Reati contro la pubblica amministrazione e la giustizia
Induzione indebita art. 319-quater: il reato di mezzo
In questa guida
- Cos'è il reato di induzione indebita dell'art. 319-quater?
- Che differenza c'è tra induzione indebita, concussione e corruzione?
- Il privato che paga un pubblico ufficiale su sua pressione è punito?
- Che pena rischia il pubblico ufficiale accusato di induzione indebita?
- Cosa fare se un funzionario pubblico fa capire che serve un regalo per sbloccare una pratica?
- Per l'induzione indebita si può patteggiare?
- Un dipendente pubblico accusato di induzione indebita può essere sospeso dal servizio?
- Domande frequenti
- Fonti
L'induzione indebita (art. 319-quater c.p.) punisce il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, abusando della qualità o dei poteri, convince qualcuno a dargli o promettergli denaro o altra utilità non dovuti: reclusione da 6 anni a 10 anni e 6 mesi. A differenza della concussione, è punito anche il privato che paga, con la reclusione fino a 3 anni.
In sintesi
- Il pubblico agente che induce a dare o promettere è punito con la reclusione da 6 anni a 10 anni e 6 mesi (art. 319-quater, comma 1).
- Il privato indotto è punito con la reclusione fino a 3 anni, fino a 4 se il fatto lede gli interessi finanziari dell'UE per oltre 100.000 euro (comma 2).
- La concussione (art. 317) richiede costrizione ed è punita da 6 a 12 anni; lì il privato è vittima e non risponde.
- Il patteggiamento è ammesso solo dopo la restituzione integrale del prezzo o del profitto (art. 444, comma 1-ter, c.p.p.).
- Chi denuncia spontaneamente entro 4 mesi dal fatto, prima di sapere delle indagini, non è punibile (art. 323-ter c.p.).
- Con il rinvio a giudizio il dipendente pubblico è trasferito d'ufficio; con la condanna anche non definitiva è sospeso (L. 97/2001, artt. 3 e 4).
Cos'è il reato di induzione indebita dell'art. 319-quater?
L'art. 319-quater è stato introdotto dalla L. 190/2012 (legge Severino) separando dall'art. 317 l'ipotesi della concussione «per induzione». Viene chiamato «reato di mezzo» perché si colloca tra la concussione, in cui il pubblico agente costringe il privato, e la corruzione, in cui le due parti si accordano su un piano di parità.
Gli elementi del reato sono quattro:
- un soggetto qualificato: pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio;
- l'abuso della qualità o dei poteri: il funzionario sfrutta il ruolo per condizionare la volontà altrui;
- l'induzione: persuasione, suggestione, pressione morale che lascia al privato un margine di scelta;
- la dazione o promessa indebita di denaro o altra utilità, a favore del funzionario o di un terzo.
Il reato si consuma con la promessa o con la dazione. Se il privato resiste e non promette nulla, si discute di tentativo di induzione indebita oppure di istigazione alla corruzione passiva (art. 322, commi 3 e 4, c.p.), descritta nella pagina sull'istigazione alla corruzione.
La norma — art. 319-quater c.p. (testo vigente, Brocardi)
«Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da sei anni a dieci anni e sei mesi.
Nei casi previsti dal primo comma, chi dà o promette denaro o altra utilità è punito con la reclusione fino a tre anni ovvero con la reclusione fino a quattro anni quando il fatto offende gli interessi finanziari dell'Unione europea e il danno o il profitto sono superiori a euro 100.000.»
Che differenza c'è tra induzione indebita, concussione e corruzione?
La distinzione dipende dal modo in cui si forma la volontà del privato. Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 12228/2014, caso Maldera) hanno individuato il criterio: nella concussione il pubblico agente prospetta un danno ingiusto e il privato cede per evitarlo; nell'induzione il privato conserva un margine di scelta e aderisce perché mira a un vantaggio indebito, ed è questo a renderlo punibile. Una sentenza più recente (Cass. Sez. VI, n. 27090/2024) descrive la concussione come abuso costrittivo che limita gravemente la libertà di determinazione e l'induzione come persuasione, inganno o pressione morale dal «più tenue valore condizionante».
| Aspetto | Concussione (art. 317) | Induzione indebita (art. 319-quater) | Corruzione (artt. 318-319) |
|---|---|---|---|
| Condotta del pubblico agente | Costringe con abuso della qualità o dei poteri | Induce: persuade, suggerisce, fa pressione | Riceve o accetta la promessa in un accordo |
| Posizione del privato | Vittima, non punibile | Punibile: cerca un vantaggio indebito | Corruttore, punito con le stesse pene (art. 321) |
| Pena per il pubblico agente | Reclusione da 6 a 12 anni | Reclusione da 6 anni a 10 anni e 6 mesi | Da 3 a 8 anni (art. 318); da 6 a 10 anni (art. 319) |
| Pena per il privato | Nessuna | Fino a 3 anni (fino a 4 se lesi interessi UE oltre 100.000 euro) | Pari a quella del pubblico ufficiale |
La qualificazione non è sempre netta. La Cassazione (Sez. VI, n. 13616/2025) chiede di valutare il rapporto tra funzionario e privato nel suo sviluppo nel tempo: una relazione nata come pressione può trasformarsi in accordo corruttivo, o viceversa. Per la difesa del privato la differenza è decisiva: se il fatto è riqualificato come concussione, il privato diventa persona offesa.
Il privato che paga un pubblico ufficiale su sua pressione è punito?
Sì, se la pressione non arriva alla costrizione e il privato paga per ottenere qualcosa che non gli spetta. Il secondo comma dell'art. 319-quater punisce chi dà o promette con la reclusione fino a 3 anni. Se invece il privato paga per evitare un danno ingiusto minacciato dal funzionario (un diniego illegittimo, un controllo pretestuoso), la condotta del pubblico agente è concussione e il privato non risponde.
Per il privato esiste una via d'uscita specifica: l'art. 323-ter c.p. esclude la punibilità di chi ha commesso i fatti dell'art. 319-quater, limitatamente all'induzione indebita, se li denuncia volontariamente prima di sapere che ci sono indagini a suo carico e comunque entro 4 mesi dal fatto, fornendo indicazioni utili per provare il reato e individuare gli altri responsabili. La non punibilità è subordinata alla messa a disposizione dell'utilità percepita o di una somma equivalente, e non opera se la denuncia era preordinata.
La pena del privato consente, in astratto, anche la sospensione del procedimento con messa alla prova (art. 168-bis c.p., reati con pena massima non superiore a 4 anni). La particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) è esclusa per l'art. 319-quater, primo comma, cioè per il pubblico agente, ma non per il secondo comma.
Che pena rischia il pubblico ufficiale accusato di induzione indebita?
La pena principale è la reclusione da 6 anni a 10 anni e 6 mesi. A essa si aggiungono conseguenze che, nella pratica, pesano quanto la reclusione.
| Conseguenza | Norma | Contenuto |
|---|---|---|
| Pena accessoria | Art. 317-bis c.p. | Interdizione perpetua dai pubblici uffici e incapacità perpetua di contrattare con la PA; temporanea (da 5 a 7 anni) se la reclusione non supera 2 anni o per fatti di particolare tenuità |
| Confisca | Art. 322-ter c.p. | Confisca del prezzo o del profitto, anche per equivalente |
| Attenuanti | Art. 323-bis c.p. | Pena diminuita per la particolare tenuità; da un terzo a due terzi per chi collabora a evitare conseguenze ulteriori e a individuare i responsabili |
| Responsabilità dell'ente | Art. 25, comma 3, D.Lgs. 231/2001 | Sanzione pecuniaria da 300 a 800 quote e sanzioni interdittive da 4 a 7 anni (da 2 a 4 se il reato è commesso da un sottoposto) |
Fino al 2026 la condanna comportava anche la riparazione pecuniaria dell'art. 322-quater c.p., cioè il pagamento all'amministrazione di una somma pari al prezzo o al profitto del reato. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 108 del 2026 (depositata il 18 giugno 2026), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 322-quater, e della parte dell'art. 165 c.p. che subordinava la sospensione condizionale a quel pagamento, per contrasto con il principio di proporzionalità.
Cosa fare se un funzionario pubblico fa capire che serve un regalo per sbloccare una pratica?
La prima regola è non pagare e non promettere nulla, nemmeno in forma vaga: la semplice promessa consuma il reato anche per il privato. Poi conviene annotare subito data, luogo, parole usate e presenti, e conservare messaggi, email e documenti della pratica. La richiesta del funzionario, se il privato rifiuta, può integrare l'istigazione alla corruzione (art. 322, commi 3 e 4) o il tentativo di induzione indebita.
La denuncia può essere presentata alla Procura della Repubblica, ai Carabinieri, alla Polizia o alla Guardia di Finanza. Se il dipendente che riceve la richiesta lavora a sua volta in un ente pubblico o privato, può valutare anche i canali del whistleblowing e le relative tutele. Chi ha già pagato ha ancora la possibilità dell'art. 323-ter c.p., purché non siano trascorsi 4 mesi e non abbia notizia di indagini.
Tempi
- Entro 4 mesi dal fatto, e prima di avere notizia di indagini: denuncia volontaria con effetto di non punibilità (art. 323-ter c.p.).
- Nello stesso termine: messa a disposizione dell'utilità percepita o di una somma equivalente (art. 323-ter, comma 2).
- Durante le indagini: prima di disporre la sospensione dal pubblico ufficio, il giudice interroga l'indagato (art. 289, comma 2, c.p.p.).
- Avviso di conclusione delle indagini (art. 415-bis c.p.p.): 20 giorni per memorie, documenti e richiesta di interrogatorio.
Per l'induzione indebita si può patteggiare?
Sì, entro il limite generale di 5 anni di pena concordata dopo la riduzione fino a un terzo (art. 444, comma 1, c.p.p.). Per l'art. 319-quater, però, il comma 1-ter dello stesso articolo subordina l'ammissibilità della richiesta alla restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato. Il comma 3-bis consente di condizionare l'accordo all'esenzione dalle pene accessorie dell'art. 317-bis o all'estensione a esse della sospensione condizionale; se il giudice non è d'accordo, rigetta la richiesta.
Per il pubblico agente, con un minimo edittale di 6 anni, il patteggiamento entro i 5 anni richiede in pratica il riconoscimento di attenuanti, come quelle dell'art. 323-bis. Per il privato, punito fino a 3 anni, il patteggiamento è un'opzione concreta accanto alla messa alla prova.
Un dipendente pubblico accusato di induzione indebita può essere sospeso dal servizio?
Sì, per tre strade diverse. Durante le indagini il giudice può disporre la misura interdittiva della sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio o servizio (art. 289 c.p.p.), anche oltre i limiti di pena ordinari, dopo aver interrogato l'indagato; la misura non si applica agli uffici elettivi ricoperti per investitura popolare. Le regole generali sono illustrate nella pagina sulle misure interdittive.
La L. 97/2001 aggiunge due effetti automatici per l'art. 319-quater: con il rinvio a giudizio l'amministrazione trasferisce il dipendente a un ufficio diverso (art. 3); con la condanna anche non definitiva, pure se con sospensione condizionale, il dipendente è sospeso dal servizio (art. 4). La sospensione perde efficacia se interviene proscioglimento o assoluzione anche non definitivi e, comunque, decorso un periodo pari al termine di prescrizione del reato. Per gli amministratori eletti valgono regole diverse, trattate nella pagina su sindaci e amministratori locali.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
Un tecnico comunale segnala a un imprenditore che la sua pratica di cambio d'uso «ha qualche problema» e lascia intendere che una consulenza affidata a un geometra di sua fiducia potrebbe risolverlo. L'imprenditore conferisce l'incarico e paga la parcella. Dalle intercettazioni la Procura contesta al tecnico l'art. 319-quater, comma 1, e all'imprenditore il comma 2.
La difesa dell'imprenditore lavora sulla qualificazione: se la pratica era regolare e il tecnico minacciava un diniego illegittimo, il fatto è concussione e l'imprenditore è persona offesa; se la pratica presentava irregolarità reali che la consulenza doveva «coprire», il vantaggio era indebito e l'induzione regge. Esiti possibili: riqualificazione con proscioglimento del privato, oppure definizione con messa alla prova o patteggiamento.
Errori da evitare
- Promettere «qualcosa» per chiudere la conversazione: la promessa basta a consumare il reato anche per il privato.
- Lasciar passare i 4 mesi dell'art. 323-ter: dopo quel termine la denuncia vale solo come attenuante e non esclude la punibilità.
- Chiedere il patteggiamento senza aver restituito il prezzo o il profitto: la richiesta è inammissibile (art. 444, comma 1-ter, c.p.p.).
- Trattare il privato come vittima senza verificare il vantaggio ottenuto: se il vantaggio era indebito l'accusa di induzione resta in piedi.
Gli altri delitti dei pubblici ufficiali, dalla corruzione al peculato, sono raccolti nella sezione sui reati contro la pubblica amministrazione.
Domande frequenti
Cos'è il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità previsto dall'art. 319-quater?
È il delitto del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio che, abusando della qualità o dei poteri, induce qualcuno a dare o promettere denaro o altra utilità non dovuti. L'art. 319-quater c.p. lo punisce con la reclusione da 6 anni a 10 anni e 6 mesi e punisce anche il privato indotto, fino a 3 anni.
Che differenza c'è tra induzione indebita, concussione e corruzione?
Nella concussione (art. 317 c.p.) il pubblico agente costringe e il privato è vittima. Nell'induzione (art. 319-quater) il privato conserva un margine di scelta e paga per un vantaggio indebito, quindi è punito. Nella corruzione (artt. 318-319) le parti si accordano alla pari. Il criterio è stato fissato da Cass. Sez. Un. n. 12228/2014.
Il privato che paga un pubblico ufficiale su sua pressione è punito per induzione indebita?
Sì, se la pressione non arriva alla costrizione e il pagamento serve a ottenere un vantaggio non dovuto: l'art. 319-quater, comma 2, c.p. prevede la reclusione fino a 3 anni. Se invece il funzionario minaccia un danno ingiusto, il fatto è concussione e il privato è persona offesa, non imputato.
Che pena rischia il pubblico ufficiale accusato di induzione indebita?
La reclusione da 6 anni a 10 anni e 6 mesi (art. 319-quater, comma 1, c.p.), oltre alla confisca del prezzo o del profitto (art. 322-ter) e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici con incapacità di contrattare con la PA (art. 317-bis), temporanea se la pena non supera 2 anni.
Cosa fare se un funzionario pubblico fa capire che serve un regalo per sbloccare una pratica?
Non pagare né promettere nulla, annotare subito parole, data e presenti e conservare messaggi e documenti della pratica. La richiesta può essere denunciata a Procura, Carabinieri, Polizia o Guardia di Finanza. Chi ha già pagato può ottenere la non punibilità denunciando entro 4 mesi dal fatto, prima di sapere delle indagini (art. 323-ter c.p.).
Per l'induzione indebita si può patteggiare?
Sì, ma l'art. 444, comma 1-ter, c.p.p. rende ammissibile la richiesta solo dopo la restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato. La pena concordata non può superare 5 anni; l'imputato può subordinare l'accordo all'esenzione dalle pene accessorie dell'art. 317-bis c.p. (comma 3-bis). Per il privato è possibile anche la messa alla prova.
Un dipendente pubblico accusato di induzione indebita può essere sospeso dal servizio?
Sì. Durante le indagini il giudice può disporre la sospensione dal pubblico ufficio (art. 289 c.p.p.) dopo averlo interrogato. Con il rinvio a giudizio l'amministrazione lo trasferisce ad altro ufficio (art. 3 L. 97/2001); con la condanna anche non definitiva è sospeso dal servizio (art. 4), fino a un'eventuale assoluzione.
Fonti
- Codice penale, art. 319-quater – Induzione indebita a dare o promettere utilità (Brocardi, con massime Cass. Sez. Un. 12228/2014, Sez. VI 27090/2024 e 13616/2025)
- Codice penale, art. 317 – Concussione (Brocardi)
- Codice penale, art. 318 – Corruzione per l'esercizio della funzione (Brocardi)
- Codice penale, art. 319 – Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (Brocardi)
- Codice penale, art. 321 – Pene per il corruttore (Brocardi)
- Codice penale, art. 317-bis – Pene accessorie (Brocardi)
- Codice penale, art. 323-bis – Circostanze attenuanti (Brocardi)
- Codice penale, art. 323-ter – Causa di non punibilità (Brocardi)
- Corte costituzionale, sentenza n. 108/2026 (art. 322-quater c.p.)
- Codice di procedura penale, art. 444 – Applicazione della pena su richiesta (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 289 – Sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio o servizio (Brocardi)
- L. 97/2001, art. 3 – Trasferimento a seguito di rinvio a giudizio
- L. 97/2001, art. 4 – Sospensione a seguito di condanna non definitiva
- D.Lgs. 231/2001, art. 25 (Brocardi)
- Codice penale, art. 131-bis – Particolare tenuità del fatto (Brocardi)
Approfondimenti
- Istigazione alla corruzione art. 322
- Traffico di influenze illecite art. 346-bis
- Indebita destinazione di denaro pubblico art. 314-bis
- Avvocato penale Bologna reati pubblica amministrazione bancarotta fraudolenta
- Avvocato penale Roma pedopornografia concussione reati fiscali reati fiscali
- Tutte le guide: Reati contro la pubblica amministrazione e la giustizia
