come prevede l'art. 46.
Risposta completa: Misure interdittive cautelari contro la società (231)
Quali misure organizzative deve adottare un'azienda sottoposta a controllo giudiziario?
Quelle imposte dal tribunale ai sensi dell'art. 34-bis, comma 3, D.Lgs. 159/2011: in particolare misure organizzative anche secondo gli artt. 6, 7 e 24-ter del D.Lgs. 231/2001, cioè un modello di prevenzione con organismo di vigilanza, più ogni altra iniziativa utile contro il rischio di infiltrazione, come la verifica dei fornitori e la tracciabilità dei pagamenti.
Risposta completa: Controllo giudiziario e amministrazione giudiziaria
Quali obblighi di sicurezza il datore di lavoro non può delegare?
L'art. 17 del D.Lgs. 81/2008 vieta di delegare la valutazione di tutti i rischi con l'elaborazione del documento di valutazione dei rischi e la designazione dell'RSPP. La violazione è punita dall'art. 55, comma 1, con l'arresto da 3 a 6 mesi o l'ammenda da 2.792,06 a 7.147,67 euro.
Risposta completa: Delega di funzioni sulla sicurezza: art. 16 D.Lgs. 81/2008
Quali pene prevede l'art. 279 TUA per chi viola le prescrizioni dell'autorizzazione?
La violazione delle prescrizioni diverse dai valori limite è un illecito amministrativo punito con una sanzione da 1.000 a 10.000 euro (art. 279, comma 2-bis, D.Lgs. 152/2006). La violazione dei valori limite resta invece reato, con l'arresto fino a 1 anno o l'ammenda fino a 10.000 euro (comma 2).
Risposta completa: Emissioni in atmosfera: il reato dell'art. 279 TUA
Quali prove conviene raccogliere prima di fare una segnalazione di whistleblowing?
Solo quelle a cui si ha accesso legittimo: documenti ricevuti per mansione, appunti datati, nomi dei presenti. L'art. 20, comma 3, D.Lgs. 24/2023 esclude la responsabilità per l'acquisizione delle informazioni salvo che il fatto costituisca reato: accedere alla posta di colleghi o a sistemi non autorizzati resta punibile.
Risposta completa: Whistleblowing: tutele penali di chi segnala
Quali requisiti deve avere una delega di funzioni sulla sicurezza per essere valida?
L'art. 16 del D.Lgs. 81/2008 richiede cinque condizioni: atto scritto con data certa, requisiti di professionalità ed esperienza del delegato, poteri di organizzazione, gestione e controllo, autonomia di spesa necessaria e accettazione scritta del delegato. Alla delega deve inoltre essere data adeguata e tempestiva pubblicità, come prevede il comma 2.
Risposta completa: Delega di funzioni sulla sicurezza: art. 16 D.Lgs. 81/2008
Quali rischi penali corre chi conduce un'indagine interna in azienda?
Chi indaga senza regole può rispondere di accesso abusivo (art. 615-ter c.p., fino a tre anni), violazione di corrispondenza anche elettronica (art. 616 c.p.), controllo a distanza illecito (art. 171 D.Lgs. 196/2003 con le pene dell'art. 38 dello Statuto) e trattamento illecito di dati (art. 167 D.Lgs. 196/2003).
Risposta completa: Indagini interne aziendali: regole e rischi penali
Quali sono i compiti dell'Organismo di Vigilanza previsto dal d.lgs. 231/2001?
L'art. 6, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 231/2001 gli affida il compito di vigilare sul funzionamento e sull'osservanza dei modelli organizzativi e di curarne l'aggiornamento, con autonomi poteri di iniziativa e di controllo. Il modello deve prevedere flussi informativi obbligatori verso l'OdV, come stabilisce il comma 2, lettera d).
Risposta completa: Organismo di Vigilanza 231: quando risponde penalmente
Quali sono i reati previsti dall'art. 55 del decreto antiriciclaggio?
Sono quattro: falsificare o usare dati falsi nell'adeguata verifica (comma 1), conservare dati falsi (comma 2), fornire dati falsi al soggetto obbligato (comma 3), puniti con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa da 10.000 a 30.000 euro, e violare il divieto di comunicazione sulle segnalazioni sospette (comma 4).
Risposta completa: Antiriciclaggio: i reati di professionisti e imprese
Quali sono i reati societari contro i creditori previsti dagli artt. 2626-2632 del codice civile?
Sono l'indebita restituzione dei conferimenti (art. 2626), l'illegale ripartizione di utili e riserve (art. 2627), le illecite operazioni su azioni o quote (art. 2628), le operazioni in pregiudizio dei creditori (art. 2629) e la formazione fittizia del capitale (art. 2632). Le pene vanno da 1 anno a 3 anni di reclusione nel massimo.
Risposta completa: Reati societari contro i creditori: artt. 2626-2632 c.c.
Quali verbali deve tenere l'OdV per dimostrare di aver vigilato?
La legge non li elenca, ma la società deve provare l'assenza di omessa o insufficiente vigilanza, come richiede l'art. 6, comma 1, lettera d), del D.Lgs. 231/2001. Nella prassi servono piano di vigilanza, verbali delle riunioni, registro dei flussi informativi, verbali di audit, relazioni all'organo dirigente e proposte di aggiornamento del modello.
Risposta completa: Organismo di Vigilanza 231: quando risponde penalmente
Quando il progettista di un edificio può essere accusato di disastro colposo o crollo?
Quando un errore di progettazione evitabile con la diligenza del tecnico ha causato il cedimento. Il crollo colposo che mette in pericolo la pubblica incolumità è punito dall'art. 449 c.p. con la reclusione da 1 a 5 anni; la semplice rovina colposa dell'edificio rientra nell'art. 676 c.p., che punisce chi ha avuto parte nel progetto o nei lavori.
Risposta completa: Direttore dei lavori e progettista: responsabilità penale
Quando l'omessa comunicazione del conflitto di interessi è reato per l'amministratore di una società quotata?
Quando l'amministratore viola gli obblighi dell'art. 2391, primo comma, c.c. e dalla violazione derivano danni alla società o a terzi. L'art. 2629-bis c.c. prevede la reclusione da 1 a 3 anni e si applica anche alle società con titoli diffusi e ai soggetti vigilati ai sensi di TUB, TUF, codice delle assicurazioni private e D.Lgs. 124/1993.
Risposta completa: Conflitto di interessi e influenza sull'assemblea
Quando l'omesso versamento dei contributi INPS dei dipendenti diventa reato?
Diventa reato quando le ritenute previdenziali trattenute sugli stipendi dei dipendenti e non versate superano 10.000 euro nell'anno e il datore non paga entro 3 mesi dalla contestazione. La pena è la reclusione fino a 3 anni e la multa fino a 1.032 euro (art. 2, comma 1-bis, D.L. 463/1983). Sotto soglia la sanzione è amministrativa.
Risposta completa: Omesso versamento dei contributi INPS: quando è reato
Quando un appalto di servizi diventa appalto illecito di manodopera?
Quando l'appaltatore si limita a fornire lavoratori senza organizzare i mezzi, dirigere il personale e assumere il rischio d'impresa, requisiti richiesti dall'art. 29, comma 1, D.Lgs. 276/2003. Contano i fatti: chi impartisce le direttive, chi gestisce turni e ferie, chi fornisce le attrezzature e come è calcolato il corrispettivo, a risultato o a ore.
Risposta completa: Appalto illecito e somministrazione irregolare di manodopera
Quanto dura il sequestro di un macchinario dopo un infortunio in fabbrica?
La legge non fissa una durata massima. Il sequestro probatorio dura finché la macchina serve come prova, quello preventivo finché persiste il pericolo. Senza iniziative della difesa può durare fino alla sentenza definitiva: l'art. 262 c.p.p. consente però la restituzione anche prima, con l'obbligo di presentare il bene a ogni richiesta.
Risposta completa: Cantiere o impianto sotto sequestro dopo un infortunio
Quanto dura l'amministrazione giudiziaria di un'azienda?
Non più di un anno, secondo l'art. 34, comma 2, D.Lgs. 159/2011. Può essere prorogata di sei mesi alla volta, su richiesta del pubblico ministero o d'ufficio, dopo una relazione dell'amministratore giudiziario, ma la durata complessiva non può superare due anni. Alla scadenza il tribunale revoca la misura, applica il controllo giudiziario o dispone la confisca.
Risposta completa: Controllo giudiziario e amministrazione giudiziaria
Rivelare al cliente una segnalazione di operazione sospetta è reato?
Sì. L'art. 55, comma 4, del D.Lgs. 231/2007 punisce la violazione del divieto di comunicazione sulle segnalazioni di operazioni sospette con l'arresto da 6 mesi a 1 anno e l'ammenda da 5.000 a 30.000 euro, salvo che il fatto costituisca un reato più grave, come il concorso nel riciclaggio.
Risposta completa: Antiriciclaggio: i reati di professionisti e imprese
Scaricare con l'autorizzazione scaduta è reato?
Può esserlo. L'autorizzazione vale 4 anni e il rinnovo va chiesto 1 anno prima della scadenza (art. 124, comma 8, D.Lgs. 152/2006): con domanda tempestiva lo scarico prosegue provvisoriamente. Senza domanda nei termini lo scarico continua senza titolo e si espone all'art. 137; con sostanze pericolose serve il rinnovo espresso entro 6 mesi.
Risposta completa: Scarichi industriali senza autorizzazione: art. 137 TUA
Serve la forma scritta con data certa per la delega di funzioni sulla sicurezza?
Sì. L'art. 16, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 81/2008 richiede un atto scritto recante data certa, e la lettera e) l'accettazione scritta del delegato. La data certa prova che la delega esisteva prima dell'infortunio. Conta però anche l'effettività: se il delegato non ha mai esercitato i poteri, la delega resta sulla carta.
Risposta completa: Delega di funzioni sulla sicurezza: art. 16 D.Lgs. 81/2008
Si può continuare a lavorare nelle aree del cantiere non sequestrate?
In genere sì, perché il vincolo riguarda solo i beni e le aree indicati nel provvedimento. Il lavoro non deve però alterare le cose sequestrate: violare i sigilli è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni (art. 349 c.p.). Se è stata disposta anche la sospensione dell'art. 14 D.Lgs. 81/2008, l'attività resta ferma.
Risposta completa: Cantiere o impianto sotto sequestro dopo un infortunio
Si può fare ricorso al tribunale del riesame contro il sequestro di un cantiere?
Sì. L'indagato, il suo difensore, il proprietario dei beni e chi ha diritto alla restituzione possono chiedere il riesame, anche nel merito, entro 10 giorni dall'esecuzione o dalla conoscenza del sequestro (artt. 257, 322 e 324 c.p.p.). Il tribunale decide entro 10 giorni dagli atti; la richiesta non sospende il sequestro.
Risposta completa: Cantiere o impianto sotto sequestro dopo un infortunio
Superare i limiti tabellari di uno scarico autorizzato è reato o illecito amministrativo?
Di regola è un illecito amministrativo punito con una sanzione da 3.000 a 30.000 euro (art. 133 D.Lgs. 152/2006). È reato solo se il superamento riguarda le sostanze della tabella 5: arresto fino a 2 anni e ammenda da 3.000 a 30.000 euro, che salgono se sono superati anche i limiti della tabella 3/A (art. 137, comma 5).
Risposta completa: Scarichi industriali senza autorizzazione: art. 137 TUA
Un RSPP esterno all'azienda può essere condannato per lesioni colpose?
Sì, alle stesse condizioni dell'RSPP interno: l'art. 31 del D.Lgs. 81/2008 consente di affidare il servizio a persone esterne, ma i compiti dell'art. 33 restano gli stessi. Il comma 5 precisa che il datore che ricorre a servizi esterni non è esonerato dalla propria responsabilità. Le lesioni gravi sul lavoro sono procedibili d'ufficio.
Risposta completa: RSPP e preposto: la responsabilità penale dopo un infortunio
Un appalto illecito di manodopera può comportare anche frode fiscale sull'IVA?
Può accadere. Se le fatture descrivono un appalto di servizi che in realtà è fornitura di manodopera, la procura può contestare al committente la dichiarazione fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistenti (art. 2 D.Lgs. 74/2000), punita con la reclusione da 4 a 8 anni, o da 1 anno e 6 mesi a 6 anni sotto 100.000 euro.
Risposta completa: Appalto illecito e somministrazione irregolare di manodopera
Un assessore comunale può essere accusato di turbativa d'asta per un appalto?
Sì. La turbativa d'asta dell'art. 353 c.p. è un reato che può commettere chiunque turbi la gara con collusioni, doni, promesse o mezzi fraudolenti, con reclusione da 6 mesi a 5 anni. Se l'assessore interviene sul contenuto del bando per favorire un'impresa, può essere contestato anche l'art. 353-bis, con la stessa pena.
Risposta completa: Sindaci e amministratori locali: i reati più contestati
Un componente dell'Organismo di Vigilanza 231 può essere chiamato a testimoniare?
Sì. L'art. 200 c.p.p. esonera dal deporre solo categorie determinate, come avvocati, notai, consulenti tecnici ed esercenti professioni sanitarie, per ciò che conoscono per ragione della professione. Il componente dell'OdV in quanto tale non vi rientra; se è indagato per un fatto collegato, si applicano le regole sul testimone assistito.
Risposta completa: Organismo di Vigilanza 231: quando risponde penalmente
Un datore di lavoro che sfrutta la propria posizione per ottenere rapporti sessuali commette violenza sessuale?
Può commetterla se usa il potere datoriale per costringere il dipendente. Secondo Cass. Sez. III n. 49990/2014 l'abuso di autorità comprende anche la supremazia privata, come quella del datore di lavoro; altre pronunce hanno adottato una lettura più ristretta. Occorre provare il collegamento tra potere e cedimento della vittima.
Risposta completa: Violenza sessuale con abuso di autorità: quando ricorre
Un dipendente che copia la banca dati clienti dell'azienda rischia un'accusa penale?
Sì. Può rispondere di accesso abusivo (art. 615-ter c.p.) se supera i limiti delle sue autorizzazioni e, per archivi su larga scala, di acquisizione fraudolenta (art. 167-ter D.Lgs. 196/2003, reclusione da uno a quattro anni) o di diffusione (art. 167-bis, reclusione da uno a sei anni), se agisce per profitto o per danneggiare.
Risposta completa: Trattamento illecito di dati personali: art. 167
Un imprenditore che paga il pizzo rischia l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa?
Se paga perché costretto è vittima di estorsione, non concorrente: manca il contributo volontario richiesto per il concorso esterno. Il rischio nasce quando il rapporto diventa uno scambio di vantaggi reciproci; la Cassazione (Sez. VI n. 33749/2023) richiama le forme sinallagmatiche continuative. Denunce e documenti sulla costrizione sono decisivi.
Un investitore che ha perso soldi per un prospetto falso cosa può fare?
Può costituirsi parte civile nel processo penale e agire in sede civile ai sensi dell'art. 94 TUF contro emittente, offerente, garante e responsabili delle informazioni, che devono provare di aver usato ogni diligenza. L'azione va proposta entro 5 anni dalla pubblicazione del prospetto, salvo scoperta del falso nei 2 anni precedenti.
Un membro dell'OdV risponde se non segnala un illecito di cui era a conoscenza?
Penalmente, di regola no: la legge non gli impone un obbligo giuridico di impedire i reati altrui, presupposto dell'art. 40, comma 2, c.p. L'inerzia può però far perdere alla società l'esimente dell'art. 6, comma 1, lettera d), del D.Lgs. 231/2001 ed esporre il componente a responsabilità civile verso l'ente.
Risposta completa: Organismo di Vigilanza 231: quando risponde penalmente
Un notaio o un avvocato rischia un'accusa penale per omessa segnalazione di operazione sospetta?
Per la sola omissione no: è un illecito amministrativo (art. 58 D.Lgs. 231/2007) e l'art. 35, comma 5, esclude l'obbligo per le informazioni acquisite nella difesa o nell'esame della posizione giuridica del cliente. Il rischio penale nasce se il professionista partecipa consapevolmente all'operazione: allora si contesta il riciclaggio.
Risposta completa: Antiriciclaggio: i reati di professionisti e imprese
Un trader che gestisce i soldi di amici e parenti può essere accusato di abusivismo finanziario?
Può esserlo se l'attività diventa abituale e rivolta al pubblico, come richiede l'art. 18 TUF: cerchia che si allarga, compensi a percentuale, fondi versati su conti del trader, promozione sui social. La gestione discrezionale del denaro altrui è gestione di portafogli, servizio riservato punito dall'art. 166 TUF con la reclusione da 1 a 8 anni.
Un'azienda che supera i limiti dell'autorizzazione alle emissioni commette reato?
Sì. Il superamento dei valori limite di emissione è punito dall'art. 279, comma 2, D.Lgs. 152/2006 con l'arresto fino a 1 anno o l'ammenda fino a 10.000 euro. Se provoca anche il superamento dei limiti di qualità dell'aria si applica sempre l'arresto fino a 1 anno (comma 5) e risponde anche la società.
Risposta completa: Emissioni in atmosfera: il reato dell'art. 279 TUA
Un'azienda colpita da ransomware deve denunciare l'attacco alla polizia?
Per un'impresa privata non c'è un obbligo penale generale: l'art. 333 c.p.p. prevede che chiunque «può» denunciare. L'obbligo esiste per pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio. Denunciare è comunque utile, e per i reati procedibili a querela, come il danneggiamento di dati, il termine è di 3 mesi (art. 124 c.p.).
Risposta completa: Pagare il riscatto di un ransomware: è reato?
Un'azienda italiana può essere indagata per aver venduto componenti soggetti a embargo senza saperlo?
Può essere indagata, ma per la condanna i delitti degli artt. 275-bis, 275-ter e 275-quater c.p. richiedono il dolo, anche eventuale. Per armamenti e beni a duplice uso l'art. 275-quinquies punisce però anche la colpa grave, con reclusione da 6 mesi a 3 anni: contano i controlli documentati sul cliente.
Risposta completa: Violazione delle sanzioni UE: embargo e dual use
Un'azienda può controllare le email dei dipendenti durante un'indagine interna?
Può controllare la casella aziendale, che è uno strumento di lavoro (art. 4, comma 2, L. 300/1970), ma i dati sono utilizzabili solo se il dipendente è stato adeguatamente informato sulle modalità dei controlli e nel rispetto del Codice privacy (comma 3). Gli account personali restano protetti dagli artt. 615-ter e 616 c.p.
Risposta completa: Indagini interne aziendali: regole e rischi penali
Un'impresa colpita da interdittiva antimafia può chiedere il controllo giudiziario?
Sì, se ha impugnato l'interdittiva davanti al giudice amministrativo. L'art. 34-bis, comma 6, D.Lgs. 159/2011 le consente di chiedere al tribunale di prevenzione il controllo giudiziario; il tribunale sente procuratore distrettuale e prefetto e decide in camera di consiglio. Se accoglie, gli effetti interdittivi dell'art. 94 restano sospesi per la durata del controllo.
Risposta completa: Controllo giudiziario e amministrazione giudiziaria
Un'impresa può ricevere un'interdittiva antimafia per i legami di un parente dell'imprenditore?
La legge estende le verifiche ai familiari conviventi maggiorenni (art. 85, comma 3, D.Lgs. 159/2011) e considera indizio le sostituzioni negli organi sociali fatte da conviventi di persone indagate o condannate per eludere i controlli (art. 84, comma 4, lett. f). La sola parentela non è tra gli indizi tipici: servono elementi concreti.
Risposta completa: Interdittiva antimafia: effetti penali e difesa dell'impresa
Un'interdittiva antimafia comporta un processo penale per l'imprenditore?
No, non di per sé. L'interdittiva è un atto amministrativo del prefetto basato su indizi (artt. 84 e 91 D.Lgs. 159/2011) e non accerta reati. Spesso però nasce da procedimenti penali già aperti, e gli accertamenti prefettizi possono portare a misure del tribunale di prevenzione, come l'amministrazione giudiziaria prevista dall'art. 34.
Risposta completa: Interdittiva antimafia: effetti penali e difesa dell'impresa
Una società può essere interdetta dall'attività prima della condanna?
Sì, in via cautelare, se ci sono gravi indizi della sua responsabilità e fondati e specifici elementi di pericolo concreto di reiterazione, come richiede l'art. 45 del D.Lgs. 231/2001. L'interdizione dall'attività è però ammessa solo quando ogni altra misura risulta inadeguata (art. 46, comma 3) e dura al massimo un anno.
Risposta completa: Misure interdittive cautelari contro la società (231)
Usare azioni fittizie o deleghe irregolari per ottenere la maggioranza in assemblea è reato?
Sì, se quelle azioni o deleghe hanno determinato la maggioranza e l'autore mirava a un ingiusto profitto: si applica l'art. 2636 c.c., con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Se la delibera sarebbe passata comunque, il reato non si consuma, ma restano possibili i reati di falso.
Risposta completa: Conflitto di interessi e influenza sull'assemblea
Usare il tricolore o nomi italiani su prodotti stranieri può essere punito?
Sì, se nel complesso inducono a credere che il prodotto sia italiano: è la fallace indicazione punita dall'art. 4, comma 49, L. 350/2003 con la pena dell'art. 517 c.p. Il tricolore non è vietato in sé; conta la presentazione complessiva, compresa la visibilità dell'indicazione dell'origine estera sulla confezione.
Risposta completa: Falso Made in Italy: fallace indicazione di origine
Usare un contributo pubblico per uno scopo diverso da quello previsto è reato?
Sì, se il contributo era vincolato a una finalità: l'art. 316-bis c.p. punisce chi non destina le somme allo scopo previsto, anche se le usa per altre esigenze dell'impresa. Il reato si consuma alla scadenza del termine per realizzare l'attività finanziata o quando la destinazione diventa impossibile (Cass. Sez. VI n. 11732/2024).
Risposta completa: Malversazione art. 316-bis: fondi pubblici e difesa
Vendere corsi di trading con segnali operativi può configurare abusivismo finanziario?
Il corso generico no; diventa rischioso se include segnali personalizzati sul capitale del singolo iscritto o la delega a operare sul suo conto, perché integra consulenza o gestione di portafogli non autorizzate ai sensi dell'art. 166 TUF. Se i segnali riguardano cripto-attività, si applica invece il D.Lgs. 129/2024, con la reclusione da 6 mesi a 4 anni.
È reato pagare il riscatto a chi ha criptato i dati aziendali con un ransomware?
No, nella generalità dei casi: nessuna norma penale italiana vigente al settembre 2026 vieta il pagamento. L'azienda è persona offesa dell'estorsione informatica dell'art. 629, comma 3, c.p. Il pagamento diventa rischioso se il destinatario è sottoposto a sanzioni UE o se la provvista elude i controlli antiriciclaggio.
Risposta completa: Pagare il riscatto di un ransomware: è reato?