Reati contro la pubblica amministrazione e la giustizia
Rifiuto e omissione di atti d'ufficio art. 328
In questa guida
- Cosa si intende per rifiuto di atti d'ufficio previsto dall'art. 328?
- Che differenza c'è tra rifiuto e omissione di atti d'ufficio?
- Un medico di guardia che non va a visitare un paziente commette rifiuto di atti d'ufficio?
- Come funziona la diffida ad adempiere nel reato di omissione di atti d'ufficio?
- Quali pene rischia un pubblico ufficiale per rifiuto di atti d'ufficio?
- Il silenzio di un ufficio pubblico su una richiesta è sempre omissione di atti d'ufficio?
- Un cittadino può denunciare un funzionario del Comune per omissione di atti d'ufficio?
- Come si difende un dipendente pubblico accusato di rifiuto di atti d'ufficio?
- Domande frequenti
- Fonti
L'art. 328 c.p. prevede due reati del pubblico ufficiale e dell'incaricato di pubblico servizio. Il primo comma punisce con la reclusione da 6 mesi a 2 anni il rifiuto indebito di un atto urgente per ragioni di giustizia, sicurezza, ordine pubblico o sanità. Il secondo punisce con la reclusione fino a 1 anno o la multa fino a 1.032 euro chi non risponde entro 30 giorni a una richiesta scritta.
In sintesi
- Comma 1: rifiuto di un atto indifferibile in 4 ambiti (giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico, igiene e sanità), reclusione da 6 mesi a 2 anni.
- Comma 2: omissione dell'atto e della risposta entro 30 giorni dalla ricezione di una richiesta scritta, reclusione fino a 1 anno o multa fino a 1.032 euro.
- Il comma 2 richiede una vera diffida scritta di chi ha interesse; i semplici solleciti non bastano (Cass. Sez. VI, n. 40174/2024).
- Per il medico di guardia conta l'indifferibilità della visita, valutata sulle condizioni del paziente (Cass. Sez. VI, n. 29911/2023).
- Il reato è procedibile d'ufficio: chiunque può presentare denuncia (art. 333 c.p.p.).
- La diminuzione per particolare tenuità dell'art. 323-bis non si applica all'art. 328.
Cosa si intende per rifiuto di atti d'ufficio previsto dall'art. 328?
È il delitto del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio che, di fronte a un atto dovuto e urgente, lo rifiuta senza giustificazione. Il primo comma individua quattro ambiti: ragioni di giustizia, di sicurezza pubblica, di ordine pubblico, di igiene e sanità. Fuori da questi ambiti il rifiuto, anche ingiustificato, non integra il primo comma, ma può rilevare il secondo.
Gli elementi sono tre:
- un atto dell'ufficio di competenza di chi lo rifiuta: se l'agente non è competente, manca il presupposto (Cass. Sez. VI, n. 4526/2025, in relazione al secondo comma);
- l'indifferibilità dell'atto, cioè il dovere di compierlo «senza ritardo»;
- il rifiuto indebito, anche implicito, come l'inerzia che si protrae nonostante formali sollecitazioni (Cass. Sez. VI, n. 16483/2022).
L'urgenza deve risultare dalla natura dell'atto. La Cassazione (Sez. VI, n. 15642/2024) ha escluso il reato per il consulente tecnico che non aveva depositato la consulenza nel termine fissato dal giudice, termine ordinatorio e senza urgenza ravvisabile nel tipo di accertamento.
La norma — art. 328 c.p. (testo vigente, Brocardi)
«Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l'atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a euro 1.032. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa.»
Che differenza c'è tra rifiuto e omissione di atti d'ufficio?
Il rifiuto (comma 1) riguarda atti urgenti in settori sensibili e si realizza anche senza richiesta formale: basta che l'atto debba essere compiuto e l'agente vi si sottragga. L'omissione (comma 2) riguarda tutti gli altri atti e richiede un meccanismo preciso: una richiesta scritta, il decorso di 30 giorni dalla ricezione e la doppia inerzia, cioè né l'atto né una risposta che spieghi il ritardo.
| Aspetto | Rifiuto (comma 1) | Omissione (comma 2) |
|---|---|---|
| Atti interessati | Atti indifferibili per giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico, igiene e sanità | Ogni altro atto dell'ufficio |
| Richiesta del privato | Non necessaria | Necessaria, in forma scritta, da chi ha interesse |
| Termine | Nessun termine fisso: conta l'urgenza | 30 giorni dalla ricezione della richiesta |
| Condotta punita | Rifiuto indebito, anche implicito | Mancato compimento dell'atto e mancata risposta sulle ragioni del ritardo |
| Pena | Reclusione da 6 mesi a 2 anni | Reclusione fino a 1 anno o multa fino a 1.032 euro |
Nel comma 2 la risposta che espone le ragioni del ritardo esclude il reato, anche se l'atto non viene compiuto. Il legislatore punisce l'opacità dell'amministrazione, non ogni ritardo.
Un medico di guardia che non va a visitare un paziente commette rifiuto di atti d'ufficio?
Può commetterlo, se la visita era indifferibile. Il medico di continuità assistenziale o del pronto soccorso è in genere incaricato di pubblico servizio o pubblico ufficiale, e la tutela della salute rientra nell'ambito «igiene e sanità» del primo comma. La valutazione dipende dalle condizioni concrete del paziente, non dalla scelta del medico in sé.
| Decisione | Situazione | Esito |
|---|---|---|
| Sez. VI, n. 29911/2023 | Guardia medica richiesta per paziente terminale in cure palliative, diagnosi solo telefonica | Reato configurabile quando l'intervento è improcrastinabile per le condizioni del paziente |
| Sez. VI, n. 24722/2024 | Medico di base che non si reca al domicilio in situazione urgente | Reato escluso: il medico di base non ha il dovere giuridico di visita domiciliare urgente |
| Sez. VI, n. 3429/2024 | Medico di medicina generale che non prescrive il test molecolare con sintomi Covid inequivoci | Reato configurabile ai sensi del primo comma |
| Sez. VI, n. 582/2024 | Collaboratore scolastico che rifiuta cure igieniche urgenti a un minore disabile | Reato configurabile ai sensi del primo comma |
La difesa del sanitario ruota sulla ricostruzione di cosa era noto al momento della chiamata: sintomi riferiti, registrazioni della centrale, indicazioni fornite e protocolli aziendali. Quando il fatto riguarda invece la mancata segnalazione all'autorità di un possibile reato, l'istituto di riferimento è l'omissione di referto dell'art. 365.
Come funziona la diffida ad adempiere nel reato di omissione di atti d'ufficio?
La diffida è la richiesta scritta prevista dal secondo comma. Deve provenire da chi ha interesse all'atto, essere indirizzata all'ufficio competente e sollecitare il compimento dell'atto. Il termine di 30 giorni decorre dalla ricezione, per cui conviene un mezzo che ne dia prova (PEC o raccomandata con avviso di ricevimento).
Tempi
- Giorno 0: ricezione della richiesta scritta da parte dell'ufficio competente.
- Entro il giorno 30: l'ufficio deve compiere l'atto oppure rispondere esponendo le ragioni del ritardo.
- Dal giorno 31, in assenza di entrambi: può configurarsi l'omissione del secondo comma.
- Da quel momento: il privato può presentare denuncia; resta distinta la tutela amministrativa contro il silenzio.
Secondo Cass. Sez. VI, n. 40174/2024, senza una formale diffida il secondo comma non è integrato, e non la sostituiscono i meri solleciti (nel caso, del giudice a un curatore fallimentare). La Sez. VI, n. 7668/2023, ha precisato che il reato riguarda chi è competente per l'atto finale o per atti autonomamente rilevanti, e che l'esistenza di rimedi come il ricorso contro il silenzio-inadempimento (art. 31 D.Lgs. 104/2010) non esclude la configurabilità del reato.
Quali pene rischia un pubblico ufficiale per rifiuto di atti d'ufficio?
Per il rifiuto la reclusione da 6 mesi a 2 anni; per l'omissione la reclusione fino a 1 anno o, in alternativa, la multa fino a 1.032 euro. Sono pene che consentono, in astratto, la sospensione del procedimento con messa alla prova (art. 168-bis c.p., massimo edittale non superiore a 4 anni) e la non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p., minimo non superiore a 2 anni), da valutare sul caso concreto. Non si applica invece la diminuzione dell'art. 323-bis, che non include l'art. 328 nel suo elenco.
Il dolo è generico, ma deve coprire la consapevolezza di rifiutare un atto dovuto. La Sez. VI, n. 4526/2025, ha escluso il dolo del secondo comma in presenza di un contrasto qualificato sull'interpretazione della norma amministrativa che fonda la competenza. Una disorganizzazione dell'ufficio, invece, non esclude di per sé il dolo se l'omissione resta consapevole (Sez. VI, n. 9906/2024). Per i profili che riguardano gli amministratori eletti si veda la pagina sui reati di sindaci e amministratori locali.
Il silenzio di un ufficio pubblico su una richiesta è sempre omissione di atti d'ufficio?
No. Il silenzio integra il secondo comma solo se ricorrono insieme quattro condizioni: una richiesta scritta di chi ha un interesse qualificato, un atto di competenza dell'ufficio destinatario, il decorso di 30 giorni dalla ricezione e l'assenza di qualsiasi risposta sulle ragioni del ritardo. Una risposta interlocutoria che spiega il ritardo esclude il reato. Anche la richiesta di un atto non dovuto, o rivolta all'ufficio sbagliato, non basta.
Il rifiuto del primo comma, invece, può realizzarsi con il silenzio anche senza diffida, quando l'atto è urgente: l'inerzia che si protrae oltre il tempo utile equivale a rifiuto implicito. Il reato si consuma al momento del ritardo ingiustificabile, ma la situazione antigiuridica perdura finché permane l'interesse al compimento dell'atto (Cass. Sez. VI, n. 49116/2022).
Un cittadino può denunciare un funzionario del Comune per omissione di atti d'ufficio?
Sì. Il reato è procedibile d'ufficio, e l'art. 333 c.p.p. consente a ogni persona che ha notizia di un reato perseguibile d'ufficio di presentare denuncia, oralmente o per iscritto, al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria. Nella denuncia è utile allegare la richiesta scritta, la prova della ricezione e l'assenza di risposta. Una denuncia anonima non è utilizzabile come prova: sul punto si veda la pagina sul valore della denuncia anonima.
Come si difende un dipendente pubblico accusato di rifiuto di atti d'ufficio?
La difesa verifica uno per uno gli elementi della fattispecie:
- competenza: l'atto era davvero di spettanza dell'indagato o di un altro ufficio;
- urgenza: per il primo comma, l'atto doveva essere compiuto «senza ritardo» secondo parametri oggettivi;
- richiesta: per il secondo comma, esisteva una richiesta scritta, ricevuta, di un soggetto interessato;
- risposta: l'ufficio ha comunicato, anche in modo interlocutorio, le ragioni del ritardo;
- dolo: carichi di lavoro, incertezze interpretative e direttive ricevute incidono sulla consapevolezza.
Al procedimento penale può affiancarsi quello disciplinare. Per le regole generali su indagini, interrogatorio e riti si rinvia alla sezione procedura penale; per i reati vicini del pubblico ufficiale, come l'omessa denuncia dell'art. 361, all'hub reati contro la pubblica amministrazione.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
Un privato chiede per iscritto all'ufficio tecnico di un Comune il rilascio di un certificato. Dopo 40 giorni senza risposta presenta denuncia contro il responsabile del servizio. Dagli atti emerge che, al giorno 20, l'ufficio aveva inviato una PEC in cui spiegava di attendere un parere di un altro ente.
La linea difensiva si fonda sul testo del secondo comma: la risposta che espone le ragioni del ritardo esclude il reato, anche se l'atto non è stato ancora rilasciato. L'esito possibile è la richiesta di archiviazione, a condizione che la PEC risulti consegnata e riferibile alla pratica.
Errori da evitare
- Per il privato: sollecitare per telefono o con richieste generiche. Senza una richiesta scritta con prova di ricezione, il secondo comma non si applica.
- Per il funzionario: lasciare senza risposta una diffida su una pratica non definibile. Una risposta motivata entro 30 giorni evita il reato.
- Per il sanitario: non annotare i contenuti della chiamata. Senza traccia di sintomi riferiti e indicazioni date, è difficile dimostrare che la visita non era indifferibile.
- Per l'ente: compiere l'atto tardivamente e ritenere chiusa la vicenda. Il reato già consumato resta; il compimento successivo pesa sulla pena e sulla tenuità.
Domande frequenti
Cosa si intende per rifiuto di atti d'ufficio previsto dall'art. 328?
È il delitto del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio che rifiuta indebitamente un atto urgente per ragioni di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico o igiene e sanità. L'art. 328, primo comma, c.p. lo punisce con la reclusione da 6 mesi a 2 anni, anche quando il rifiuto è implicito.
Che differenza c'è tra rifiuto e omissione di atti d'ufficio?
Il rifiuto (art. 328, comma 1, c.p.) riguarda atti urgenti in quattro settori e non richiede una domanda del privato. L'omissione (comma 2) riguarda gli altri atti: scatta se, entro 30 giorni da una richiesta scritta, l'ufficio non compie l'atto e non spiega il ritardo. Pena: fino a 1 anno o multa.
Un medico di guardia che non va a visitare un paziente commette rifiuto di atti d'ufficio?
Può commetterlo se la visita era indifferibile per le condizioni del paziente. La Cassazione (Sez. VI, n. 29911/2023) ha ritenuto il reato per la guardia medica che si era limitata a una diagnosi telefonica su un paziente terminale. Per il medico di base la Sez. VI, n. 24722/2024, ha escluso l'obbligo di visita domiciliare urgente.
Come funziona la diffida ad adempiere nel reato di omissione di atti d'ufficio?
È la richiesta scritta di chi ha interesse all'atto, prevista dall'art. 328, secondo comma, c.p. Dalla ricezione decorrono 30 giorni: se l'ufficio non compie l'atto né risponde spiegando il ritardo, il reato è configurabile. Per Cass. Sez. VI, n. 40174/2024, i meri solleciti non equivalgono a una diffida formale.
Quali pene rischia un pubblico ufficiale per rifiuto di atti d'ufficio?
Per il rifiuto di un atto urgente l'art. 328 c.p. prevede la reclusione da 6 mesi a 2 anni; per l'omissione dopo richiesta scritta, la reclusione fino a 1 anno o la multa fino a 1.032 euro. Le pene consentono in astratto messa alla prova e particolare tenuità, da valutare nel caso concreto.
Un cittadino può denunciare un funzionario del comune per omissione di atti d'ufficio?
Sì. Il reato è procedibile d'ufficio e l'art. 333 c.p.p. consente a chiunque abbia notizia di un reato perseguibile d'ufficio di presentare denuncia al pubblico ministero o alla polizia giudiziaria. Conviene allegare la richiesta scritta, la prova della ricezione e la documentazione della mancata risposta entro 30 giorni.
Il silenzio di un ufficio pubblico su una richiesta è sempre omissione di atti d'ufficio?
No. Ai sensi dell'art. 328, secondo comma, c.p. servono una richiesta scritta di chi ha interesse, un atto di competenza dell'ufficio, 30 giorni dalla ricezione e l'assenza sia dell'atto sia di una risposta sulle ragioni del ritardo. Una risposta interlocutoria motivata esclude il reato.
Come si difende un dipendente pubblico accusato di rifiuto di atti d'ufficio?
Si verificano competenza sull'atto, urgenza oggettiva, esistenza e ricezione della richiesta scritta, eventuali risposte inviate e dolo. Per Cass. Sez. VI, n. 4526/2025, un contrasto qualificato sulla norma che fonda la competenza può escludere il dolo del secondo comma dell'art. 328 c.p.
Fonti
Approfondimenti
- Omessa denuncia del pubblico ufficiale art. 361
- Sindaci e amministratori locali: i reati più contestati
- Omissione di referto art. 365: il medico e l'obbligo
- Certificati medici falsi: reato del medico e del paziente
- Denuncia anonima: che valore ha nel processo
- Tutte le guide: Reati contro la pubblica amministrazione e la giustizia
