Crypto, DeFi e reati informatici
Pagare il riscatto di un ransomware: è reato?
In questa guida
- È reato pagare il riscatto a chi ha criptato i dati aziendali?
- Che reato commettono gli autori di un attacco ransomware?
- Un'azienda colpita da ransomware deve denunciare l'attacco alla polizia?
- Un attacco ransomware va notificato al Garante privacy?
- Pagare il riscatto può essere considerato finanziamento di un'organizzazione criminale?
- L'amministratore che paga il riscatto con fondi aziendali rischia conseguenze penali?
- Cosa fare nelle prime ore dopo un attacco ransomware all'azienda?
- Le assicurazioni cyber possono rimborsare il riscatto pagato?
- Domande frequenti
- Fonti
Pagare il riscatto di un ransomware non è, di per sé, reato in Italia: nessuna norma penale vigente al settembre 2026 lo vieta in via generale, e l'azienda colpita è persona offesa di un'estorsione informatica punita con la reclusione da 6 a 12 anni (art. 629, comma 3, c.p.). Restano però obblighi di notifica entro 24-72 ore e rischi specifici, come il pagamento a soggetti colpiti da sanzioni UE.
In sintesi
- L'azienda che paga è vittima di un'estorsione informatica, punita da 6 a 12 anni di reclusione e con la multa da 5.000 a 10.000 euro (art. 629, comma 3, c.p.).
- Il privato non ha un obbligo generale di denuncia: l'art. 333 c.p.p. dice che «può» farla; i pubblici ufficiali invece devono denunciare.
- I soggetti NIS2 devono inviare al CSIRT Italia una prenotifica entro 24 ore, una notifica entro 72 ore e una relazione finale entro un mese (art. 25 D.Lgs. 138/2024).
- Se sono coinvolti dati personali, la violazione va notificata al Garante entro 72 ore, quando presenta rischi per gli interessati (art. 33 Reg. UE 2016/679).
- Il Codice delle assicurazioni vieta di assicurare il riscatto per sequestro di persona e le sanzioni amministrative (art. 12 D.Lgs. 209/2005).
- L'amministratore che paga con fondi sociali risponde di infedeltà patrimoniale solo se agisce in conflitto di interessi (art. 2634 c.c., da 6 mesi a 3 anni).
È reato pagare il riscatto a chi ha criptato i dati aziendali?
No, nella generalità dei casi. Il codice penale non contiene una norma che punisca la vittima di un'estorsione per aver ceduto alla richiesta. Chi paga per riottenere l'accesso ai propri dati o per evitarne la pubblicazione subisce il reato: è persona offesa dell'estorsione dell'art. 629, comma 3, c.p., introdotto dalla L. 28 giugno 2024, n. 90, e dei reati informatici che la accompagnano.
Il pagamento, tuttavia, non è un atto neutro. Può esporre a rischi quando il destinatario è un soggetto sottoposto a misure restrittive dell'Unione europea, quando la provvista viene costituita con modalità che eludono i controlli antiriciclaggio, o quando la decisione di pagare viene presa da un amministratore in conflitto di interessi. Nessuna di queste ipotesi deriva dal pagamento in sé: dipendono da circostanze che vanno verificate prima di decidere.
Per le pubbliche amministrazioni il discorso è diverso: l'uso di denaro pubblico per un riscatto solleva questioni di responsabilità contabile e disciplinare che esulano da questa pagina.
La norma — art. 629, comma 3, c.p. (testo vigente, Brocardi)
«Chiunque, mediante le condotte di cui agli articoli 615 ter, 617 quater, 617 sexies, 635 bis, 635 quater e 635 quinquies ovvero con la minaccia di compierle, costringe taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procurando a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 5.000 a euro 10.000.»
Che reato commettono gli autori di un attacco ransomware?
Un attacco ransomware riunisce di solito più reati in concorso tra loro. La L. 90/2024 ha aumentato le pene di quasi tutte le fattispecie coinvolte.
| Fase dell'attacco | Norma | Pena |
|---|---|---|
| Ingresso nella rete aziendale | Art. 615-ter c.p. | Reclusione fino a 3 anni; da 2 a 10 se deriva indisponibilità dei dati o del sistema |
| Cifratura o cancellazione dei dati | Art. 635-bis c.p. | Reclusione da 2 a 6 anni, a querela |
| Blocco dei sistemi aziendali | Art. 635-quater c.p. | Reclusione da 2 a 6 anni; da 3 a 8 se aggravato |
| Attacco a sistemi di pubblico interesse (ospedali, enti) | Artt. 635-ter e 635-quinquies c.p. | Da 2 a 6 anni; fino a 12 anni nelle ipotesi aggravate |
| Richiesta di riscatto | Art. 629, comma 3, c.p. | Reclusione da 6 a 12 anni e multa da 5.000 a 10.000 euro; da 8 a 22 anni se aggravata |
| Diffusione dei programmi usati per l'attacco | Art. 635-quater.1 c.p. | Reclusione fino a 2 anni e multa fino a 10.329 euro |
Gli autori operano quasi sempre dall'estero e ricevono pagamenti in criptovalute. Le indagini sui flussi passano per exchange e intermediari stranieri, con gli strumenti descritti nella pagina sulle indagini sugli exchange esteri; quando i fondi vengono fatti transitare per servizi di offuscamento, entra in gioco il riciclaggio illustrato nella pagina su mixer e privacy coin.
Un'azienda colpita da ransomware deve denunciare l'attacco alla polizia?
Per un'impresa privata non esiste un obbligo penale generale di denuncia. L'art. 333 c.p.p. stabilisce che «ogni persona che ha notizia di un reato perseguibile di ufficio può farne denuncia» e che è la legge a determinare «i casi in cui la denuncia è obbligatoria». L'obbligo grava invece su pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio, come illustra la pagina sull'omessa denuncia del pubblico ufficiale.
Denunciare resta in genere la scelta che tutela meglio l'impresa: documenta la posizione di vittima, consente di chiedere il sequestro dei fondi eventualmente rintracciati e di costituirsi parte civile. Per i reati procedibili a querela, come il danneggiamento di dati dell'art. 635-bis, la querela va proposta entro 3 mesi dalla notizia del fatto (art. 124 c.p.). Denuncia e querela si presentano al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria, di regola alla Polizia postale.
Un attacco ransomware va notificato al Garante privacy?
Sì, quando comporta una violazione di dati personali che presenta rischi per gli interessati. L'art. 33 del Regolamento (UE) 2016/679 impone al titolare di notificarla al Garante senza ingiustificato ritardo e, ove possibile, entro 72 ore da quando ne è venuto a conoscenza; oltre quel termine la notifica deve spiegare il ritardo. Dal 1° luglio 2021 la notifica si invia con la procedura telematica del Garante. Se il rischio è elevato, occorre informare anche le persone coinvolte (art. 34). Ogni violazione va comunque documentata internamente, anche quando non si notifica.
| Destinatario | Chi è obbligato | Termine | Norma |
|---|---|---|---|
| Garante privacy | Titolare del trattamento, se la violazione presenta rischi | Entro 72 ore dalla conoscenza | Art. 33 Reg. UE 2016/679 |
| Persone i cui dati sono coinvolti | Titolare, se il rischio è elevato | Senza ingiustificato ritardo | Art. 34 Reg. UE 2016/679 |
| CSIRT Italia – prenotifica | Soggetti essenziali e importanti NIS2 | Entro 24 ore dalla scoperta | Art. 25 D.Lgs. 138/2024 |
| CSIRT Italia – notifica aggiornata | Soggetti essenziali e importanti NIS2 | Entro 72 ore dalla scoperta | Art. 25 D.Lgs. 138/2024 |
| CSIRT Italia – relazione finale | Soggetti essenziali e importanti NIS2 | Entro un mese dalla notifica | Art. 25 D.Lgs. 138/2024 |
La prenotifica NIS2 deve indicare, ove possibile, se l'incidente è frutto di atti malevoli. I due canali sono distinti: notificare al CSIRT non sostituisce la notifica al Garante, e viceversa.
Pagare il riscatto può essere considerato finanziamento di un'organizzazione criminale?
La vittima che paga sotto costrizione non concorre, di regola, nel reato dell'estorsore: manca la volontà di contribuire all'attività del gruppo. Il rischio concreto riguarda due situazioni diverse.
- Destinatari colpiti da misure restrittive UE: mettere fondi a disposizione di persone o entità inserite negli elenchi delle sanzioni dell'Unione è vietato indipendentemente dalla finalità. Il tema è trattato nella pagina sulla violazione delle sanzioni UE. Prima di pagare occorre verificare, per quanto possibile, a chi sono riconducibili gli indirizzi indicati.
- Modalità del pagamento: acquistare criptovalute tramite canali che aggirano gli obblighi di identificazione o frazionare le operazioni per evitare controlli può attirare contestazioni autonome, anche a carico degli intermediari coinvolti.
L'amministratore che paga il riscatto con fondi aziendali rischia conseguenze penali?
Il rischio penale è circoscritto. L'infedeltà patrimoniale dell'art. 2634 c.c. punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni gli amministratori che, avendo un interesse in conflitto con quello della società, compiono atti di disposizione dei beni sociali per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, cagionando intenzionalmente un danno; si procede a querela della persona offesa. Un pagamento deciso per salvare l'operatività dell'impresa, senza interessi personali, non rientra nella fattispecie.
Più concreto è il rischio di responsabilità civile verso la società, se la decisione risulta presa senza istruttoria. Per questo conviene che il pagamento sia deliberato dall'organo competente, preceduto da una valutazione tecnica (esistenza di backup, affidabilità della decrittazione) e legale (sanzioni, notifiche) e documentato. Nelle società dotate di modello organizzativo, anche l'organismo di vigilanza va informato: sul suo ruolo si veda la pagina sull'organismo di vigilanza 231.
Cosa fare nelle prime ore dopo un attacco ransomware all'azienda?
Tempi
- Subito: isolare i sistemi colpiti dalla rete senza spegnerli né reinstallarli, per non distruggere le tracce utili alle indagini.
- Nelle prime ore: attivare il piano di risposta agli incidenti, incaricare tecnici forensi e un legale, fissare per iscritto l'ora della scoperta, da cui decorrono i termini.
- Entro 24 ore dalla scoperta: prenotifica al CSIRT Italia per i soggetti NIS2.
- Entro 72 ore: notifica aggiornata al CSIRT Italia e, se sono coinvolti dati personali con rischi per gli interessati, notifica al Garante.
- Entro 3 mesi dalla notizia del fatto: querela per i reati procedibili a querela, come il danneggiamento di dati.
- Entro un mese dalla notifica: relazione finale al CSIRT Italia.
Ogni contatto con gli autori dell'attacco va gestito secondo una strategia concordata con i consulenti e documentato: messaggi, indirizzi di pagamento e file ricevuti sono elementi di prova.
Le assicurazioni cyber possono rimborsare il riscatto pagato?
L'art. 12, comma 1, del Codice delle assicurazioni private (D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209) vieta le assicurazioni che trasferiscono il rischio di pagamento delle sanzioni amministrative e «quelle che riguardano il prezzo del riscatto in caso di sequestro di persona»; il contratto che viola il divieto è nullo. Il ransomware non è un sequestro di persona, per cui il divieto, letto alla lettera, non si estende al riscatto informatico. La copertura dipende quindi dal contratto: molte polizze cyber coprono i costi di ripristino, consulenza e gestione della crisi, mentre il rimborso del riscatto va verificato clausola per clausola.
Le sanzioni amministrative irrogate dal Garante o dall'autorità NIS2 restano in ogni caso non assicurabili, per espresso divieto dello stesso art. 12.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
Un'impresa manifatturiera trova i server cifrati e una richiesta di pagamento in criptovalute, con la minaccia di pubblicare i dati dei dipendenti. Il consiglio di amministrazione paga dopo due giorni, senza notificare nulla e senza denunciare; settimane dopo i dati compaiono comunque online e alcuni dipendenti si rivolgono al Garante.
In sede di verifica emerge che la notifica al Garante non è stata effettuata entro 72 ore e che nessuno ha controllato a chi fossero riconducibili gli indirizzi di pagamento. Linea difensiva possibile: documentare la tempistica della scoperta, la valutazione tecnica che ha portato al pagamento, la buona fede nei controlli sul destinatario, e presentare subito denuncia per costituirsi come persona offesa. Esito possibile: nessuna contestazione penale per il pagamento, ma un procedimento amministrativo per la notifica tardiva.
Errori da evitare
- Reinstallare i sistemi prima dell'acquisizione forense: si perdono le prove necessarie alla denuncia e alla difesa verso le autorità di controllo.
- Considerare il pagamento come soluzione anche per la privacy: il pagamento non elimina l'obbligo di notifica al Garante entro 72 ore.
- Pagare senza verificare il destinatario: se riconducibile a soggetti sanzionati dall'UE, il pagamento diventa una violazione autonoma.
- Decidere il pagamento senza una delibera documentata: indebolisce la posizione degli amministratori in caso di azioni di responsabilità.
Gli altri profili penali delle tecnologie digitali sono raccolti nella sezione crypto, DeFi e reati informatici.
Domande frequenti
È reato pagare il riscatto a chi ha criptato i dati aziendali con un ransomware?
No, nella generalità dei casi: nessuna norma penale italiana vigente al settembre 2026 vieta il pagamento. L'azienda è persona offesa dell'estorsione informatica dell'art. 629, comma 3, c.p. Il pagamento diventa rischioso se il destinatario è sottoposto a sanzioni UE o se la provvista elude i controlli antiriciclaggio.
Un'azienda colpita da ransomware deve denunciare l'attacco alla polizia?
Per un'impresa privata non c'è un obbligo penale generale: l'art. 333 c.p.p. prevede che chiunque «può» denunciare. L'obbligo esiste per pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio. Denunciare è comunque utile, e per i reati procedibili a querela, come il danneggiamento di dati, il termine è di 3 mesi (art. 124 c.p.).
Pagare un riscatto ransomware può essere considerato finanziamento di un'organizzazione criminale?
Di regola no: la vittima paga sotto costrizione e non vuole sostenere il gruppo criminale. Il rischio sorge se gli indirizzi di pagamento sono riconducibili a soggetti inseriti negli elenchi delle sanzioni UE, perché mettere fondi a loro disposizione è vietato, o se il pagamento avviene con modalità che eludono gli obblighi antiriciclaggio.
Cosa fare nelle prime ore dopo un attacco ransomware all'azienda?
Occorre isolare i sistemi senza spegnerli o reinstallarli, attivare tecnici forensi e un legale, registrare l'ora della scoperta e rispettare i termini: prenotifica al CSIRT Italia entro 24 ore per i soggetti NIS2 (art. 25 D.Lgs. 138/2024) e notifica al Garante entro 72 ore se sono coinvolti dati personali.
Un attacco ransomware va notificato al Garante privacy?
Sì, se comporta una violazione di dati personali con rischi per gli interessati: l'art. 33 del Regolamento UE 2016/679 impone la notifica entro 72 ore dalla conoscenza, tramite la procedura telematica del Garante. Se il rischio è elevato vanno informati anche gli interessati (art. 34). Il pagamento del riscatto non elimina l'obbligo.
L'amministratore che paga il riscatto con fondi aziendali rischia conseguenze penali?
Solo in casi limitati: l'infedeltà patrimoniale dell'art. 2634 c.c., punita da 6 mesi a 3 anni e procedibile a querela, richiede un conflitto di interessi e un danno intenzionale. Un pagamento deciso per salvare l'impresa non vi rientra, ma va deliberato e documentato per evitare responsabilità civili verso la società.
Che reato commettono gli autori di un attacco ransomware?
Commettono l'estorsione informatica dell'art. 629, comma 3, c.p. (reclusione da 6 a 12 anni e multa da 5.000 a 10.000 euro), in concorso con l'accesso abusivo (art. 615-ter), il danneggiamento di dati (art. 635-bis) e di sistemi (art. 635-quater, da 2 a 6 anni). Le pene sono state aumentate dalla L. 90/2024.
Le assicurazioni cyber possono rimborsare il riscatto pagato per un ransomware?
Dipende dal contratto. L'art. 12 del Codice delle assicurazioni vieta di assicurare il riscatto per sequestro di persona e le sanzioni amministrative, ma il ransomware non è un sequestro di persona. Le polizze cyber coprono spesso ripristino e consulenze; il rimborso del riscatto va verificato nelle singole clausole.
Fonti
- Codice penale, art. 629 – Estorsione, comma 3 (Brocardi)
- Codice penale, art. 615-ter (Brocardi)
- Codice penale, art. 635-bis (Brocardi)
- Codice penale, art. 635-quater (Brocardi)
- Codice penale, art. 635-quater.1 (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 333 – Denuncia da parte di privati (Brocardi)
- Codice civile, art. 2634 – Infedeltà patrimoniale (Brocardi)
- D.Lgs. 209/2005, art. 12 – Operazioni vietate (Brocardi)
- Linea Amica (Governo) – D.Lgs. 138/2024, Capo IV, artt. 24-25
- Garante privacy – Data breach
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