Reati d'impresa, societari e sicurezza sul lavoro
Lavoratori stranieri irregolari: il reato del datore
In questa guida
- Cosa rischia il datore di lavoro che assume stranieri senza permesso di soggiorno?
- Assumere una badante irregolare è reato?
- Che differenza c'è tra impiego di lavoratori irregolari e caporalato?
- Il datore di lavoro è responsabile se il permesso di soggiorno del dipendente è scaduto?
- Un lavoratore straniero sfruttato può ottenere un permesso di soggiorno se denuncia il datore?
- Quali controlli sui documenti deve fare un'azienda prima di assumere un lavoratore straniero?
- Cosa fare se l'Ispettorato del lavoro trova lavoratori stranieri senza permesso in azienda?
- Domande frequenti
- Fonti
Il datore di lavoro che occupa stranieri privi di permesso di soggiorno, o con permesso scaduto e non rinnovato nei termini, revocato o annullato, commette un delitto punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore (art. 22, comma 12, D.Lgs. 286/1998). Le pene aumentano da un terzo alla metà con più di tre lavoratori, minori o sfruttamento.
In sintesi
- Pena base: reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa di 5.000 euro per ciascun lavoratore irregolare.
- Aumento da un terzo alla metà se i lavoratori sono più di 3, se sono minori in età non lavorativa o se sono sfruttati (art. 22, comma 12-bis).
- Con la condanna il giudice applica la sanzione accessoria del pagamento del costo medio di rimpatrio di ogni lavoratore (comma 12-ter).
- Per le ipotesi aggravate la società risponde con una sanzione da 100 a 200 quote, entro 150.000 euro (art. 25-duodecies D.Lgs. 231/2001).
- Il rinnovo del permesso va chiesto almeno 90 giorni prima della scadenza (art. 5, comma 4, D.Lgs. 286/1998).
- Il lavoratore sfruttato che collabora può ottenere un permesso per casi speciali di 1 anno, rinnovabile (art. 18-ter).
Cosa rischia il datore di lavoro che assume stranieri senza permesso di soggiorno?
Rischia un processo per un delitto, non per una contravvenzione. L'art. 22, comma 12, del Testo unico immigrazione punisce chi occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri in tre situazioni: senza permesso di soggiorno; con permesso scaduto di cui non è stato chiesto il rinnovo nei termini di legge; con permesso revocato o annullato. La multa si calcola per ogni lavoratore: con 4 lavoratori la base è 20.000 euro, prima degli aumenti.
Le aggravanti del comma 12-bis sono frequenti nella pratica: basta superare i 3 lavoratori per far scattare l'aumento da un terzo alla metà. Le stesse aggravanti rendono responsabile anche la società ai sensi del D.Lgs. 231/2001, con il rischio di misure interdittive cautelari contro l'ente nei casi in cui la legge le consente.
| Ipotesi | Norma | Conseguenza |
|---|---|---|
| Occupazione di stranieri senza permesso, con permesso scaduto e non rinnovato, revocato o annullato | Art. 22, comma 12, D.Lgs. 286/1998 | Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa di 5.000 euro per ogni lavoratore |
| Più di 3 lavoratori, minori in età non lavorativa o condizioni di sfruttamento dell'art. 603-bis, terzo comma, c.p. | Art. 22, comma 12-bis | Pene aumentate da un terzo alla metà |
| Condanna per il comma 12 | Art. 22, comma 12-ter | Sanzione amministrativa accessoria: costo medio di rimpatrio di ogni lavoratore |
| Responsabilità della società per l'ipotesi aggravata | Art. 25-duodecies D.Lgs. 231/2001 | Da 100 a 200 quote, entro 150.000 euro |
La norma — art. 22, comma 12, D.Lgs. 286/1998 (Brocardi)
«Il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno previsto dal presente articolo, ovvero il cui permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo, revocato o annullato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5000 euro per ogni lavoratore impiegato.»
Assumere una badante irregolare è reato?
Sì. La norma parla di «datore di lavoro» senza distinguere tra impresa e famiglia: chi assume in casa una collaboratrice domestica o un'assistente familiare priva di permesso di soggiorno risponde dello stesso delitto dell'art. 22, comma 12, con la stessa pena e la stessa multa di 5.000 euro. Non conta che il rapporto sia informale o che la retribuzione sia regolare.
Ci sono poi ipotesi più gravi, che non dipendono dalla qualifica di datore. L'art. 12, comma 5, dello stesso Testo unico punisce con la reclusione fino a 4 anni chi, «al fine di trarre un ingiusto profitto dalla condizione di illegalità dello straniero», ne favorisce la permanenza; il comma 5-bis punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni chi, a titolo oneroso e per ingiusto profitto, dà alloggio o cede in locazione un immobile a uno straniero privo di titolo di soggiorno. Offrire vitto e alloggio in cambio di lavoro sottopagato può quindi aprire contestazioni ulteriori.
Che differenza c'è tra impiego di lavoratori irregolari e caporalato?
Le due figure possono sovrapporsi ma proteggono beni diversi. L'art. 22, comma 12, punisce il fatto oggettivo di occupare stranieri senza titolo di soggiorno, anche se sono pagati secondo il contratto collettivo. L'art. 603-bis c.p. (intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro) punisce chi recluta o impiega manodopera sottoponendola a condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno, a prescindere dalla nazionalità e dalla regolarità del soggiorno.
| Aspetto | Art. 22, comma 12, D.Lgs. 286/1998 | Art. 603-bis c.p. |
|---|---|---|
| Condotta | Occupare stranieri senza permesso valido | Reclutare o impiegare manodopera in condizioni di sfruttamento |
| Lavoratori tutelati | Solo stranieri privi di titolo | Qualsiasi lavoratore, anche italiano |
| Elemento chiave | Assenza del permesso di soggiorno | Sfruttamento e stato di bisogno |
| Pena base | Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa di 5.000 euro per lavoratore | Reclusione da 1 a 6 anni e multa da 500 a 1.000 euro per lavoratore |
| Con violenza o minaccia | Non prevista come ipotesi autonoma | Reclusione da 5 a 8 anni e multa da 1.000 a 2.000 euro per lavoratore |
| Aggravanti | Più di 3 lavoratori, minori, condizioni di sfruttamento | Più di 3 lavoratori, minori, esposizione a grave pericolo |
Il collegamento tra le due norme è espresso: il comma 12-bis, lett. c), aggrava l'impiego di irregolari quando i lavoratori sono sottoposti alle condizioni descritte dal terzo comma dell'art. 603-bis, cioè retribuzioni palesemente difformi dai contratti collettivi, violazioni reiterate su orari e riposi, violazioni delle norme di sicurezza, condizioni di lavoro o alloggiative degradanti. Quando i lavoratori sono forniti da una cooperativa o da un intermediario, si aggiungono i temi trattati nella pagina sull'appalto illecito e la somministrazione irregolare di manodopera.
Il datore di lavoro è responsabile se il permesso di soggiorno del dipendente è scaduto?
Dipende da cosa è successo dopo la scadenza. La norma punisce l'impiego di chi ha un permesso «scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo». Se il lavoratore ha presentato in tempo la richiesta di rinnovo, la prosecuzione del rapporto non integra il reato. L'art. 5, comma 4, D.Lgs. 286/1998 prevede che il rinnovo sia chiesto al questore della provincia di dimora «almeno novanta giorni prima della scadenza».
Il punto critico è la prova. Il datore deve poter dimostrare di aver verificato la presentazione della domanda: conviene acquisire copia della documentazione della richiesta di rinnovo e annotare le scadenze di tutti i permessi del personale. Se il permesso viene revocato o annullato, il rapporto non può proseguire dal momento in cui il datore ne ha conoscenza.
Un lavoratore straniero sfruttato può ottenere un permesso di soggiorno se denuncia il datore?
Sì. L'art. 18-ter D.Lgs. 286/1998, introdotto dal D.L. 145/2024 convertito dalla L. 187/2024, prevede che, quando in operazioni di polizia, indagini o procedimenti per il delitto dell'art. 603-bis c.p. emergono violenza, abuso o sfruttamento nei confronti di un lavoratore straniero, e questi «contribuisca utilmente all'emersione dei fatti e all'individuazione dei responsabili», il questore, su proposta dell'autorità giudiziaria, rilasci un permesso di soggiorno.
Il permesso reca la dicitura «casi speciali», dura 1 anno ed è rinnovabile; consente di lavorare e studiare e alla scadenza può essere convertito in permesso per lavoro o studio. Lo stesso decreto ha abrogato i commi 12-quater, 12-quinquies e 12-sexies dell'art. 22, che disciplinavano in precedenza il permesso per le vittime di particolare sfruttamento. Per il datore indagato, la collaborazione del lavoratore significa che le sue dichiarazioni entreranno nel fascicolo come prova principale: la difesa deve prepararsi a verificarne l'attendibilità con documenti e testimoni.
Quali controlli sui documenti deve fare un'azienda prima di assumere un lavoratore straniero?
La regola di fondo è semplice: il lavoratore deve avere un titolo di soggiorno valido che consenta di lavorare, e il datore deve poterlo dimostrare per tutta la durata del rapporto. Una procedura interna minima comprende:
- Verifica del titolo: permesso di soggiorno in corso di validità, con un tipo che abiliti al lavoro subordinato; copia conservata nel fascicolo del dipendente.
- Scadenziario: registrazione della data di scadenza e promemoria almeno 90 giorni prima, coerente con il termine di rinnovo dell'art. 5, comma 4.
- Prova del rinnovo: acquisizione della documentazione che attesta la richiesta di rinnovo presentata nei termini.
- Nuovi ingressi dall'estero: per chi entra in Italia per lavoro, stipula del contratto di soggiorno per lavoro subordinato previsto dall'art. 5-bis e rispetto della procedura dell'art. 22.
- Fornitori di manodopera: clausole che obblighino appaltatori e cooperative a garantire la regolarità dei lavoratori impiegati nei locali aziendali, con diritto di verifica.
Cosa fare se l'Ispettorato del lavoro trova lavoratori stranieri senza permesso in azienda?
L'accesso ispettivo produce di solito un verbale e una notizia di reato alla procura. Se i lavoratori trovati senza comunicazione di assunzione sono almeno il 10% di quelli presenti, l'Ispettorato può anche adottare la sospensione dell'attività imprenditoriale dell'art. 14 D.Lgs. 81/2008, misura amministrativa distinta dal procedimento penale. Le priorità sono:
- Acquisire il verbale e l'elenco dei lavoratori identificati, con le rispettive dichiarazioni.
- Ricostruire la posizione di ciascun lavoratore: data di assunzione, titolo di soggiorno esibito, eventuale richiesta di rinnovo in corso. Un permesso in rinnovo documentato esclude il reato per quel lavoratore.
- Individuare chi ha assunto: in una società l'indagine riguarda chi aveva il potere di assumere; per il personale fornito da terzi va verificato il contratto con il fornitore.
- Valutare il rischio 231: se ricorre un'aggravante del comma 12-bis, la società è coinvolta come ente.
- Non esercitare pressioni sui lavoratori: qualsiasi contatto sulle loro dichiarazioni può essere letto come intimidazione e aggravare la posizione.
Il quadro degli altri reati legati alla gestione del personale è nella sezione sui reati d'impresa e sicurezza sul lavoro; per la sospensione dell'attività e il sequestro di aree aziendali si veda la pagina sul cantiere o impianto sotto sequestro.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
In un'azienda agricola l'Ispettorato trova 5 lavoratori stranieri: 3 senza alcun permesso, 2 con permesso scaduto da alcune settimane. La procura contesta l'art. 22, commi 12 e 12-bis, lett. a), perché i lavoratori sono più di 3.
La difesa dimostra che i 2 lavoratori con permesso scaduto avevano presentato la richiesta di rinnovo nei termini: per loro il reato non sussiste. Restano 3 lavoratori irregolari, numero che non supera la soglia dell'aggravante, con effetti sulla pena e sull'esclusione della responsabilità 231 collegata al comma 12-bis. Il giudizio sul comma 12 prosegue, e la difesa ne valuta i riti alternativi.
Errori da evitare
- Ritenere che un lavoratore «in regola con i contributi» sia in regola con il soggiorno: le due verifiche sono indipendenti.
- Non conservare la prova della richiesta di rinnovo: senza documenti il permesso scaduto equivale a permesso assente.
- Considerare il lavoro domestico escluso dal reato: il comma 12 si applica a qualsiasi datore di lavoro.
- Affidarsi a cooperative o intermediari senza verifiche: se ci sono sfruttamento e stato di bisogno, anche l'utilizzatore rischia l'art. 603-bis c.p.
- Contattare i lavoratori dopo l'ispezione per «chiarire»: le loro dichiarazioni possono valere anche come base per il permesso dell'art. 18-ter.
Domande frequenti
Cosa rischia il datore di lavoro che assume stranieri senza permesso di soggiorno?
Rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore (art. 22, comma 12, D.Lgs. 286/1998). Le pene aumentano da un terzo alla metà con più di 3 lavoratori, minori o sfruttamento, e con la condanna si paga il costo medio di rimpatrio di ciascun lavoratore.
Assumere una badante irregolare è reato?
Sì. L'art. 22, comma 12, D.Lgs. 286/1998 punisce qualsiasi datore di lavoro, anche una famiglia, che occupa una lavoratrice straniera senza permesso di soggiorno valido: reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa di 5.000 euro. Offrire alloggio a pagamento per trarre ingiusto profitto può integrare anche l'art. 12, comma 5-bis.
Che differenza c'è tra impiego di lavoratori irregolari e caporalato?
L'impiego di irregolari (art. 22, comma 12, D.Lgs. 286/1998) punisce l'occupazione di stranieri senza permesso, anche se ben pagati. Il caporalato (art. 603-bis c.p.) punisce lo sfruttamento di qualsiasi lavoratore approfittando del suo stato di bisogno, con la reclusione da 1 a 6 anni. Le due ipotesi possono concorrere.
Cosa fare se l'Ispettorato del lavoro trova lavoratori stranieri senza permesso in azienda?
Occorre acquisire il verbale, ricostruire la posizione di ogni lavoratore, documentare eventuali richieste di rinnovo presentate nei termini e verificare chi ha assunto. Con almeno il 10% di lavoratori irregolari l'Ispettorato può sospendere l'attività (art. 14 D.Lgs. 81/2008). Va evitato ogni contatto con i lavoratori sulle loro dichiarazioni.
Il datore di lavoro è responsabile se il permesso di soggiorno del dipendente è scaduto?
Sì, se del permesso scaduto non è stato chiesto il rinnovo nei termini di legge (art. 22, comma 12, D.Lgs. 286/1998). Il rinnovo va chiesto al questore almeno 90 giorni prima della scadenza (art. 5, comma 4). Se la domanda è stata presentata in tempo, proseguire il rapporto non integra il reato.
Un lavoratore straniero sfruttato può ottenere un permesso di soggiorno se denuncia il datore?
Sì. L'art. 18-ter D.Lgs. 286/1998, introdotto dal D.L. 145/2024, prevede un permesso per casi speciali di 1 anno, rinnovabile, per lo straniero vittima di sfruttamento ai sensi dell'art. 603-bis c.p. che contribuisce utilmente a far emergere i fatti. Lo rilascia il questore su proposta dell'autorità giudiziaria.
Quali controlli sui documenti deve fare un'azienda prima di assumere un lavoratore straniero?
Deve verificare che il permesso di soggiorno sia valido e consenta il lavoro subordinato, conservarne copia, registrare la scadenza e acquisire la prova della richiesta di rinnovo, da presentare almeno 90 giorni prima (art. 5, comma 4, D.Lgs. 286/1998). Per chi entra dall'estero serve il contratto di soggiorno dell'art. 5-bis.
Fonti
- D.Lgs. 286/1998, art. 22 – Lavoro subordinato a tempo determinato e indeterminato (Brocardi)
- D.Lgs. 286/1998, art. 18-ter – Permesso di soggiorno per gli stranieri vittime di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (Brocardi)
- D.Lgs. 286/1998, art. 12 – Disposizioni contro le immigrazioni clandestine (Brocardi)
- D.Lgs. 286/1998, art. 5 – Permesso di soggiorno (Brocardi)
- D.Lgs. 286/1998, art. 5-bis – Contratto di soggiorno per lavoro subordinato (Brocardi)
- Codice penale, art. 603-bis – Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (Brocardi)
- D.Lgs. 231/2001, art. 25-duodecies – Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (Brocardi)
- D.Lgs. 81/2008, art. 14 – Provvedimenti degli organi di vigilanza (Brocardi)
Approfondimenti
- Appalto illecito e somministrazione irregolare di manodopera
- Scarichi industriali senza autorizzazione: art. 137 TUA
- Omesso versamento dei contributi INPS: quando è reato
- Riduzione in schiavitù art. 600: accusa e difesa
- Violazione delle sanzioni UE: embargo e dual use
- Tutte le guide: Reati d'impresa, societari e sicurezza sul lavoro
