Reati contro la pubblica amministrazione e la giustizia
Frode nelle pubbliche forniture art. 356
In questa guida
- Cos'è la frode nelle pubbliche forniture dell'art. 356 c.p.?
- Consegnare a un ente pubblico materiali diversi da quelli del contratto è reato?
- Che pena si rischia per frode nelle pubbliche forniture?
- Che differenza c'è tra frode e inadempimento di contratti di pubbliche forniture?
- Un subappaltatore può rispondere di frode nelle pubbliche forniture?
- Serve un danno per l'ente pubblico perché ci sia frode nelle pubbliche forniture?
- Cosa fare dopo un avviso di garanzia per forniture a un ospedale o a un Comune?
- La frode nelle pubbliche forniture comporta l'esclusione dalle gare d'appalto?
- Domande frequenti
- Fonti
La frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.) punisce con la reclusione da 1 a 5 anni e con la multa non inferiore a 1.032 euro chi, legato da un contratto di fornitura con lo Stato, un ente pubblico o un'impresa di servizi pubblici, lo esegue in malafede, consegnando beni o prestazioni difformi dal pattuito e facendoli apparire conformi. La pena aumenta per alimenti, medicinali, forniture militari e di protezione civile.
In sintesi
- La pena base è la reclusione da 1 a 5 anni più la multa non inferiore a 1.032 euro, aumentata nei 3 casi del secondo comma dell'art. 355.
- Non basta l'inadempimento: serve la malafede contrattuale, cioè un espediente che faccia sembrare la prestazione conforme al contratto.
- Il semplice inadempimento che fa mancare la fornitura è l'art. 355: reclusione da 6 mesi a 3 anni, fino a 1 anno se colposo.
- La condanna definitiva esclude automaticamente dalle gare (art. 94, comma 1, lett. b, D.Lgs. 36/2023).
- La società risponde ai sensi dell'art. 24 D.Lgs. 231/2001: fino a 500 quote, da 200 a 600 con profitto rilevante.
- La condanna in relazione a un'attività d'impresa comporta l'incapacità di contrattare con la PA per 1-5 anni (artt. 32-ter e 32-quater c.p.).
Cos'è la frode nelle pubbliche forniture dell'art. 356 c.p.?
È il delitto del fornitore che, nell'eseguire un contratto con la pubblica amministrazione, la inganna sulla qualità, sulla quantità o sulla natura di ciò che consegna. L'art. 356 rinvia all'articolo precedente per individuare i contratti rilevanti: sono i contratti di fornitura conclusi con lo Stato, con un altro ente pubblico o con un'impresa esercente servizi pubblici o di pubblica necessità.
Il reato è proprio: lo commette solo chi è vincolato da quel contratto. Il bene tutelato è il regolare funzionamento della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici, non soltanto il patrimonio dell'ente. Per la Cassazione il termine «fornitura» comprende anche le prestazioni tecniche e lavorative: la Sez. VI, n. 28130/2020, ha applicato la norma alla somministrazione di personale paramedico interinale.
La destinataria diretta della prestazione deve essere la pubblica amministrazione. Secondo Cass. Sez. VI, n. 28655/2025, il delitto non è configurabile per inadempimenti relativi ad attività rivolte al pubblico anziché all'ente.
La norma — art. 356 c.p. (testo vigente, Brocardi)
«Chiunque commette frode nella esecuzione dei contratti di fornitura o nell'adempimento degli altri obblighi contrattuali indicati nell'articolo precedente, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa non inferiore a euro 1.032. La pena è aumentata nei casi preveduti dal primo capoverso dell'articolo precedente.»
Consegnare a un ente pubblico materiali diversi da quelli del contratto è reato?
Può esserlo, se la difformità è consapevole e viene presentata come esecuzione regolare. La giurisprudenza richiede la «malafede contrattuale», descritta come la presenza di un espediente malizioso o ingannevole idoneo a far apparire l'esecuzione conforme agli obblighi assunti (Cass. Sez. VI, n. 45105/2021 e n. 25372/2023).
Non occorre consegnare una cosa del tutto diversa. Integra il reato la consegna di beni in tutto o in parte difformi dalle caratteristiche convenute, senza necessità di un aliud pro alio in senso civilistico (Cass. Sez. VI, n. 27992/2014). Basta il dolo generico, senza comportamenti subdoli o artificiosi ulteriori (Cass. Sez. VI, n. 6905/2017). Nel 2025 la Sez. VI (n. 36051/2025) ha ritenuto rilevante la difformità tra apparecchiature omologate e apparecchiature approvate.
Casi tipici di contestazione:
- materiali di qualità o marca inferiore rispetto al capitolato, consegnati con documentazione che li descrive come conformi;
- quantitativi inferiori a quelli fatturati, coperti da bolle o verbali non veritieri;
- personale impiegato in un servizio con qualifiche diverse da quelle dichiarate;
- prodotti sanitari o alimentari con caratteristiche diverse da quelle offerte in gara.
La frode nelle forniture non richiede gli artifici o raggiri della truffa; se però ricorrono anche gli elementi della truffa, i due delitti possono concorrere (Cass. Sez. VI, n. 38346/2014).
Che pena si rischia per frode nelle pubbliche forniture?
La reclusione da 1 a 5 anni e la multa non inferiore a 1.032 euro. La pena è aumentata quando la fornitura riguarda i settori indicati dall'art. 355, secondo comma. Alla pena principale si aggiungono conseguenze per la persona e per l'impresa.
| Profilo | Norma | Contenuto |
|---|---|---|
| Pena base | Art. 356, comma 1, c.p. | Reclusione da 1 a 5 anni e multa non inferiore a 1.032 euro |
| Aggravante | Art. 356, comma 2, e art. 355, comma 2, c.p. | Aumento se la fornitura riguarda alimenti o medicinali, comunicazioni, armamento delle forze armate, cose destinate a ovviare a un comune pericolo o a un pubblico infortunio |
| Incapacità di contrattare con la PA | Artt. 32-quater e 32-ter c.p. | Da 1 a 5 anni, se il reato è commesso in danno o a vantaggio di un'attività imprenditoriale o in relazione a essa |
| Responsabilità della società | Art. 24 D.Lgs. 231/2001 | Sanzione fino a 500 quote; da 200 a 600 quote con profitto di rilevante entità o danno di particolare gravità |
| Esclusione dalle gare | Art. 94, comma 1, lett. b), D.Lgs. 36/2023 | Esclusione automatica dopo condanna definitiva o decreto penale irrevocabile |
| Particolare tenuità | Art. 131-bis c.p. | Astrattamente applicabile: il minimo edittale di 1 anno non supera la soglia di 2 anni |
| Messa alla prova | Art. 168-bis c.p. | Esclusa in via ordinaria: il massimo di 5 anni supera il limite di 4 anni |
| Tenuità speciale PA | Art. 323-bis c.p. | Non richiama l'art. 356: la diminuzione per i fatti di particolare tenuità non si applica |
Nei contratti di somministrazione il reato ha consumazione prolungata: la prescrizione decorre dall'ultimo episodio fraudolento (Cass. Sez. VI, n. 13086/2025). È un dato che incide sul calcolo dei termini quando le consegne si ripetono per anni.
Che differenza c'è tra frode e inadempimento di contratti di pubbliche forniture?
L'art. 355 punisce chi, non adempiendo, fa mancare in tutto o in parte cose od opere necessarie a uno stabilimento pubblico o a un pubblico servizio. L'art. 356 punisce chi esegue il contratto, ma in modo fraudolento. Il primo guarda al risultato (la fornitura manca), il secondo al modo (la fornitura c'è, ma è ingannevole).
| Aspetto | Art. 355 c.p. | Art. 356 c.p. |
|---|---|---|
| Condotta | Non adempiere e far mancare cose od opere necessarie | Commettere frode nell'esecuzione o nell'adempimento |
| Elemento qualificante | Mancanza della fornitura necessaria al servizio | Malafede contrattuale, apparenza di esecuzione conforme |
| Pena dolosa | Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa non inferiore a 103 euro | Reclusione da 1 a 5 anni e multa non inferiore a 1.032 euro |
| Ipotesi colposa | Reclusione fino a 1 anno o multa da 51 a 2.065 euro | Non prevista |
| Aggravanti | Alimenti, medicinali, comunicazioni, forze armate, comune pericolo | Stessi casi, per rinvio |
Il semplice inadempimento doloso, senza espediente ingannevole, non basta per l'art. 356 (Cass. Sez. VI, n. 25372/2023). Una difesa ricorrente consiste proprio nel ricondurre il fatto all'inadempimento civilistico o, quando la fornitura è venuta a mancare, all'art. 355.
Un subappaltatore può rispondere di frode nelle pubbliche forniture?
Sì. L'art. 355, quarto comma, estende le stesse disposizioni ai subfornitori, ai mediatori e ai rappresentanti dei fornitori quando, violando i loro obblighi contrattuali, hanno fatto mancare la fornitura; l'art. 356 richiama gli obblighi contrattuali «indicati nell'articolo precedente». Già la Cassazione (Sez. VI, n. 10556/1982) ha indicato come possibile soggetto attivo il subfornitore che assume consapevolmente l'obbligo di fornire, in tutto o in parte, a un altro soggetto la prestazione dovuta all'ente.
In pratica, nel processo si verifica:
- se il subappaltatore conosceva la destinazione pubblica della fornitura;
- chi ha predisposto la documentazione di consegna o collaudo non veritiera;
- se la difformità è stata decisa dall'appaltatore principale all'insaputa del subfornitore, o viceversa.
Il tema tocca anche il direttore dei lavori e i tecnici che certificano la conformità: sulla loro posizione si veda la pagina sulla responsabilità penale di direttore dei lavori e progettista.
Serve un danno per l'ente pubblico perché ci sia frode nelle pubbliche forniture?
Il testo dell'art. 356 non indica il danno patrimoniale tra gli elementi del reato: punisce chi «commette frode» nell'esecuzione. Il fulcro è la malafede nell'esecuzione del contratto, non la perdita economica subita dall'ente. Il danno pesa comunque in altri momenti:
- nella determinazione della pena, all'interno della forbice da 1 a 5 anni;
- nella responsabilità della società, dove il danno di particolare gravità porta la sanzione da 200 a 600 quote;
- nella costituzione di parte civile dell'ente e nella quantificazione del risarcimento;
- nella confisca e nei sequestri del profitto.
Se l'ente ha subito un danno patrimoniale per effetto di artifici e raggiri, può concorrere la truffa aggravata dell'art. 640, comma 2, n. 1, c.p. (reclusione da 1 a 5 anni e multa da 309 a 1.549 euro).
Cosa fare dopo un avviso di garanzia per forniture a un ospedale o a un Comune?
L'informazione di garanzia (art. 369 c.p.p.) indica il fatto contestato, le norme violate, data e luogo, e invita a nominare un difensore di fiducia. Per l'impresa è il momento di raccogliere la documentazione prima che la ricostruzione dell'accusa si consolidi. Sulle regole generali delle indagini e dei termini si rinvia alla sezione procedura penale.
Tempi
- Subito: nomina del difensore, conservazione di contratto, capitolato, offerta tecnica, DDT, verbali di collaudo e corrispondenza con il RUP.
- Nelle settimane successive: verifica tecnica delle difformità contestate, con un consulente di parte, e confronto con le schede prodotto offerte in gara.
- Durante le indagini: valutazione di memorie e interrogatorio; se la contestazione riguarda la società, verifica del modello 231 e della posizione dell'ente.
- Al termine delle indagini: esame del fascicolo dopo l'avviso di conclusione e scelta tra richiesta di archiviazione, riti alternativi e dibattimento.
Quando si procede anche contro la società, il pubblico ministero può chiedere misure interdittive cautelari come il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione: il meccanismo è descritto nella pagina sulle misure interdittive cautelari contro la società.
La frode nelle pubbliche forniture comporta l'esclusione dalle gare d'appalto?
Sì, su due livelli. La condanna con sentenza definitiva o con decreto penale irrevocabile per l'art. 356, anche solo tentato, è causa di esclusione automatica ai sensi dell'art. 94, comma 1, lett. b), del codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023). L'esclusione opera se la condanna riguarda l'operatore economico o le persone indicate dall'art. 94, comma 3, tra cui titolare, direttore tecnico e amministratore di fatto.
Prima della condanna definitiva, la contestazione di uno dei reati dell'art. 94, comma 1, può rilevare come illecito professionale grave (art. 98, comma 3, lett. g). Come mezzi di prova l'art. 98, comma 6, lett. g), indica gli atti dell'art. 407-bis, comma 1, c.p.p., il decreto che dispone il giudizio, i provvedimenti cautelari reali o personali e la sentenza di condanna non definitiva. In questo caso l'esclusione non è automatica e la stazione appaltante deve motivare.
Per un quadro d'insieme sugli altri delitti contro la pubblica amministrazione si veda l'hub dedicato ai reati contro la pubblica amministrazione; per i profili organizzativi dell'impresa, la pagina sull'Organismo di Vigilanza 231.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
Un'impresa fornisce a un'azienda sanitaria dispositivi monouso. Un controllo rileva che parte dei lotti consegnati ha specifiche diverse da quelle della scheda tecnica presentata in gara, mentre i documenti di trasporto riportano il codice del prodotto offerto. Al legale rappresentante viene contestato l'art. 356 aggravato, trattandosi di materiale sanitario.
La difesa ricostruisce la catena di approvvigionamento: il cambio di produttore era stato comunicato per posta elettronica all'ufficio acquisti, che non aveva risposto. La linea è che manca la malafede contrattuale, perché la difformità non era occultata; al più si discute di un inadempimento da gestire in sede civile. L'esito dipende da quanto la comunicazione risulti documentata e da cosa è stato indicato nei DDT.
Errori da evitare
- Correggere o sostituire documenti di consegna dopo la contestazione: può aggiungere accuse di falso e rafforzare la tesi della malafede.
- Trattare la vicenda come semplice contenzioso contrattuale: la risoluzione civile non chiude il procedimento penale.
- Trascurare la posizione della società: la sanzione 231 e le misure interdittive possono bloccare l'attività con la PA prima della sentenza.
- Omettere di verificare l'aggravante: per alimenti e medicinali l'aumento di pena incide su prescrizione e riti alternativi.
- Rendere dichiarazioni spontanee ai controllori senza aver ricostruito i fatti: restano agli atti e sono difficili da correggere.
Domande frequenti
Cos'è la frode nelle pubbliche forniture prevista dall'art. 356 del codice penale?
È il delitto del fornitore che esegue in malafede un contratto di fornitura con lo Stato, un ente pubblico o un'impresa di servizi pubblici, consegnando beni o prestazioni difformi e facendoli apparire conformi. L'art. 356 c.p. prevede la reclusione da 1 a 5 anni e la multa non inferiore a 1.032 euro.
Consegnare a un ente pubblico materiali diversi da quelli previsti dal contratto è reato?
Può integrare l'art. 356 c.p. se la difformità è consapevole e presentata come esecuzione regolare. Per la Cassazione (Sez. VI, n. 27992/2014) bastano beni in tutto o in parte difformi dalle caratteristiche convenute, senza un aliud pro alio; serve però la malafede contrattuale, non il semplice inadempimento.
Che pena si rischia per frode nelle pubbliche forniture?
L'art. 356 c.p. prevede la reclusione da 1 a 5 anni e la multa non inferiore a 1.032 euro. La pena aumenta se la fornitura riguarda alimenti, medicinali, comunicazioni, armamento delle forze armate o beni contro un comune pericolo. Si aggiungono incapacità di contrattare con la PA ed esclusione dalle gare.
Che differenza c'è tra frode nelle pubbliche forniture e inadempimento di contratti di pubbliche forniture?
L'inadempimento dell'art. 355 c.p. punisce chi fa mancare cose od opere necessarie a un servizio pubblico, con reclusione da 6 mesi a 3 anni. La frode dell'art. 356 punisce chi esegue il contratto in malafede, con un espediente che simula la conformità, con reclusione da 1 a 5 anni.
Un subappaltatore può rispondere di frode nelle pubbliche forniture?
Sì. L'art. 355, quarto comma, c.p. estende la disciplina a subfornitori, mediatori e rappresentanti dei fornitori, e l'art. 356 richiama gli stessi obblighi contrattuali. La Cassazione (Sez. VI, n. 10556/1982) ha indicato come soggetto attivo il subfornitore che assume consapevolmente l'obbligo di fornire la prestazione destinata all'ente.
Cosa fare se si riceve un avviso di garanzia per frode nelle forniture a un ospedale o a un Comune?
Occorre nominare un difensore e conservare contratto, capitolato, offerta, documenti di trasporto e verbali di collaudo. L'informazione di garanzia dell'art. 369 c.p.p. indica fatto e norme contestate. Va verificata subito anche la posizione della società, esposta all'art. 24 D.Lgs. 231/2001 e a misure interdittive.
La frode nelle pubbliche forniture comporta l'esclusione dalle gare d'appalto?
Sì. La condanna definitiva o il decreto penale irrevocabile per l'art. 356 c.p. sono causa di esclusione automatica ai sensi dell'art. 94, comma 1, lett. b), D.Lgs. 36/2023. Prima della condanna definitiva, rinvio a giudizio o misure cautelari possono valere come illecito professionale grave ai sensi dell'art. 98.
Serve un danno per l'ente pubblico perché ci sia frode nelle pubbliche forniture?
Il testo dell'art. 356 c.p. non indica il danno patrimoniale tra gli elementi del reato: punisce chi commette frode nell'esecuzione del contratto. Il danno pesa sulla pena, sulla sanzione alla società (da 200 a 600 quote se di particolare gravità) e sul risarcimento all'ente.
Fonti
- Codice penale, art. 356 - Frode nelle pubbliche forniture (Brocardi, con massime)
- Codice penale, art. 355 - Inadempimento di contratti di pubbliche forniture (Brocardi)
- Codice penale, art. 32-quater - Incapacità di contrattare con la PA (Brocardi)
- Codice penale, art. 32-ter (Brocardi)
- D.Lgs. 231/2001, art. 24 (Brocardi)
- D.Lgs. 36/2023, art. 94 - Cause di esclusione automatica (Brocardi)
- D.Lgs. 36/2023, art. 98 - Illecito professionale grave (Brocardi)
- Codice penale, art. 640 (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 369 (Brocardi)
Approfondimenti
- Malversazione art. 316-bis: fondi pubblici e difesa
- Indebita destinazione di denaro pubblico art. 314-bis
- Usurpazione di funzioni pubbliche art. 347
- Concorrenza sleale con violenza o minaccia: art. 513-bis
- Direttore dei lavori e progettista: responsabilità penale
- Tutte le guide: Reati contro la pubblica amministrazione e la giustizia
