Crypto, DeFi e reati informatici
Pump and dump sui token: quando è aggiotaggio
In questa guida
- Cos'è il pump and dump nelle criptovalute?
- Gonfiare il prezzo di un token con i social è aggiotaggio?
- Il regolamento MiCA vieta la manipolazione di mercato sulle cripto-attività?
- Chi partecipa a un gruppo Telegram di pump and dump rischia una denuncia?
- L'influencer che promuove un token senza dire di possederlo commette reato?
- Cosa rischia chi lancia una memecoin e vende subito tutti i token?
- Chi ha perso soldi in un pump and dump può denunciare?
- Domande frequenti
- Fonti
Il pump and dump su un token è aggiotaggio penale solo se il token è uno strumento finanziario: allora si applicano l'art. 185 TUF (reclusione da 1 a 6 anni) o l'art. 2637 c.c. (da 1 a 5 anni). Per le cripto-attività disciplinate dal MiCAR la manipolazione è vietata dall'art. 91 del regolamento e punita con sanzione amministrativa da 5.000 euro a 5 milioni (art. 33 D.Lgs. 129/2024).
In sintesi
- L'art. 185 TUF punisce la manipolazione di strumenti finanziari con la reclusione da 1 a 6 anni e la multa da 20.000 euro a 5 milioni.
- L'art. 2637 c.c. punisce l'aggiotaggio su strumenti finanziari non quotati con la reclusione da 1 a 5 anni.
- Per le cripto-attività MiCAR l'art. 33 D.Lgs. 129/2024 prevede una sanzione amministrativa da 5.000 euro a 5 milioni per la persona fisica.
- La società nel cui interesse si manipola rischia fino a 15 milioni di euro o il 15% del fatturato (art. 34 D.Lgs. 129/2024).
- Se gli organizzatori ingannano chi compra, resta applicabile la truffa (art. 640 c.p.): da 6 mesi a 3 anni, da 1 a 5 anni se commessa online in anonimato.
- Non è sanzionabile per manipolazione chi dimostra di aver agito per motivi legittimi (art. 33, comma 2).
Cos'è il pump and dump nelle criptovalute?
È una manipolazione in due tempi. Nella fase di pump un gruppo accumula un token poco scambiato e ne fa salire il prezzo con acquisti coordinati e con messaggi su social, canali Telegram o Discord che annunciano partnership, quotazioni imminenti o «il prossimo 100x». Nella fase di dump gli organizzatori vendono ai prezzi gonfiati agli acquirenti attirati dalla promozione, e il prezzo crolla. Chi è entrato per ultimo resta con token che valgono una frazione di quanto pagato.
I token a bassa capitalizzazione e le memecoin sono il terreno più frequente, perché bastano pochi acquisti per muovere il prezzo. Gli orientamenti ESMA del 9 luglio 2025 sulla prevenzione degli abusi di mercato nel MiCA chiedono alle autorità di monitorare i social media, proprio per il rischio più elevato di diffusione di informazioni false o fuorvianti sulle cripto-attività.
Gonfiare il prezzo di un token con i social è aggiotaggio?
Dipende dalla natura del token. I reati di manipolazione del mercato e aggiotaggio hanno per oggetto gli strumenti finanziari. L'art. 185 TUF punisce chi diffonde notizie false o pone in essere operazioni simulate o altri artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari; l'art. 2637 c.c. copre gli strumenti finanziari non quotati. Se il token incorpora diritti simili a quelli di un'azione o di un'obbligazione (i cosiddetti security token), rientra fra gli strumenti finanziari e la manipolazione è penalmente rilevante. Dal 2025 entrambe le norme prevedono una pena aumentata quando il fatto è commesso con sistemi di intelligenza artificiale, come spiegato nella pagina sull'aggravante dell'intelligenza artificiale.
La gran parte dei token (utility token, memecoin, cripto-attività di scambio) non è uno strumento finanziario ed è disciplinata dal MiCAR. Per questi il legislatore italiano non ha previsto un reato di manipolazione: l'illecito è amministrativo. Resta aperta, e senza giurisprudenza consolidata sulle cripto-attività, la questione dell'applicabilità dell'art. 501 c.p. (rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato, reclusione fino a 3 anni), che riguarda «valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato».
| Oggetto della manipolazione | Norma | Natura | Sanzione |
|---|---|---|---|
| Strumenti finanziari (anche security token) | Art. 185 TUF | Reato | Reclusione 1-6 anni, multa 20.000 euro-5 milioni |
| Strumenti finanziari non quotati | Art. 2637 c.c. | Reato | Reclusione 1-5 anni |
| Cripto-attività MiCAR | Art. 91 MiCAR; art. 33 D.Lgs. 129/2024 | Illecito amministrativo | Da 5.000 euro a 5 milioni |
| Ente beneficiario (cripto-attività) | Art. 34 D.Lgs. 129/2024 | Illecito amministrativo | Da 30.000 euro a 15 milioni o 15% del fatturato |
| Inganno degli acquirenti | Art. 640 c.p. | Reato | Reclusione 6 mesi-3 anni; 1-5 anni con il n. 2-ter |
Il regolamento MiCA vieta la manipolazione di mercato sulle cripto-attività?
Sì. Il titolo VI del Regolamento (UE) 2023/1114 disciplina gli abusi di mercato sulle cripto-attività: l'art. 89 vieta l'abuso di informazioni privilegiate, l'art. 90 la comunicazione illecita, l'art. 91 la manipolazione del mercato, che comprende sia le operazioni che danno segnali falsi o fuorvianti sull'offerta, la domanda o il prezzo, sia la diffusione di informazioni false o fuorvianti, anche via internet. Il divieto riguarda le cripto-attività ammesse o di cui è chiesta l'ammissione alla negoziazione, chiunque sia l'autore e ovunque si trovi.
In Italia la vigilanza spetta alla Consob, che applica le sanzioni dell'art. 33 del D.Lgs. 129/2024 dopo un procedimento amministrativo. Gli importi sono paragonabili a quelli del market abuse sui titoli; mancano però la pena detentiva e le conseguenze penali accessorie.
La norma — art. 33, commi 1 e 2, D.Lgs. 5 settembre 2024, n. 129
«È punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 fino a euro 5 milioni chiunque viola il divieto di abuso di informazioni privilegiate di cui all'articolo 89 del regolamento (UE) 2023/1114, di comunicazione illecita di informazioni privilegiate di cui all'articolo 90 o di manipolazione del mercato di cui all'articolo 91 del citato regolamento. Non può essere assoggettato a sanzione amministrativa per violazione dell'articolo 91 del regolamento (UE) 2023/1114 chi dimostri di avere agito per motivi legittimi.»
Chi partecipa a un gruppo Telegram di pump and dump rischia una denuncia?
Il rischio è diverso per chi organizza e per chi segue. Gli amministratori del gruppo che scelgono il token, lo accumulano prima dell'annuncio e vendono mentre i membri comprano realizzano la manipolazione e, verso i membri, possono commettere truffa: il vantaggio informativo sull'orario dell'operazione e la vendita occulta sono artifizi a danno di chi segue il segnale. Se il gruppo prevede abbonamenti a pagamento e indicazioni personalizzate, si pone anche il tema della consulenza abusiva, trattato nella pagina su segnali, copy trading e abusivismo.
Il semplice membro che compra su segnale, senza diffondere notizie e senza sapere che gli organizzatori venderanno, è di regola una persona offesa. La sua posizione cambia se rilancia attivamente i messaggi promozionali sapendo che sono falsi o se coordina gli acquisti con gli organizzatori.
L'influencer che promuove un token senza dire di possederlo commette reato?
Non automaticamente. Il problema è la combinazione fra la promozione e la vendita: chi raccomanda pubblicamente un token che possiede e lo vende dopo il rialzo provocato dalla propria raccomandazione può integrare la manipolazione dell'art. 91 MiCAR, con la sanzione amministrativa dell'art. 33, e, se le affermazioni erano false, anche la truffa. Se il token è uno strumento finanziario, la stessa condotta ricade nell'art. 185 TUF. Dichiarare il possesso e il compenso ricevuto riduce il rischio, ma non rende lecita la diffusione di informazioni false.
Cosa rischia chi lancia una memecoin e vende subito tutti i token?
Creare un token e venderlo non è di per sé illecito. Diventa rilevante quando il lancio è accompagnato da informazioni false (team, utilità, liquidità bloccata, quotazioni) o da operazioni simulate, per esempio acquisti fra wallet dello stesso creatore per mostrare volumi fittizi. In quel caso si passa alla manipolazione, e verso gli acquirenti alla truffa. Se il creatore ritira anche la liquidità, lo schema diventa un rug pull, descritto nella pagina su rug pull ed exit scam. Il quadro dei reati crypto è nell'hub crypto, DeFi e reati informatici.
Chi ha perso soldi in un pump and dump può denunciare?
Sì. Per la truffa occorre una querela entro 3 mesi dalla scoperta (art. 124 c.p.), con screenshot dei messaggi promozionali, link ai canali, indirizzo del contratto del token, hash dei propri acquisti e wallet degli organizzatori, se noti. La segnalazione della manipolazione può essere inviata anche alla Consob, che però non risarcisce: il recupero passa per il processo penale o civile. Va messo in conto che nei token a bassa liquidità è difficile distinguere la perdita da manipolazione dalla normale volatilità: la querela deve indicare i fatti specifici che dimostrano l'inganno.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
Un canale Telegram con migliaia di iscritti annuncia l'orario di un «pump» su un token poco liquido. Gli amministratori, che lo avevano acquistato nei giorni precedenti, vendono nei primi minuti dopo l'annuncio. Uno degli amministratori, residente in Italia, riceve una contestazione Consob per manipolazione e una querela di alcuni iscritti per truffa.
La difesa esamina anzitutto se il token è un'altra cripto-attività o uno strumento finanziario, perché da questo dipende la natura penale o amministrativa della manipolazione. Poi ricostruisce il ruolo effettivo: chi sceglieva il token, chi pubblicava gli annunci, quando sono avvenuti acquisti e vendite. Un esito possibile è una sanzione amministrativa ridotta per il ruolo marginale e l'archiviazione della querela se non emerge un inganno specifico verso i querelanti.
Errori da evitare
- Dare per scontato che sui token «non esista reato»: se il token è uno strumento finanziario si applica l'art. 185 TUF con la reclusione fino a 6 anni.
- Considerare la sanzione Consob «solo amministrativa»: fino a 5 milioni di euro per la persona fisica e fino al 15% del fatturato per la società.
- Rispondere alla Consob senza difensore: gli atti del procedimento amministrativo possono essere trasmessi alla procura se emergono ipotesi di truffa.
- Cancellare il canale o i messaggi dopo le prime lamentele: la cronologia dei post è la prova principale anche per chi sostiene di non aver venduto.
- Per chi ha perso, lasciar scadere i 3 mesi per la querela in attesa di un improbabile rimbalzo del prezzo.
Domande frequenti
Cos'è il pump and dump nelle criptovalute?
È una manipolazione in due fasi: un gruppo accumula un token poco scambiato, ne gonfia il prezzo con acquisti coordinati e messaggi promozionali sui social, poi vende ai prezzi alti agli acquirenti attirati dalla promozione. Per le cripto-attività MiCAR è vietato dall'art. 91 del Regolamento (UE) 2023/1114 e sanzionato dalla Consob.
Gonfiare il prezzo di un token con i social per poi vendere è aggiotaggio?
È aggiotaggio penale solo se il token è uno strumento finanziario: si applicano l'art. 185 TUF, con reclusione da uno a sei anni, o l'art. 2637 c.c., da uno a cinque anni. Per le altre cripto-attività la manipolazione è un illecito amministrativo punito dall'art. 33 D.Lgs. 129/2024 fino a 5 milioni di euro.
Il regolamento MiCA vieta la manipolazione di mercato sulle cripto-attività?
Sì. L'art. 91 del Regolamento (UE) 2023/1114 vieta la manipolazione del mercato delle cripto-attività, comprese operazioni fuorvianti e diffusione di informazioni false. In Italia la Consob applica la sanzione amministrativa dell'art. 33 D.Lgs. 129/2024, da 5.000 euro a 5 milioni, e fino a 15 milioni o il 15% del fatturato alla società.
Chi partecipa a un gruppo Telegram di pump and dump rischia una denuncia?
Rischiano soprattutto gli organizzatori, che accumulano il token prima dell'annuncio e vendono mentre i membri comprano: possono rispondere di manipolazione (art. 33 D.Lgs. 129/2024) e di truffa verso i membri (art. 640 c.p.). Il semplice membro che compra su segnale, senza diffondere notizie false, è di regola una persona offesa.
Un influencer che promuove un token senza dire di possederlo commette reato?
Non automaticamente. Se raccomanda un token che possiede e lo vende dopo il rialzo provocato dalla propria promozione, rischia la sanzione per manipolazione (art. 33 D.Lgs. 129/2024) e, se le informazioni erano false, la truffa. Se il token è uno strumento finanziario si applica l'art. 185 TUF, punito con la reclusione.
Cosa rischia chi lancia una memecoin e vende subito tutti i token?
Lanciare e vendere un token non è illecito di per sé. Diventa manipolazione, sanzionata dall'art. 33 D.Lgs. 129/2024, se il lancio è accompagnato da informazioni false o volumi simulati fra wallet propri; verso gli acquirenti ingannati è truffa (art. 640 c.p.). Se si ritira anche la liquidità, è un rug pull.
Che differenza c'è tra rug pull e pump and dump?
Nel rug pull gli ideatori del token ritirano la liquidità o abbandonano il progetto, rendendo il token invendibile. Nel pump and dump il token resta scambiabile: il prezzo viene gonfiato artificialmente e poi scaricato su chi compra. Il primo è di regola truffa; il secondo è manipolazione, vietata dall'art. 91 MiCAR.
Chi ha perso soldi in un pump and dump su un token può denunciare gli organizzatori?
Sì, con una querela per truffa entro tre mesi dalla scoperta (art. 124 c.p.), allegando messaggi promozionali, link ai canali, indirizzo del contratto del token e hash dei propri acquisti. Si può anche segnalare la manipolazione alla Consob, che però non risarcisce: il recupero passa per il processo penale o civile.
Fonti
- D.Lgs. 5 settembre 2024, n. 129, artt. 33 e 34 (Edizioni Europee)
- TUF, art. 185 - Manipolazione del mercato (Brocardi)
- Codice civile, art. 2637 - Aggiotaggio (Brocardi)
- Codice penale, art. 501 (Brocardi)
- Codice penale, art. 640 - Truffa (Brocardi)
- ESMA, Orientamenti sulle prassi di vigilanza per prevenire e individuare gli abusi di mercato ai sensi del MiCA (ESMA75-453128700-1039, 9.7.2025)
- Codice penale, art. 124 (Brocardi)
