Diritti del detenuto
REMS e misure di sicurezza psichiatriche
Questo approfondimento fa parte della guida Diritti del detenuto - arresto all'estero.
In questa guida
- Cosa sono le REMS e chi ci viene mandato?
- Che differenza c'è tra REMS e ospedali psichiatrici giudiziari?
- Quando una persona incapace viene sottoposta a misura di sicurezza?
- Quanto tempo si può restare in una REMS?
- La libertà vigilata può sostituire il ricovero?
- Cosa succede se non c'è posto in una REMS?
- Chi decide la revoca e come si chiede?
- Cosa fare se un familiare con problemi psichiatrici commette un reato?
- Domande frequenti
- Fonti
Le REMS (Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza) sono strutture a gestione esclusivamente sanitaria, con al massimo 20 posti letto, che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari (art. 3-ter D.L. 211/2011). Vi è destinato chi, prosciolto per vizio di mente o con pena diminuita, è socialmente pericoloso, solo se ogni altra misura è inidonea (D.L. 52/2014, conv. L. 81/2014).
In sintesi
- Non è imputabile chi, per infermità, aveva esclusa la capacità di intendere o di volere (art. 88 c.p.); con capacità grandemente scemata la pena è diminuita (art. 89).
- La misura di sicurezza richiede la pericolosità sociale: probabilità che la persona commetta nuovi reati (art. 203 c.p.).
- Il ricovero in REMS è l'ultima scelta: il giudice deve preferire misure diverse, come la libertà vigilata, salvo che ogni altra misura sia inidonea (L. 81/2014).
- Le misure di sicurezza detentive non possono durare oltre il tempo della pena detentiva prevista per il reato (art. 1, comma 1-quater, D.L. 52/2014).
- Al 31 luglio 2021 risultavano 36 REMS con 652 posti, di cui 596 occupati, e un'attesa media in lista di 304 giorni (Corte cost., sent. 22/2022).
- Sull'esecuzione, la revoca e il riesame della pericolosità decide il magistrato di sorveglianza (art. 679 c.p.p.).
Cosa sono le REMS e chi ci viene mandato?
Le REMS sono state introdotte dall'art. 3-ter del D.L. 22 dicembre 2011, n. 211, convertito dalla L. 17 febbraio 2012, n. 9, e modificato dal D.L. 31 marzo 2014, n. 52, convertito dalla L. 30 maggio 2014, n. 81. La Corte costituzionale, nella sentenza n. 22 del 2022, ne riassume i caratteri: esclusiva gestione sanitaria all'interno delle strutture, vigilanza perimetrale esterna solo dove necessaria, destinazione prioritaria ai residenti della regione, un numero massimo di venti posti letto per struttura.
Vi sono destinate due categorie di persone. La prima è chi viene prosciolto perché non imputabile per infermità psichica o per cronica intossicazione da alcol o stupefacenti (artt. 88 e 95 c.p.), per il quale il codice prevedeva il ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario (art. 222). La seconda è chi viene condannato a pena diminuita per vizio parziale (art. 89), per il quale il codice prevede l'assegnazione a una casa di cura e custodia (art. 219). Per i profili legati ad alcol e droghe si veda la scheda sull'ubriachezza e l'imputabilità.
Che differenza c'è tra REMS e ospedali psichiatrici giudiziari?
Gli ospedali psichiatrici giudiziari erano istituti dell'amministrazione penitenziaria. Secondo le note di Brocardi all'art. 222 c.p., la L. 9/2012 aveva fissato al 1° febbraio 2013 il termine per il loro superamento a favore delle REMS; il D.L. 52/2014 ha poi reso il ricovero una misura residuale.
| Aspetto | Ospedale psichiatrico giudiziario | REMS |
|---|---|---|
| Gestione | Amministrazione penitenziaria | Esclusivamente sanitaria all'interno della struttura |
| Dimensione | Nessun limite di posti fissato dal codice | Massimo 20 posti letto per struttura |
| Sicurezza | Custodia penitenziaria | Vigilanza perimetrale esterna ove necessaria |
| Criterio di assegnazione | Automatico nei casi dell'art. 222 c.p., fino al 2003 | Solo se ogni misura diversa è inidonea (L. 81/2014) |
| Durata | Minimi di 2, 5 o 10 anni, con nuovi termini di riesame finché dura la pericolosità (art. 208) | Non oltre la pena detentiva prevista per il reato (art. 1, comma 1-quater, D.L. 52/2014) |
Quando una persona incapace viene sottoposta a misura di sicurezza?
Il proscioglimento per vizio di mente non comporta automaticamente una misura. Servono due condizioni: aver commesso un fatto previsto dalla legge come reato e la pericolosità sociale, cioè la probabilità di commettere nuovi reati (art. 203 c.p.). Il D.L. 52/2014 ha aggiunto due regole sull'accertamento, ritenute legittime dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 186 del 2015: la pericolosità si valuta sulle qualità soggettive della persona senza tener conto delle sue condizioni di vita individuale, familiare e sociale (art. 133, secondo comma, n. 4, c.p.), e la sola mancanza di programmi terapeutici individuali non basta a fondare il giudizio di pericolosità.
La norma — art. 222, comma 1, c.p. (Brocardi, testo vigente)
«Nel caso di proscioglimento per infermità psichica, ovvero per intossicazione cronica da alcool o da sostanze stupefacenti, ovvero per sordomutismo, è sempre ordinato il ricovero dell'imputato in un manicomio giudiziario, per un tempo non inferiore a due anni; salvo che si tratti di contravvenzioni o di delitti colposi o di altri delitti per i quali la legge stabilisce la pena pecuniaria o la reclusione per un tempo non superiore nel massimo a due anni, nei quali casi la sentenza di proscioglimento è comunicata all'Autorità di pubblica sicurezza.»
Il testo, rimasto formalmente invariato, va letto alla luce della giurisprudenza costituzionale e delle riforme: il «sempre» non vale più. La sentenza n. 253 del 2003 ha dichiarato illegittimo l'art. 222 nella parte in cui non consentiva al giudice di adottare, al posto del ricovero, una diversa misura di sicurezza; la sentenza n. 367 del 2004 ha fatto lo stesso per l'applicazione provvisoria dell'art. 206.
Quanto tempo si può restare in una REMS?
Il codice fissa durate minime, dopo le quali il giudice riesamina la pericolosità (art. 208 c.p.). La L. 81/2014 ha introdotto anche un tetto massimo.
| Situazione | Norma | Durata minima |
|---|---|---|
| Proscioglimento per vizio totale, caso base | Art. 222, comma 1, c.p. | 2 anni |
| Reato punito con reclusione non inferiore nel minimo a 10 anni | Art. 222, comma 2 | 5 anni |
| Reato punito con l'ergastolo | Art. 222, comma 2 | 10 anni |
| Vizio parziale, pena minima edittale di almeno 5 anni | Art. 219 c.p. | 1 anno |
| Vizio parziale, ergastolo o minimo di almeno 10 anni | Art. 219 c.p. | 3 anni |
| Limite massimo per tutte le misure detentive | Art. 1, comma 1-quater, D.L. 52/2014 | Non oltre la pena detentiva prevista per il reato commesso |
Il comma 1-quater, riportato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 83 del 2017, stabilisce che le misure di sicurezza detentive provvisorie o definitive, «compreso il ricovero nelle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza, non possono durare oltre il tempo stabilito per la pena detentiva prevista per il reato commesso». Il tempo dell'applicazione provvisoria si computa nella durata minima (art. 206, comma 3). Decorso il minimo, se la pericolosità persiste il giudice fissa un nuovo termine di riesame; se vi sono ragioni per ritenerla cessata, può procedere a nuovi accertamenti in qualsiasi momento (art. 208).
La libertà vigilata può sostituire il ricovero?
Sì, ed è la regola dopo il 2014. Già la sentenza n. 253 del 2003 aveva consentito di applicare la libertà vigilata con prescrizioni terapeutiche al posto del ricovero; la L. 81/2014 ha rovesciato il rapporto, imponendo al giudice una misura diversa dal ricovero salvo che risulti che ogni altra misura non è idonea ad assicurare cure adeguate e a fronteggiare la pericolosità. La libertà vigilata dura almeno un anno, comporta prescrizioni idonee a evitare nuovi reati, modificabili dal giudice, ed è affidata all'autorità di pubblica sicurezza (art. 228 c.p.). Nella pratica le prescrizioni includono l'adesione a un programma del dipartimento di salute mentale o l'inserimento in una comunità terapeutica.
Cosa succede se non c'è posto in una REMS?
La persona viene inserita in una lista d'attesa. La sentenza n. 22 del 2022 della Corte costituzionale riporta che al 31 luglio 2021 erano attive 36 REMS con 652 posti letto, di cui 596 occupati, e che le persone in lista d'attesa erano 750 secondo il DAP e 568 secondo la Conferenza delle Regioni, con un tempo medio di permanenza in lista di 304 giorni. La Corte ha dichiarato inammissibili le questioni sollevate, ma ha parlato di difetti sistemici, ha ritenuto necessaria una riforma complessiva e ha segnalato il rischio di una prolungata inerzia legislativa.
Nel frattempo la difesa ha due strade: chiedere al giudice o al magistrato di sorveglianza la sostituzione con la libertà vigilata terapeutica, dimostrando che un programma territoriale è disponibile, e, se la persona si trova in carcere in attesa del posto, sollevare la questione della detenzione senza titolo idoneo davanti al magistrato di sorveglianza. Sulle tutele durante la detenzione si veda la guida sui diritti del detenuto.
Chi decide la revoca e come si chiede?
Tempi
- La sentenza di proscioglimento o condanna applica la misura; l'esecuzione passa al magistrato di sorveglianza, che accerta la pericolosità attuale (art. 679, comma 1, c.p.p.).
- Il magistrato di sorveglianza sovraintende all'esecuzione (art. 679, comma 2) e decide sulle istanze dell'interessato o del difensore.
- Decorsa la durata minima, riesame obbligatorio della pericolosità (art. 208, comma 1, c.p.).
- In qualsiasi momento, riesame anticipato se vi sono ragioni per ritenere cessata la pericolosità (art. 208, comma 2).
- Raggiunto il limite massimo del comma 1-quater, la misura detentiva cessa.
L'istanza di revoca va sostenuta con relazioni cliniche della REMS e del servizio territoriale e con un progetto di presa in carico concreto. La giurisprudenza richiede fatti sopravvenuti e concludenti che dimostrino la cessazione della pericolosità (Cass. pen. n. 40801/2021, massima su Brocardi). Le questioni sul titolo esecutivo si affrontano con l'incidente di esecuzione.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
Una persona con un disturbo psicotico grave aggredisce un familiare e viene prosciolta per vizio totale di mente; il giudice dispone il ricovero in REMS, ma non c'è posto. La difesa chiede la sostituzione con la libertà vigilata, allegando la disponibilità del dipartimento di salute mentale a un programma residenziale in comunità e una relazione sull'adesione alle cure. Un esito possibile è la libertà vigilata con prescrizioni terapeutiche; in caso di rigetto, la difesa monitora il limite massimo di durata e chiede il riesame appena emergono elementi nuovi.
Errori da evitare
- Considerare il proscioglimento per vizio di mente una chiusura del caso: se c'è pericolosità sociale segue una misura di sicurezza (art. 203 c.p.).
- Presentare istanze di revoca senza un progetto terapeutico alternativo: senza cure garantite dal territorio la pericolosità difficilmente viene esclusa.
- Non calcolare il limite massimo del comma 1-quater: la misura detentiva non può superare la pena detentiva prevista per il reato.
- Trascurare l'accertamento dell'imputabilità in fase di indagini: la perizia psichiatrica è ammessa per le cause patologiche (art. 220 c.p.p.) e va chiesta subito.
Cosa fare se un familiare con problemi psichiatrici commette un reato?
Il primo passo è nominare un difensore e mettere a sua disposizione la documentazione clinica: diagnosi, ricoveri, terapie, contatti con il centro di salute mentale. Questi elementi servono a chiedere una perizia sulla capacità di intendere e di volere al momento del fatto e a costruire, fin dall'inizio, un'alternativa al ricovero. Il coinvolgimento del servizio territoriale è decisivo, perché la L. 81/2014 consente la REMS solo se ogni misura diversa non è idonea. Per i procedimenti a carico di minorenni valgono regole proprie, descritte nella scheda sull'istituto penale per minorenni; per i dubbi ricorrenti si vedano le domande frequenti sui detenuti.
Domande frequenti
Cosa sono le REMS e chi ci viene mandato?
Le REMS sono residenze a gestione esclusivamente sanitaria, con massimo 20 posti letto, introdotte dall'art. 3-ter del D.L. 211/2011. Vi va chi è prosciolto per vizio di mente o condannato a pena diminuita per vizio parziale ed è socialmente pericoloso, solo se ogni altra misura è inidonea (L. 81/2014).
Quanto tempo si può restare in una REMS?
Il codice prevede durate minime, per esempio 2 anni nel caso base dell'art. 222 c.p., dopo le quali si riesamina la pericolosità. Dal 2014 vale anche un limite massimo: le misure detentive non possono durare oltre la pena detentiva prevista per il reato (art. 1, comma 1-quater, D.L. 52/2014).
Che differenza c'è tra REMS e vecchi ospedali psichiatrici giudiziari?
Gli OPG erano istituti penitenziari; le REMS sono strutture sanitarie piccole, con vigilanza solo perimetrale esterna ove necessaria (Corte cost., sent. 22/2022). Il ricovero, prima automatico nei casi dell'art. 222 c.p., oggi è residuale e soggetto a un limite massimo di durata (L. 81/2014).
Quando una persona dichiarata incapace di intendere e di volere viene sottoposta a misura di sicurezza?
Quando ha commesso un fatto previsto come reato ed è socialmente pericolosa, cioè è probabile che commetta nuovi reati (art. 203 c.p.). La pericolosità si valuta sulle qualità soggettive della persona, e la sola mancanza di programmi terapeutici non basta, regola ritenuta legittima da Corte cost. 186/2015.
Cosa succede se non c'è posto in una REMS per una persona destinata al ricovero?
La persona entra in lista d'attesa. Al 31 luglio 2021 le persone in attesa erano 750 secondo il DAP, con 304 giorni medi di permanenza in lista (Corte cost., sent. 22/2022). La difesa può chiedere la sostituzione con la libertà vigilata terapeutica, dimostrando la disponibilità di un programma territoriale.
La libertà vigilata può sostituire il ricovero in REMS?
Sì. La Corte costituzionale (sent. 253/2003) ha consentito misure diverse dal ricovero e la L. 81/2014 impone di preferirle, salvo che ogni altra misura sia inidonea. La libertà vigilata dura almeno un anno e comporta prescrizioni idonee a evitare nuovi reati (art. 228 c.p.).
Chi decide la revoca della misura di sicurezza psichiatrica e come si chiede?
Decide il magistrato di sorveglianza, che sovraintende all'esecuzione e accerta la pericolosità (art. 679 c.p.p.). L'interessato o il difensore presentano istanza con relazioni cliniche e un progetto terapeutico; il riesame è obbligatorio a fine durata minima e possibile in ogni momento (art. 208 c.p.).
Cosa fare se un familiare con problemi psichiatrici commette un reato?
Occorre nominare subito un difensore e consegnargli la documentazione clinica, per chiedere una perizia sulla capacità di intendere e di volere (art. 220 c.p.p.) e coinvolgere il centro di salute mentale. La L. 81/2014 ammette la REMS solo se ogni misura diversa non è idonea.
Fonti
- Corte costituzionale, sentenza n. 22/2022 (REMS, liste d'attesa)
- Corte costituzionale, sentenza n. 186/2015 (art. 1, comma 1, lett. b, D.L. 52/2014)
- Corte costituzionale, sentenza n. 83/2017 (richiamo all'art. 1, comma 1-quater, D.L. 52/2014)
- Corte costituzionale, sentenza n. 253/2003 (art. 222 c.p.)
- Corte costituzionale, sentenza n. 367/2004 (art. 206 c.p.)
- Codice penale, art. 222 – Ricovero in un manicomio giudiziario, con note su D.L. 211/2011 e L. 81/2014 (Brocardi)
- Codice penale, art. 219 – Casa di cura e di custodia (Brocardi)
- Codice penale, artt. 203, 206, 207 e 208 (Brocardi)
- Codice penale, art. 228 – Libertà vigilata (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 679 – Misure di sicurezza (Brocardi)
- Codice penale, artt. 88 e 89 (Brocardi)
Approfondimenti
- Guida completa: Diritti del detenuto - arresto all'estero
- Istituto penale per minorenni: come funziona
- Liberazione condizionale: requisiti e domanda
- Ordine di esecuzione sospeso: i 30 giorni dell'art. 656
- Ubriachezza e reato: l'art. 92 e l'imputabilità
- Infanticidio art. 578: pena e attenuanti
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