Reati contro la pubblica amministrazione e la giustizia
Istigazione alla corruzione art. 322
In questa guida
- Che cos'è l'istigazione alla corruzione prevista dall'art. 322?
- Quali pene si rischiano per istigazione alla corruzione?
- Offrire soldi a un vigile per evitare una multa è istigazione alla corruzione?
- Che differenza c'è tra istigazione alla corruzione e corruzione consumata?
- Un pubblico ufficiale che chiede denaro senza ottenerlo commette istigazione alla corruzione?
- C'è istigazione alla corruzione se il pubblico ufficiale rifiuta subito l'offerta?
- Che cosa si intende per offerta seria e idonea?
- Cosa fare se si è accusati di istigazione alla corruzione per un regalo a un funzionario?
- Domande frequenti
- Fonti
L'istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.) punisce chi offre o promette denaro o altra utilità non dovuti a un pubblico ufficiale quando l'offerta non viene accettata, e il pubblico ufficiale che sollecita una tangente senza ottenerla. Le pene sono quelle della corruzione ridotte di un terzo: da 2 anni a 5 anni e 4 mesi, oppure da 4 anni a 6 anni e 8 mesi per un atto contrario ai doveri.
In sintesi
- L'offerta rifiutata per l'esercizio delle funzioni è punita con la pena dell'art. 318 ridotta di un terzo: reclusione da 2 anni a 5 anni e 4 mesi (comma 1).
- L'offerta rifiutata per un atto contrario ai doveri è punita con la pena dell'art. 319 ridotta di un terzo: reclusione da 4 anni a 6 anni e 8 mesi (comma 2).
- Le stesse pene si applicano al pubblico ufficiale che sollecita una promessa o una dazione (commi 3 e 4).
- Il reato si consuma con l'offerta seria e idonea: il rifiuto immediato del funzionario non lo esclude, ne è anzi il presupposto.
- Se l'offerta viene accettata il fatto diventa corruzione consumata, punita fino a 8 o fino a 10 anni.
- La condanna comporta l'interdizione dai pubblici uffici e l'incapacità di contrattare con la PA (art. 317-bis c.p.).
Che cos'è l'istigazione alla corruzione prevista dall'art. 322?
È una corruzione che non si è realizzata perché una delle due parti ha detto no. Il codice la punisce come reato autonomo e già consumato, non come semplice tentativo. L'art. 322 contiene quattro ipotesi, due dal lato del privato (istigazione attiva) e due dal lato del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio (istigazione passiva, o sollecitazione).
La norma — art. 322 c.p. (testo vigente, Brocardi)
«Chiunque offre o promette denaro od altra utilità non dovuti ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, soggiace, qualora l'offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nel primo comma dell'articolo 318, ridotta di un terzo.
Se l'offerta o la promessa è fatta per indurre un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio a omettere o a ritardare un atto del suo ufficio, ovvero a fare un atto contrario ai suoi doveri, il colpevole soggiace, qualora l'offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nell'articolo 319, ridotta di un terzo.
La pena di cui al primo comma si applica al pubblico ufficiale o all'incaricato di un pubblico servizio che sollecita una promessa o dazione di denaro o altra utilità per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri.
La pena di cui al secondo comma si applica al pubblico ufficiale o all'incaricato di un pubblico servizio che sollecita una promessa o dazione di denaro ad altra utilità da parte di un privato per le finalità indicate dall'articolo 319.»
Quali pene si rischiano per istigazione alla corruzione?
Le pene si calcolano riducendo di un terzo quelle della corruzione vigenti dopo la L. 3/2019: l'art. 318 prevede la reclusione da 3 a 8 anni, l'art. 319 da 6 a 10 anni.
| Comma | Chi agisce | Finalità | Pena |
|---|---|---|---|
| 1 | Privato che offre o promette | Esercizio delle funzioni o dei poteri | Reclusione da 2 anni a 5 anni e 4 mesi |
| 2 | Privato che offre o promette | Omettere o ritardare un atto, o compiere un atto contrario ai doveri | Reclusione da 4 anni a 6 anni e 8 mesi |
| 3 | Pubblico ufficiale o incaricato che sollecita | Esercizio delle funzioni o dei poteri | Reclusione da 2 anni a 5 anni e 4 mesi |
| 4 | Pubblico ufficiale o incaricato che sollecita | Finalità dell'art. 319 (atto contrario, omissione, ritardo) | Reclusione da 4 anni a 6 anni e 8 mesi |
A queste pene si aggiungono le pene accessorie dell'art. 317-bis c.p.: interdizione perpetua dai pubblici uffici e incapacità perpetua di contrattare con la pubblica amministrazione, che diventano temporanee (da 5 a 7 anni) se la reclusione inflitta non supera 2 anni o se il fatto è di particolare tenuità. L'art. 323-bis c.p. prevede una diminuzione per i fatti di particolare tenuità e una riduzione da un terzo a due terzi per chi collabora. La causa di non punibilità per chi denuncia entro 4 mesi (art. 323-ter c.p.) non comprende l'art. 322.
Offrire soldi a un vigile per evitare una multa è istigazione alla corruzione?
Sì. L'agente di polizia locale che accerta un'infrazione è un pubblico ufficiale e la contestazione della violazione è un atto del suo ufficio. Offrire denaro perché non rediga il verbale significa chiedergli di omettere un atto dovuto: è l'ipotesi del secondo comma, punita con la reclusione da 4 anni a 6 anni e 8 mesi se il vigile rifiuta. Se accetta, entrambi rispondono di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (artt. 319 e 321 c.p.), con la reclusione da 6 a 10 anni.
L'importo modesto non rende di per sé lecita l'offerta. La Cassazione (Sez. VI, n. 32345/2024) ha ritenuto che anche una somma di modesta entità integri il reato se non è irrisoria ed è idonea a turbare psicologicamente il pubblico ufficiale. In un'altra decisione (Sez. VI, n. 19319/2017) ha escluso il reato per donativi di modesta entità offerti per l'esercizio delle funzioni, in ragione dell'inoffensività della condotta. La valutazione dipende dal contesto: una banconota offerta per cancellare una sanzione non è un gesto di cortesia.
Che differenza c'è tra istigazione alla corruzione e corruzione consumata?
La differenza è l'accettazione. Il testo dell'art. 322 punisce l'offerta o la promessa «qualora l'offerta o la promessa non sia accettata»: se il pubblico ufficiale accetta, anche solo la promessa, si forma l'accordo e il fatto diventa corruzione consumata, per entrambe le parti.
| Che cosa accade | Reato | Pena per il privato |
|---|---|---|
| Il privato offre, il funzionario rifiuta | Istigazione attiva (art. 322, commi 1 o 2) | Da 2 anni a 5 anni e 4 mesi, o da 4 anni a 6 anni e 8 mesi |
| Il privato offre, il funzionario accetta | Corruzione (artt. 318 o 319, con l'art. 321) | Da 3 a 8 anni, o da 6 a 10 anni |
| Il funzionario chiede, il privato rifiuta | Istigazione passiva (art. 322, commi 3 o 4) a carico del funzionario | Nessuna: il privato non è punibile |
| Il funzionario pretende con pressione insistente, il privato rifiuta | Tentata induzione indebita o tentata concussione a carico del funzionario | Nessuna |
| Il privato paga un intermediario per arrivare al funzionario | Traffico di influenze (art. 346-bis) se ne ricorrono i requisiti | Da 1 anno e 6 mesi a 4 anni e 6 mesi |
L'ultima riga è approfondita nella pagina sul traffico di influenze illecite.
Un pubblico ufficiale che chiede denaro senza ottenerlo commette istigazione alla corruzione?
Sì, se la richiesta si presenta come una proposta di scambio tra pari. I commi 3 e 4 dell'art. 322 puniscono il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che «sollecita» una promessa o una dazione, con le stesse pene previste per il privato che offre.
Se invece la richiesta è accompagnata da una pressione che pone il privato in soggezione, il fatto cambia natura. Le Sezioni Unite (sentenza n. 12228/2014) e, più di recente, la Sesta Sezione (n. 36974/2023) hanno distinto il tentativo di induzione indebita dall'istigazione alla corruzione: nel primo il funzionario, abusando della qualità o dei poteri, avanza una richiesta perentoria, ripetuta, più insistente. Se poi la pressione arriva alla costrizione, si discute di tentata concussione. Il tema è approfondito nella pagina sull'induzione indebita dell'art. 319-quater.
C'è istigazione alla corruzione se il pubblico ufficiale rifiuta subito l'offerta?
Sì. Il rifiuto, anche immediato e sdegnato, è proprio la condizione che la norma richiede: l'istigazione si consuma nel momento in cui l'offerta seria e idonea viene formulata, a prescindere dalla reazione del destinatario. Il pubblico ufficiale che riceve l'offerta ha anzi l'obbligo di denunciarla, e per questo gran parte dei procedimenti nasce proprio dal suo rapporto.
Il rifiuto incide invece sulla prova: la difesa esamina se il funzionario abbia percepito l'offerta come seria, in che termini sia stata formulata e se esistano registrazioni o testimoni che confermino le parole esatte.
Che cosa si intende per offerta seria e idonea?
È un'offerta capace, in concreto, di indurre il pubblico ufficiale ad accettare. La Cassazione (Sez. VI, n. 40822/2025) indica i criteri: la serietà e l'idoneità si valutano in relazione al tipo di controprestazione richiesta, alle condizioni dell'offerente e del pubblico ufficiale e alle circostanze di tempo e di luogo. Non integrano il reato la battuta scherzosa, l'offerta palesemente irrealizzabile o la promessa talmente vaga da non poter essere presa sul serio.
- Controprestazione: più l'atto richiesto è rilevante, meno è credibile che una somma simbolica sia stata offerta sul serio come prezzo.
- Condizioni delle parti: capacità economica dell'offerente, ruolo e poteri del funzionario sull'atto.
- Contesto: luogo, presenza di terzi, tono della conversazione, eventuale ripetizione dell'offerta.
Cosa fare se si è accusati di istigazione alla corruzione per un regalo a un funzionario?
La difesa parte dalla ricostruzione esatta del fatto: che cosa è stato offerto, quando, con quali parole, per quale atto. Un regalo consegnato dopo la conclusione di una pratica regolare, di valore contenuto e senza collegamento con un atto futuro, pone un problema diverso da una busta consegnata prima di una decisione. Le linee di difesa più frequenti riguardano:
- la mancanza di serietà o idoneità dell'offerta;
- l'assenza di un collegamento tra il dono e l'esercizio delle funzioni o un atto specifico;
- la qualificazione tra primo e secondo comma, che cambia la pena da 2-5 anni e 4 mesi a 4-6 anni e 8 mesi;
- il riconoscimento dell'attenuante della particolare tenuità dell'art. 323-bis c.p.
Sul piano processuale il massimo edittale supera i 4 anni e quindi esclude la messa alla prova (art. 168-bis c.p.); la causa di non punibilità dell'art. 131-bis c.p. è esclusa espressamente per l'art. 322. Resta il patteggiamento, che l'imputato può subordinare all'esenzione dalle pene accessorie dell'art. 317-bis (art. 444, comma 3-bis, c.p.p.). Se l'offerta è stata fatta per conto di una società, l'ente risponde ai sensi dell'art. 25 del D.Lgs. 231/2001: fino a 200 quote per i commi 1 e 3, da 200 a 600 quote e sanzioni interdittive per i commi 2 e 4, anche in via cautelare come illustrato nella pagina sulle misure interdittive contro la società.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
Durante un controllo stradale un automobilista privo di revisione dice all'agente che «si può chiudere un occhio» e appoggia sul cruscotto una banconota da 50 euro. L'agente rifiuta, redige il verbale e trasmette una notizia di reato per istigazione alla corruzione, secondo comma.
La difesa esamina la notizia di reato, le eventuali riprese della bodycam e le dichiarazioni del collega presente, per verificare le parole esatte e il gesto. Se l'offerta risulta univoca e collegata all'omissione del verbale, la contestazione regge e il lavoro difensivo si sposta sulla pena: attenuanti, particolare tenuità ex art. 323-bis, patteggiamento. Se il gesto è ambiguo, si discute della serietà dell'offerta.
Errori da evitare
- Considerare «innocuo» un piccolo importo: la Cassazione ha ritenuto sufficiente anche una somma modesta se non irrisoria.
- Pensare che il rifiuto del funzionario chiuda la vicenda: il rifiuto è proprio ciò che rende il fatto istigazione e non corruzione.
- Contare sulla denuncia spontanea dell'art. 323-ter: per l'art. 322 non è prevista.
- Rendere spiegazioni sul posto all'agente che ha ricevuto l'offerta: le dichiarazioni diventano parte dell'accusa.
La mappa degli altri reati contro la pubblica amministrazione è nella sezione sui reati contro la pubblica amministrazione.
Domande frequenti
Che cos'è l'istigazione alla corruzione prevista dall'art. 322?
È il reato di chi offre o promette denaro o altra utilità non dovuti a un pubblico ufficiale, quando l'offerta non viene accettata, e del pubblico ufficiale che sollecita una tangente senza ottenerla. L'art. 322 c.p. lo punisce con le pene della corruzione ridotte di un terzo, da 2 anni fino a 6 anni e 8 mesi.
Offrire soldi a un vigile per evitare una multa è istigazione alla corruzione?
Sì. Il vigile che accerta un'infrazione è pubblico ufficiale e l'offerta mira a fargli omettere un atto dovuto: è l'art. 322, comma 2, c.p., con reclusione da 4 anni a 6 anni e 8 mesi se rifiuta. Se accetta, entrambi rispondono di corruzione per atto contrario ai doveri, punita da 6 a 10 anni.
Quali pene si rischiano per istigazione alla corruzione?
Reclusione da 2 anni a 5 anni e 4 mesi se l'offerta riguarda l'esercizio delle funzioni (art. 322, commi 1 e 3, c.p.) e da 4 anni a 6 anni e 8 mesi se riguarda un atto contrario ai doveri (commi 2 e 4). Si aggiungono le pene accessorie dell'art. 317-bis c.p.
Che differenza c'è tra istigazione alla corruzione e corruzione consumata?
L'accettazione. L'art. 322 c.p. punisce l'offerta o la promessa solo se non è accettata; se il pubblico ufficiale accetta, anche solo la promessa, si forma l'accordo e il fatto diventa corruzione (artt. 318 o 319 e 321 c.p.), punita con la reclusione da 3 a 8 anni o da 6 a 10 anni.
Un pubblico ufficiale che chiede denaro senza ottenerlo commette istigazione alla corruzione?
Sì, se la richiesta è una proposta di scambio: l'art. 322, commi 3 e 4, c.p. punisce il pubblico ufficiale che sollecita una promessa o una dazione. Se invece la richiesta è perentoria, ripetuta e pone il privato in soggezione, si configura il tentativo di induzione indebita o di concussione (Cass. Sez. Un. n. 12228/2014).
Cosa fare se si è accusati di istigazione alla corruzione per un regalo a un funzionario?
Occorre ricostruire con precisione valore, momento e collegamento del regalo con un atto d'ufficio. Le difese riguardano la serietà e l'idoneità dell'offerta, la scelta tra primo e secondo comma dell'art. 322 c.p. e l'attenuante della particolare tenuità dell'art. 323-bis. Messa alla prova e art. 131-bis c.p. non sono applicabili.
C'è istigazione alla corruzione se il pubblico ufficiale rifiuta subito l'offerta?
Sì. Il rifiuto è proprio la condizione prevista dall'art. 322 c.p. («qualora l'offerta o la promessa non sia accettata»): il reato si consuma quando l'offerta seria e idonea viene formulata, indipendentemente dalla reazione del funzionario. Il rifiuto conta invece come elemento di prova sulla serietà dell'offerta.
Che cosa si intende per offerta seria e idonea nell'istigazione alla corruzione?
È un'offerta capace in concreto di indurre il funzionario ad accettare. Secondo Cass. Sez. VI n. 40822/2025 si valuta in base al tipo di controprestazione richiesta, alle condizioni dell'offerente e del pubblico ufficiale e alle circostanze di tempo e di luogo. Battute, promesse vaghe o irrealizzabili non integrano il reato.
Fonti
- Codice penale, art. 322 – Istigazione alla corruzione (Brocardi, con massime Cass. Sez. VI 40822/2025, 32345/2024, 36974/2023, 19319/2017)
- Codice penale, art. 318 – Corruzione per l'esercizio della funzione (Brocardi)
- Codice penale, art. 319 – Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (Brocardi)
- Codice penale, art. 321 – Pene per il corruttore (Brocardi)
- Codice penale, art. 319-quater – Induzione indebita (Brocardi, massima Cass. Sez. Un. 12228/2014)
- Codice penale, art. 317-bis – Pene accessorie (Brocardi)
- Codice penale, art. 323-bis – Circostanze attenuanti (Brocardi)
- Codice penale, art. 323-ter – Causa di non punibilità (Brocardi)
- Codice penale, art. 131-bis – Particolare tenuità del fatto (Brocardi)
- D.Lgs. 231/2001, art. 25 (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 444 – Applicazione della pena su richiesta (Brocardi)
Approfondimenti
- Induzione indebita art. 319-quater: il reato di mezzo
- Traffico di influenze illecite art. 346-bis
- Intralcio alla giustizia art. 377
- Avvocato penale Bologna reati pubblica amministrazione bancarotta fraudolenta
- Violenza sessuale con abuso di autorità: quando ricorre
- Tutte le guide: Reati contro la pubblica amministrazione e la giustizia
