Reati e difesa in Italia
Finanziamento del terrorismo art. 270-quinquies.1
In questa guida
- Cosa punisce l'art. 270-quinquies.1 sul finanziamento del terrorismo?
- Quali pene prevede la legge italiana per chi finanzia il terrorismo?
- Donare soldi a un'associazione benefica legata a gruppi estremisti può essere finanziamento del terrorismo?
- Si può essere accusati di finanziamento del terrorismo per un trasferimento con hawala o criptovalute?
- Cosa succede ai beni di chi è indagato per finanziamento del terrorismo?
- Chi è competente a indagare in Italia sul finanziamento del terrorismo?
- Cosa fare se una banca segnala un bonifico verso l'estero come sospetto di terrorismo?
- Che differenza c'è tra finanziamento del terrorismo e partecipazione ad associazione terroristica?
- Domande frequenti
- Fonti
L'art. 270-quinquies.1 del codice penale punisce con la reclusione da 7 a 15 anni chi raccoglie, eroga o mette a disposizione beni o denaro destinati a essere usati, anche solo in parte, per condotte con finalità di terrorismo, indipendentemente dal loro effettivo utilizzo. Chi deposita o custodisce quei beni rischia da 5 a 10 anni. La confisca, anche per equivalente, è obbligatoria (art. 270-septies c.p.).
In sintesi
- Raccolta, erogazione o messa a disposizione di fondi per il terrorismo: reclusione da 7 a 15 anni (art. 270-quinquies.1, primo comma).
- Deposito o custodia degli stessi beni: reclusione da 5 a 10 anni (secondo comma).
- Il reato si consuma anche se il denaro non viene mai usato per un attentato.
- Chi finanzia un'associazione terroristica risponde invece dell'art. 270-bis, da 7 a 15 anni.
- Indaga la procura del capoluogo del distretto (art. 51, comma 3-quater, c.p.p.), con il coordinamento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo.
- Sottrarre beni sequestrati per prevenire il finanziamento è un reato autonomo: da 2 a 6 anni e multa da 3.000 a 15.000 euro (art. 270-quinquies.2).
Cosa punisce l'art. 270-quinquies.1 sul finanziamento del terrorismo?
L'articolo è stato inserito nel codice penale dall'art. 4 della L. 28 luglio 2016, n. 153. Colpisce il finanziamento di singole condotte terroristiche, anche quando non esiste un'associazione strutturata alle spalle: il donatore isolato, il collettore di fondi, l'intermediario che mette a disposizione denaro per un attentato o per le spese di chi lo prepara.
La norma — art. 270-quinquies.1 c.p., Finanziamento di condotte con finalità di terrorismo (testo vigente, Brocardi)
Chiunque, al di fuori dei casi di cui agli articoli 270 bis e 270 quater 1, raccoglie, eroga o mette a disposizione beni o denaro, in qualunque modo realizzati, destinati a essere in tutto o in parte utilizzati per il compimento delle condotte con finalità di terrorismo di cui all'articolo 270 sexies è punito con la reclusione da sette a quindici anni, indipendentemente dall'effettivo utilizzo dei fondi per la commissione delle citate condotte.
Chiunque deposita o custodisce i beni o il denaro indicati al primo comma è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.
Tre elementi della formulazione sono decisivi. Il primo: "in qualunque modo realizzati" significa che anche denaro di provenienza lecita, come stipendi o donazioni, rientra nella norma. Il secondo: basta che i fondi siano destinati "in tutto o in parte" al terrorismo. Il terzo: il reato è consumato "indipendentemente dall'effettivo utilizzo", quindi l'accusa non deve provare che il denaro abbia finanziato un fatto concreto. Deve provare, invece, la destinazione dei fondi e la consapevolezza di chi li ha forniti.
La finalità di terrorismo è definita dall'art. 270-sexies c.p.: sono tali le condotte che, per natura o contesto, possono arrecare grave danno a un Paese o a un'organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione, costringere i poteri pubblici a fare o non fare qualcosa, oppure destabilizzare le strutture fondamentali di uno Stato.
Quali pene prevede la legge italiana per chi finanzia il terrorismo?
Il codice penale prevede più norme, che si escludono a vicenda secondo le clausole di riserva ("al di fuori dei casi di cui…"). La scelta dipende da chi riceve il denaro e da che cosa deve finanziare.
| Norma | Condotta | Pena |
|---|---|---|
| Art. 270-bis, primo comma, c.p. | Promuovere, costituire, organizzare, dirigere o finanziare un'associazione con finalità di terrorismo | Reclusione da 7 a 15 anni |
| Art. 270-quater.1 c.p. | Organizzare, finanziare o propagandare viaggi all'estero per condotte terroristiche | Reclusione da 5 a 8 anni |
| Art. 270-quinquies.1, primo comma, c.p. | Raccogliere, erogare o mettere a disposizione beni o denaro per condotte terroristiche | Reclusione da 7 a 15 anni |
| Art. 270-quinquies.1, secondo comma, c.p. | Depositare o custodire quei beni o quel denaro | Reclusione da 5 a 10 anni |
| Art. 270-quinquies.2 c.p. | Sottrarre, distruggere, disperdere, sopprimere o deteriorare beni sequestrati per prevenire il finanziamento | Reclusione da 2 a 6 anni e multa da 3.000 a 15.000 euro |
| Art. 270-septies c.p. | Confisca in caso di condanna o patteggiamento | Obbligatoria, anche per equivalente |
Per i delitti con finalità di terrorismo puniti con una pena minima non inferiore a 5 anni, come quelli degli artt. 270-bis, 270-quater.1 e 270-quinquies.1, l'art. 380, comma 2, lett. i), c.p.p. prevede l'arresto obbligatorio in flagranza. L'art. 270-bis.1 c.p. prevede una forte riduzione di pena, da un terzo alla metà, per chi si dissocia e aiuta concretamente l'autorità di polizia e giudiziaria.
Donare soldi a un'associazione benefica legata a gruppi estremisti può essere finanziamento del terrorismo?
Può esserlo, ma solo se il donatore sa, o accetta, che il denaro sia destinato almeno in parte a condotte terroristiche. La norma non punisce chi dona in buona fede a un ente caritativo che poi si rivela collegato a gruppi armati: punisce la messa a disposizione di fondi "destinati" al terrorismo, e la destinazione deve essere oggetto della rappresentazione e della volontà di chi versa.
Nei procedimenti di questo tipo la difesa lavora su elementi documentali: statuto e attività pubbliche dell'ente, canali della raccolta, contenuto delle comunicazioni fra donatore e collettore, importi e frequenza dei versamenti. Una donazione periodica di piccola entità, accompagnata da messaggi di contenuto religioso o umanitario, ha un significato diverso da versamenti fatti su richiesta di un intermediario che indica beneficiari precisi in zone di conflitto. La clausola "in tutto o in parte" impedisce però di difendersi sostenendo che la maggior parte dei fondi andava ad attività assistenziali, se il donatore conosceva la quota destinata ad altro.
Si può essere accusati di finanziamento del terrorismo per un trasferimento con hawala o criptovalute?
Sì. La norma parla di "beni o denaro, in qualunque modo realizzati" e non indica un canale di trasferimento: il bonifico, il contante consegnato a un corriere, l'hawala e le cripto-attività sono tutti mezzi idonei. Il sistema hawala, basato su compensazioni fra intermediari informali, e i trasferimenti in criptovalute vengono però letti dagli investigatori come indizi di occultamento, e spesso aprono anche contestazioni di esercizio abusivo di attività finanziaria o di riciclaggio.
La difesa deve ricostruire la catena dei trasferimenti con la stessa precisione dell'accusa: chi ha ordinato il pagamento, chi era il destinatario finale, quale ragione economica esisteva. Per gli aspetti tecnici dei flussi in cripto-attività è utile la pagina su mixer e privacy coin nel riciclaggio; per i flussi che attraversano più giurisdizioni, quella sul riciclaggio transnazionale.
Cosa succede ai beni di chi è indagato per finanziamento del terrorismo?
Già durante le indagini i beni possono essere sottoposti a sequestro preventivo in vista della confisca. L'art. 270-septies c.p. stabilisce che, in caso di condanna o di patteggiamento per un delitto con finalità di terrorismo, "è sempre disposta la confisca" delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e di quelle che ne costituiscono il prezzo, il prodotto o il profitto, salvo che appartengano a persone estranee. Se la confisca diretta non è possibile, si confiscano beni di valore corrispondente di cui il condannato ha la disponibilità.
Accanto al procedimento penale opera il sistema di prevenzione. L'art. 4, comma 1, lett. d), del Codice antimafia (D.Lgs. 159/2011) include fra i destinatari delle misure di prevenzione gli indiziati di delitti con finalità di terrorismo. Chi sottrae o disperde beni sequestrati per prevenire il finanziamento commette il reato dell'art. 270-quinquies.2 c.p. Il sequestro di wallet e chiavi private segue regole proprie, descritte nella pagina su sequestro e confisca di criptovalute.
Chi è competente a indagare in Italia sul finanziamento del terrorismo?
L'art. 51, comma 3-quater, c.p.p. attribuisce le indagini per i delitti consumati o tentati con finalità di terrorismo all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte d'appello, non alla procura ordinaria del luogo del fatto. Il coordinamento nazionale spetta alla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, secondo l'art. 371-bis c.p.p.
| Soggetto | Ruolo | Riferimento |
|---|---|---|
| Banche e altri soggetti obbligati | Individuano e segnalano le operazioni sospette | D.Lgs. 231/2007 |
| UIF – Unità di informazione finanziaria per l'Italia | Riceve e analizza le segnalazioni; è costituita presso la Banca d'Italia | D.Lgs. 231/2007 |
| Procura distrettuale | Dirige le indagini penali | Art. 51, comma 3-quater, c.p.p. |
| Procura nazionale antimafia e antiterrorismo | Coordina le indagini fra i distretti | Art. 371-bis c.p.p. |
| Autorità della prevenzione | Misure di prevenzione verso gli indiziati di delitti con finalità di terrorismo | Art. 4, lett. d), D.Lgs. 159/2011 |
Cosa fare se una banca segnala un bonifico verso l'estero come sospetto di terrorismo?
La segnalazione di operazione sospetta non è un'accusa: è un atto con cui il soggetto obbligato comunica alla UIF un'anomalia. I primi segnali sono indiretti: l'operazione non viene eseguita, il conto viene chiuso, la banca chiede documenti sull'origine dei fondi e sul beneficiario.
- rispondere alle richieste di documentazione della banca in modo preciso e per iscritto, conservando copia;
- raccogliere prova del rapporto con il beneficiario (parentela, contratto, fattura, finalità del pagamento);
- non frazionare i pagamenti né usare canali informali per aggirare il blocco: è il comportamento che trasforma un'anomalia in un indizio;
- se arriva una perquisizione o un'informazione di garanzia, non rendere dichiarazioni prima di aver visto gli atti con un difensore.
Gli obblighi dei professionisti e degli intermediari sono trattati nella pagina sui reati previsti dalla normativa antiriciclaggio.
Che differenza c'è tra finanziamento del terrorismo e partecipazione ad associazione terroristica?
La partecipazione (art. 270-bis, secondo comma) presuppone l'inserimento stabile della persona nell'organizzazione ed è punita con la reclusione da 5 a 10 anni. Il finanziamento di un'associazione rientra invece nel primo comma dell'art. 270-bis, insieme a promozione, costituzione, organizzazione e direzione, con la reclusione da 7 a 15 anni. L'art. 270-quinquies.1 opera "al di fuori dei casi" dell'art. 270-bis: si applica a chi finanzia condotte terroristiche senza essere membro del gruppo e senza finanziare l'associazione in quanto tale.
La differenza pratica è nella prova: per la partecipazione servono elementi sul ruolo stabile della persona; per il finanziamento occorre dimostrare il flusso dei fondi, la loro destinazione e la consapevolezza. Chi organizza o paga viaggi verso zone di conflitto risponde della norma specifica descritta nella pagina sui foreign fighters e l'art. 270-quater.1. Per le altre accuse gravi il punto di partenza è la pagina di consulenza legale penale.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
Un commerciante invia per due anni piccoli importi a un conoscente all'estero attraverso un intermediario informale. Le indagini accertano che il conoscente raccoglieva fondi per un gruppo armato; il commerciante è indagato per l'art. 270-quinquies.1.
La difesa ricostruisce ogni versamento: gli importi coincidono con le rate di un debito commerciale documentato da messaggi e fatture, le comunicazioni non contengono riferimenti al gruppo, i trasferimenti si interrompono quando il debito è estinto.
Esito possibile: archiviazione per mancanza di prova della consapevolezza della destinazione dei fondi, restando aperte eventuali contestazioni sull'uso di canali di pagamento non autorizzati.
Errori da evitare
- Sostenere che il denaro non è stato usato: la norma punisce il finanziamento "indipendentemente dall'effettivo utilizzo".
- Spostare o vendere beni dopo un sequestro: integra il reato autonomo dell'art. 270-quinquies.2, con pena fino a 6 anni.
- Rispondere alle domande degli investigatori senza aver letto gli atti: le proprie spiegazioni sul destinatario possono provare la consapevolezza.
- Cancellare chat e cronologie dei wallet: fa perdere la documentazione che dimostra la causale lecita dei pagamenti.
- Trascurare le misure di prevenzione: seguono un percorso separato e possono colpire i beni anche senza condanna.
Domande frequenti
Cosa punisce l'art. 270-quinquies.1 sul finanziamento del terrorismo?
Punisce con la reclusione da 7 a 15 anni chi raccoglie, eroga o mette a disposizione beni o denaro destinati, anche solo in parte, a condotte con finalità di terrorismo, anche se i fondi non vengono poi utilizzati. Chi deposita o custodisce quei beni rischia da 5 a 10 anni. La norma è stata inserita dalla L. 153/2016.
Donare soldi a un'associazione benefica legata a gruppi estremisti può essere finanziamento del terrorismo?
Sì, ma solo se il donatore sa o accetta che il denaro sia destinato almeno in parte a condotte terroristiche. L'art. 270-quinquies.1 c.p. richiede la consapevolezza della destinazione: chi dona in buona fede a un ente che si rivela poi collegato a gruppi armati non integra il reato.
Quali pene prevede la legge italiana per chi finanzia il terrorismo?
Chi finanzia un'associazione terroristica rischia da 7 a 15 anni (art. 270-bis c.p.), chi finanzia singole condotte terroristiche da 7 a 15 anni (art. 270-quinquies.1), chi finanzia viaggi con finalità di terrorismo da 5 a 8 anni (art. 270-quater.1). La confisca, anche per equivalente, è sempre obbligatoria (art. 270-septies).
Si può essere accusati di finanziamento del terrorismo per un trasferimento con hawala o criptovalute?
Sì. L'art. 270-quinquies.1 c.p. riguarda beni o denaro in qualunque modo realizzati e non limita i canali di trasferimento. Hawala e criptovalute sono mezzi idonei; ciò che l'accusa deve provare è la destinazione dei fondi a condotte terroristiche e la consapevolezza di chi li ha trasferiti.
Cosa succede ai beni di chi è indagato per finanziamento del terrorismo?
Possono essere sequestrati già durante le indagini. In caso di condanna o patteggiamento l'art. 270-septies c.p. impone la confisca dei beni usati per il reato e del profitto, oppure di beni di valore equivalente. Sottrarre beni sequestrati per prevenire il finanziamento è reato autonomo punito fino a 6 anni (art. 270-quinquies.2).
Chi è competente a indagare in Italia sul finanziamento del terrorismo?
La procura della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto, secondo l'art. 51, comma 3-quater, c.p.p., con il coordinamento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo previsto dall'art. 371-bis c.p.p. Le segnalazioni di operazioni sospette arrivano prima alla UIF, costituita presso la Banca d'Italia in base al D.Lgs. 231/2007.
Cosa fare se una banca segnala un bonifico verso l'estero come sospetto di terrorismo?
Conviene documentare per iscritto il rapporto con il beneficiario e la causale del pagamento, rispondendo con precisione alle richieste della banca. La segnalazione alla UIF prevista dal D.Lgs. 231/2007 non è un'accusa; frazionare i pagamenti o usare canali informali per aggirare il blocco, invece, può diventare un indizio.
Che differenza c'è tra finanziamento del terrorismo e partecipazione ad associazione terroristica?
La partecipazione (art. 270-bis, secondo comma, c.p.) richiede l'inserimento stabile nel gruppo ed è punita da 5 a 10 anni. Il finanziamento dell'associazione è punito da 7 a 15 anni dal primo comma dello stesso articolo; l'art. 270-quinquies.1 riguarda invece chi finanzia singole condotte senza far parte del gruppo.
Fonti
- Codice penale, art. 270-quinquies.1 (Brocardi)
- Codice penale, art. 270-bis (Brocardi)
- Codice penale, art. 270-quater.1 (Brocardi)
- Codice penale, art. 270-quinquies.2 (Brocardi)
- Codice penale, art. 270-sexies (Brocardi)
- Codice penale, art. 270-septies (Brocardi)
- Codice penale, art. 270-bis.1 (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 51 (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 380 (Brocardi)
- D.Lgs. 159/2011 (Codice antimafia), art. 4 (Brocardi)
- UIF – Unità di informazione finanziaria per l'Italia
