Reati contro la pubblica amministrazione e la giustizia
Omissione di referto art. 365: il medico e l'obbligo
In questa guida
- Cosa prevede l'art. 365 del codice penale?
- Quando un medico è obbligato a fare il referto?
- Il medico di pronto soccorso deve segnalare le lesioni da violenza domestica?
- Quale pena rischia il medico che non presenta il referto?
- Entro quanto tempo va presentato il referto?
- Il medico deve fare referto se questo espone il paziente a un procedimento penale?
- Che differenza c'è tra referto e denuncia per il medico?
- Cosa fare se un medico viene indagato per non aver segnalato un maltrattamento?
- Domande frequenti
- Fonti
L'omissione di referto (art. 365 c.p.) punisce con la multa fino a 516 euro chi, esercitando una professione sanitaria, presta assistenza in casi che possono presentare i caratteri di un delitto procedibile d'ufficio e omette o ritarda di riferirne all'autorità. Il referto va inviato entro 48 ore, o subito se c'è pericolo nel ritardo (art. 334 c.p.p.). Non è dovuto se esporrebbe l'assistito a procedimento penale.
In sintesi
- La pena è la multa fino a 516 euro (art. 365, comma 1, c.p.).
- L'obbligo riguarda i delitti procedibili d'ufficio, non quelli a querela né le contravvenzioni.
- Il termine è di 48 ore, oppure immediato se vi è pericolo nel ritardo (art. 334, comma 1, c.p.p.).
- Il referto va al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria del luogo dell'intervento.
- Non si applica quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale (art. 365, comma 2).
- Il medico pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio ha anche l'obbligo di denuncia degli artt. 361 e 362 c.p.
Cosa prevede l'art. 365 del codice penale?
La norma impone a chi esercita una professione sanitaria di informare l'autorità quando, nel prestare assistenza, si trova davanti a un possibile delitto perseguibile d'ufficio. Non è una contravvenzione ma un delitto punito con la sola pena pecuniaria, collocato fra i delitti contro l'attività giudiziaria.
La norma — art. 365 c.p. (Brocardi, testo vigente)
«Chiunque, avendo nell'esercizio di una professione sanitaria prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto per il quale si debba procedere d'ufficio, omette o ritarda di riferirne all'Autorità indicata nell'articolo 361, è punito con la multa fino a cinquecentosedici euro.
Questa disposizione non si applica quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale.»
Il soggetto obbligato è chiunque eserciti una professione sanitaria: medici, ma anche infermieri, ostetriche e altri operatori. La massima Cass. pen., Sez. VI, n. 44620/2019, riportata su Brocardi, include psicologi e psicoterapeuti. Basta che il caso «possa presentare» i caratteri del delitto: la massima Sez. VI, n. 51780/2013 ritiene sufficiente la possibilità concreta, e solo la certezza tecnica che il delitto non sussiste esonera dall'obbligo.
Quando un medico è obbligato a fare il referto?
Servono tre condizioni: l'assistenza prestata nell'esercizio della professione; un caso che può presentare i caratteri di un delitto; la procedibilità d'ufficio di quel delitto. L'ultima condizione è quella che crea più dubbi, perché la riforma del 2022 (D.Lgs. 150/2022) ha esteso la procedibilità a querela.
| Situazione clinica | Reato ipotizzabile | Procedibilità | Referto |
|---|---|---|---|
| Lesioni guaribili in pochi giorni, senza aggravanti | Lesioni personali (art. 582, comma 1, c.p.) | A querela | Non dovuto |
| Lesioni con malattia oltre 40 giorni o pericolo di vita | Lesioni gravi (art. 583 c.p.) | D'ufficio (art. 582, comma 2) | Dovuto |
| Lesioni da arma o sostanze corrosive | Lesioni aggravate (art. 585 c.p.) | D'ufficio (art. 582, comma 2) | Dovuto |
| Lesioni con malattia oltre 20 giorni a persona incapace per età o infermità | Lesioni personali | D'ufficio (art. 582, comma 2) | Dovuto |
| Segni di violenze ripetute in famiglia | Maltrattamenti (art. 572 c.p.) | D'ufficio (la norma non prevede querela) | Dovuto |
| Lesioni lievi da incidente stradale senza aggravanti | Lesioni colpose (art. 590 c.p.) | A querela | Non dovuto |
| Lesioni da incidente stradale con aggravanti | Lesioni aggravate procedibili d'ufficio | D'ufficio | Dovuto (massima Sez. VI n. 30456/2020) |
Il sanitario non deve qualificare giuridicamente il fatto. La massima Sez. VI, n. 1473/1999 afferma che non spetta a lui valutare la configurabilità del reato; la massima Sez. VI, n. 7034/1998 riconosce però un margine di valutazione concreta sulla procedibilità d'ufficio.
Il medico di pronto soccorso deve segnalare le lesioni da violenza domestica?
Sì, quando il quadro clinico e il racconto rendono possibile un delitto procedibile d'ufficio. I maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p., reclusione da 3 a 7 anni) non richiedono querela: il loro testo non la prevede. Anche le lesioni gravi o gravissime e quelle aggravate ai sensi dell'art. 585 c.p. si perseguono d'ufficio. Le lesioni lievi isolate, invece, restano di regola a querela della vittima, con le eccezioni dell'art. 582, comma 2.
Nella pratica il medico di pronto soccorso di una struttura pubblica ha anche la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio, e quindi l'obbligo di denuncia degli artt. 361 e 362 c.p. La volontà contraria della paziente non esonera dall'obbligo quando il delitto è procedibile d'ufficio. Per il quadro dei reati in famiglia si veda la guida sui reati contro la persona.
Quale pena rischia il medico che non presenta il referto?
La multa fino a 516 euro. La pena è contenuta, ma la condanna può avere riflessi disciplinari. Il reato richiede il dolo: la massima Sez. VI, n. 11534/1997 esige la consapevolezza della perseguibilità d'ufficio; la Sez. VI, n. 68/1998 esclude il dolo quando la valutazione, pur errata, è stata compiuta sulle risultanze disponibili; la Sez. VI, n. 5829/1998 lo esclude se il sanitario era convinto che i colleghi avessero già adempiuto. Per il medico pubblico ufficiale l'omessa denuncia (art. 361 c.p.) è punita con la multa da 30 a 516 euro; per l'incaricato di pubblico servizio (art. 362 c.p.) con la multa fino a 103 euro. Sul reato del pubblico ufficiale si veda la pagina sull'omessa denuncia art. 361.
Entro quanto tempo va presentato il referto?
Tempi
- Entro 48 ore dalla prestazione, in via ordinaria (art. 334, comma 1, c.p.p.).
- Immediatamente, se vi è pericolo nel ritardo, per esempio quando l'autore delle violenze può tornare dalla vittima.
- Destinatari: il pubblico ministero o qualsiasi ufficiale di polizia giudiziaria del luogo dell'intervento; in loro mancanza, l'ufficiale di polizia giudiziaria più vicino.
- Se più sanitari sono intervenuti nella stessa occasione, sono tutti obbligati, ma possono redigere e firmare un unico atto (art. 334, comma 3).
Il contenuto è fissato dal comma 2 dell'art. 334 c.p.p.: persona assistita e sue generalità se possibile, luogo in cui si trova, luogo, tempo e circostanze dell'intervento, notizie utili a stabilire le circostanze del fatto, i mezzi usati e gli effetti causati o possibili. La massima Sez. VI, n. 4400/1996 esclude il reato quando il referto, pur non rispettando tutti i requisiti formali, è sostanzialmente completo.
Il medico deve fare referto se questo espone il paziente a un procedimento penale?
No. Il comma 2 dell'art. 365 esclude l'obbligo quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale: il paziente che si è ferito commettendo un reato, per esempio, non deve essere denunciato dal medico che lo cura tramite referto. La deroga ha una ragione di tutela della salute: nessuno deve evitare le cure per timore di essere denunciato. La massima Sez. VI, n. 18052/2001 limita l'esonero ai casi in cui il fatto espone il paziente stesso a procedimento; la Sez. I, n. 11344/1993 precisa che l'esonero dal referto non esclude la responsabilità per altre condotte. La deroga vale per il referto, non per l'obbligo di denuncia del sanitario pubblico ufficiale, che segue gli artt. 361 e 362.
Che differenza c'è tra referto e denuncia per il medico?
| Aspetto | Referto (art. 365 c.p.; art. 334 c.p.p.) | Denuncia (artt. 361-362 c.p.; art. 331 c.p.p.) |
|---|---|---|
| Chi è obbligato | Chiunque eserciti una professione sanitaria, anche privatamente | Sanitario pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio |
| Reati coperti | Solo delitti procedibili d'ufficio | Reati perseguibili d'ufficio, anche contravvenzioni |
| Termine | 48 ore o subito | Per iscritto; anche il ritardo è punito (artt. 361-362) |
| Eccezione per l'assistito | Sì, se lo espone a procedimento (comma 2) | Non prevista |
| Pena per l'omissione | Multa fino a 516 euro | Multa da 30 a 516 euro (pubblico ufficiale); fino a 103 euro (incaricato di pubblico servizio) |
La qualifica del medico dipende dall'attività svolta. Tra le massime riportate su Brocardi, il medico convenzionato con l'ASL è stato ritenuto pubblico ufficiale per i poteri di certificazione (Cass. Sez. VI n. 35836/2007) e lo stesso vale per il medico di una clinica convenzionata (Sez. VI n. 28952/2020); altre massime lo qualificano incaricato di pubblico servizio (Sez. III n. 1913/2000). Sul rilievo penale dei certificati si veda la pagina sui certificati medici falsi.
Cosa fare se un medico viene indagato per non aver segnalato un maltrattamento?
La difesa ricostruisce la cartella clinica e il racconto raccolto al momento dell'accesso: quali segni erano visibili, cosa riferiva il paziente, se le lesioni erano compatibili con un incidente. Poi verifica la procedibilità del delitto ipotizzabile in quel momento, l'eventuale convinzione ragionevole che un collega avesse già trasmesso il referto e l'applicabilità dell'art. 384 c.p., che richiama l'art. 365 fra i reati non punibili quando il fatto è commesso per salvare sé o un prossimo congiunto da un grave nocumento. Per il quadro dei delitti contro l'attività giudiziaria si veda la pagina sui reati contro la pubblica amministrazione e la giustizia.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
Una donna arriva in pronto soccorso con una frattura al polso e riferisce una caduta dalle scale. Il medico annota ecchimosi di età diversa sulle braccia, ma non trasmette alcun referto. Mesi dopo, nel processo per maltrattamenti contro il marito, emerge la cartella clinica e il medico è indagato. La difesa sostiene che la versione della caduta era plausibile e che le ecchimosi, isolate, non indicavano con probabilità concreta violenze ripetute; valorizza inoltre il protocollo interno, che affidava la segnalazione a un'altra figura. L'esito dipende da quanto i segni annotati rendevano possibile, già allora, un delitto procedibile d'ufficio.
Errori da evitare
- Considerare decisiva la volontà della vittima: per i delitti procedibili d'ufficio non esonera dal referto.
- Attendere la certezza del reato: basta la possibilità concreta del delitto, secondo la massima Sez. VI n. 51780/2013.
- Inviare il referto oltre le 48 ore senza motivo: anche il ritardo è punito dall'art. 365.
- Estendere la deroga del comma 2 ai casi in cui il procedimento colpirebbe un terzo, come il marito violento: l'esonero riguarda solo la persona assistita.
- Annotare in cartella dati incompleti: la cartella sarà il primo elemento di prova, a favore o contro il sanitario.
Domande frequenti
Cosa prevede l'art. 365 del codice penale sull'omissione di referto?
L'art. 365 c.p. punisce con la multa fino a 516 euro chi, esercitando una professione sanitaria, presta assistenza in casi che possono presentare i caratteri di un delitto procedibile d'ufficio e omette o ritarda di riferirne all'autorità. L'obbligo non vale se il referto esporrebbe l'assistito a procedimento penale.
Quando un medico è obbligato a fare il referto all'autorità giudiziaria?
Quando, nell'esercizio della professione, assiste una persona in un caso che può presentare i caratteri di un delitto procedibile d'ufficio, come lesioni gravi, lesioni con armi o maltrattamenti in famiglia. Per i delitti procedibili a querela, come le lesioni lievi senza aggravanti, il referto non è dovuto (artt. 365 e 582 c.p.).
Il medico di pronto soccorso deve denunciare le lesioni da violenza domestica?
Sì, se il quadro rende possibile un delitto procedibile d'ufficio, come i maltrattamenti in famiglia dell'art. 572 c.p., per i quali la legge non prevede la querela, o lesioni gravi e aggravate. La volontà contraria della vittima non esonera il medico dall'obbligo di referto o di denuncia.
Quale pena rischia il medico che non presenta il referto?
La multa fino a 516 euro (art. 365 c.p.). Se il medico è pubblico ufficiale può rispondere anche di omessa denuncia (art. 361 c.p., multa da 30 a 516 euro); se è incaricato di pubblico servizio, dell'art. 362 c.p. (multa fino a 103 euro). Serve il dolo: l'errore di valutazione in buona fede lo esclude.
Entro quanto tempo va presentato il referto medico alla procura o alla polizia?
Entro 48 ore o, se vi è pericolo nel ritardo, immediatamente (art. 334, comma 1, c.p.p.). Va inviato al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria del luogo dell'intervento. Se più sanitari hanno prestato assistenza, sono tutti obbligati ma possono firmare un unico atto.
Il medico deve fare referto se questo espone il paziente a un procedimento penale?
No. L'art. 365, comma 2, c.p. esclude l'obbligo quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale, per non scoraggiare le cure. L'esonero riguarda solo il paziente e non i terzi, e non cancella l'obbligo di denuncia del sanitario pubblico ufficiale previsto dall'art. 361 c.p.
Che differenza c'è tra referto e denuncia di reato per il medico?
Il referto (art. 365 c.p., art. 334 c.p.p.) spetta a ogni sanitario, anche privato, solo per delitti procedibili d'ufficio, entro 48 ore, con esonero se espone l'assistito. La denuncia (artt. 361-362 c.p., art. 331 c.p.p.) spetta al sanitario pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, senza quell'esonero.
Cosa fare se un medico viene indagato per non aver segnalato un caso sospetto di maltrattamento?
Occorre ricostruire cartella clinica, racconto del paziente e protocolli interni, per verificare se al momento dell'accesso il caso rendeva concretamente possibile un delitto procedibile d'ufficio. Rilevano la buona fede nella valutazione, la convinzione che un collega avesse già adempiuto e l'art. 384 c.p.
Fonti
- Codice penale, art. 365 – Omissione di referto (Brocardi, massime Sez. VI 30456/2020, 44620/2019, 51780/2013, 18052/2001, 1473/1999, 7034/1998, 5829/1998, 68/1998, 11534/1997, 4400/1996; Sez. I 11344/1993)
- Codice di procedura penale, art. 334 – Referto (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 331 – Denuncia da parte di pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio (Brocardi)
- Codice penale, art. 361 (Brocardi)
- Codice penale, art. 362 (Brocardi)
- Codice penale, art. 582 – Lesione personale (Brocardi)
- Codice penale, art. 583 – Circostanze aggravanti (Brocardi)
- Codice penale, art. 585 (Brocardi)
- Codice penale, art. 572 – Maltrattamenti contro familiari e conviventi (Brocardi)
- Codice penale, art. 357 – Nozione del pubblico ufficiale (Brocardi, massime Sez. VI 35836/2007, 28952/2020)
- Codice penale, art. 358 – Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio (Brocardi, massima Sez. III 1913/2000)
- Codice penale, art. 384 – Casi di non punibilità (Brocardi)
Approfondimenti
- Omessa denuncia del pubblico ufficiale art. 361
- Rifiuto e omissione di atti d'ufficio art. 328
- Frode processuale art. 374: cosa si rischia
- Mutilazioni genitali femminili art. 583-bis
- Certificati medici falsi: reato del medico e del paziente
- Tutte le guide: Reati contro la pubblica amministrazione e la giustizia
