Reati d'impresa, societari e sicurezza sul lavoro
RSPP e preposto: la responsabilità penale dopo un infortunio
In questa guida
- L'RSPP risponde penalmente di un infortunio sul lavoro?
- Che differenza c'è tra datore di lavoro, preposto e RSPP?
- Cosa rischia il preposto dopo un incidente mortale in cantiere?
- Il preposto deve fermare un lavoratore che non usa i dispositivi di protezione?
- Un RSPP esterno può essere condannato per lesioni colpose?
- Cosa fare se si riceve un avviso di garanzia come RSPP?
- Quali documenti servono per difendersi dall'accusa di omicidio colposo sul lavoro?
- La nomina a preposto senza formazione esclude la responsabilità?
- Domande frequenti
- Fonti
Dopo un infortunio l'RSPP risponde di omicidio o lesioni colpose solo se il danno deriva da un rischio che doveva individuare e segnalare: il D.Lgs. 81/2008 non prevede contravvenzioni proprie a suo carico. Il preposto ha invece obblighi diretti di vigilanza (art. 19), sanzionati dall'art. 56 con l'arresto fino a 2 mesi o l'ammenda da 400 a 1.200 euro, e può concorrere nell'omicidio colposo, punito da 2 a 7 anni.
In sintesi
- L'RSPP è designato dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione (art. 2, comma 1, lett. f, D.Lgs. 81/2008).
- Gli artt. 55-60 prevedono sanzioni per datore, dirigente, preposto, progettisti, medico competente e lavoratori, non per l'RSPP.
- Secondo Cass. pen., Sez. IV, n. 24822/2021, l'RSPP può rispondere, anche in concorso con il datore, dell'infortunio riconducibile a una situazione pericolosa che doveva conoscere e segnalare.
- Il preposto deve interrompere l'attività del lavoratore che persiste nell'inosservanza e, se necessario, fermare temporaneamente l'attività in caso di pericolo (art. 19, lett. a e f-bis).
- Omicidio colposo con violazione delle norme antinfortunistiche: reclusione da 2 a 7 anni (art. 589, comma 2, c.p.); lesioni gravissime: da 1 a 3 anni (art. 590, comma 3).
- La formazione del preposto deve svolgersi interamente in presenza ed essere ripetuta almeno ogni 2 anni (art. 37, comma 7-ter).
L'RSPP risponde penalmente di un infortunio sul lavoro?
Può risponderne, ma non come garante principale. L'RSPP è un consulente tecnico del datore di lavoro: l'art. 2, comma 1, lett. f), lo definisce come la persona in possesso dei requisiti dell'art. 32 «designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi». L'art. 33 elenca i compiti del servizio: individuare i fattori di rischio, valutare i rischi e indicare le misure; elaborare le misure preventive e protettive e i sistemi di controllo; elaborare le procedure di sicurezza; proporre i programmi di formazione; partecipare alle consultazioni e alla riunione periodica; fornire informazioni ai lavoratori. L'art. 33, comma 3, precisa che il servizio «è utilizzato dal datore di lavoro».
L'RSPP non ha poteri decisionali né di spesa. Per questo il capo IV del Titolo I, che contiene le contravvenzioni (artt. 55-60), non prevede sanzioni a suo carico. La sua responsabilità penale nasce solo quando l'infortunio integra un reato di evento, cioè omicidio colposo (art. 589 c.p.) o lesioni colpose (art. 590 c.p.), e il suo errore tecnico ha contribuito a causarlo.
La giurisprudenza massimata segue questa linea. Cass. pen., Sez. IV, n. 24822/2021 afferma che l'RSPP può essere ritenuto responsabile, anche in concorso con il datore, «ogni qual volta» l'infortunio sia riconducibile a una situazione pericolosa che egli aveva l'obbligo di conoscere e segnalare, presumendosi che alla segnalazione avrebbe fatto seguito l'intervento del datore. Cass. pen., Sez. III, n. 37383/2021 precisa che l'RSPP non è tenuto a controllare che il datore attui le misure indicate e risponde, ai sensi dell'art. 40, comma 2, c.p., solo se ha omesso di elaborare le misure preventive o i sistemi di controllo.
Che differenza c'è tra datore di lavoro, preposto e RSPP?
| Figura | Definizione (art. 2 D.Lgs. 81/2008) | Obblighi principali | Contravvenzioni proprie |
|---|---|---|---|
| Datore di lavoro | Lett. b): titolare del rapporto o responsabile dell'organizzazione con poteri decisionali e di spesa | Artt. 17 e 18: DVR, nomina RSPP, misure, formazione | Art. 55 (es. arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.792,06 a 7.147,67 euro per DVR e RSPP) |
| Dirigente | Lett. d): attua le direttive del datore organizzando e vigilando | Art. 18, secondo attribuzioni e competenze | Art. 55 |
| Preposto | Lett. e): sovrintende all'attività, garantisce l'attuazione delle direttive, controlla l'esecuzione | Art. 19: vigilanza, interruzione dell'attività, segnalazioni | Art. 56: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 400 a 1.200 euro; arresto fino a 1 mese o ammenda da 223,36 a 893,46 euro |
| RSPP | Lett. f): designato dal datore, a cui risponde, per coordinare il servizio | Art. 33: valutazione tecnica, proposte, procedure | Nessuna |
In tutti i casi opera l'art. 299: la posizione di garanzia di datore, dirigente e preposto grava anche su chi, «pur sprovvisto di regolare investitura», ne esercita in concreto i poteri. La Cassazione applica il principio di effettività: è garante chi di fatto esercita i poteri del datore, del dirigente o del preposto, indipendentemente dalla funzione nell'organigramma (Cass. pen., Sez. IV, n. 13525/2024; Sez. IV, n. 31863/2019). Il trasferimento formale di obblighi del datore passa invece dalla delega di funzioni dell'art. 16.
Cosa rischia il preposto dopo un incidente mortale in cantiere?
Il preposto rischia due contestazioni distinte. La prima è la contravvenzione dell'art. 56 per la violazione degli obblighi dell'art. 19, che resta anche se l'evento non si fosse verificato. La seconda, più grave, è il concorso nell'omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche, punito con la reclusione da 2 a 7 anni (art. 589, comma 2, c.p.).
La contestazione ruota quasi sempre sulla vigilanza: il preposto era presente? Aveva visto la lavorazione pericolosa? Aveva i poteri per fermarla? Il D.L. 146/2021, convertito dalla L. 215/2021, ha rafforzato questi obblighi, introducendo nell'art. 19 il dovere di interrompere l'attività del lavoratore e la nuova lett. f-bis). Nei cantieri la posizione del preposto dell'impresa esecutrice si intreccia con quella di altri soggetti, come descritto nella pagina su direttore dei lavori e progettista.
La norma — art. 19, comma 1, lett. a) e f-bis), D.Lgs. 81/2008 (testo vigente, sintesi da Brocardi)
Il preposto deve vigilare sull'osservanza, da parte dei lavoratori, degli obblighi di legge e delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza, intervenendo per modificare il comportamento non conforme e, «in caso di mancata attuazione delle disposizioni impartite o di persistenza dell'inosservanza, interrompere l'attività del lavoratore e informare i superiori diretti» (lett. a). In caso di rilevazione di deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e di ogni condizione di pericolo rilevata durante la vigilanza, deve «se necessario, interrompere temporaneamente l'attività» (lett. f-bis).
Il preposto deve fermare un lavoratore che non usa i dispositivi di protezione?
Sì. L'art. 19, comma 1, lett. a), gli impone prima di intervenire per correggere il comportamento e poi, se l'inosservanza persiste, di interrompere l'attività del lavoratore e informare i superiori diretti. Non basta un richiamo verbale ripetuto: la norma chiede un'azione progressiva che arrivi all'interruzione. Il preposto deve inoltre segnalare tempestivamente al datore o al dirigente le deficienze di mezzi, attrezzature e dispositivi di protezione (lett. f).
La violazione della lett. a) è punita dall'art. 56, comma 1, lett. a), con l'arresto fino a 2 mesi o l'ammenda da 400 a 1.200 euro. Se il lavoratore privo di protezione si infortuna, al preposto può essere contestato anche il reato di evento. Il datore di lavoro deve individuare il preposto o i preposti (art. 18, comma 1, lett. b-bis): in mancanza è punito dall'art. 55, comma 5, lett. d), con l'arresto da 2 a 4 mesi o l'ammenda da 1.500 a 6.000 euro.
| Obbligo | Art. 19, comma 1 | Sanzione (art. 56) |
|---|---|---|
| Vigilare, correggere e, se l'inosservanza persiste, interrompere l'attività del lavoratore | Lett. a) | Arresto fino a 2 mesi o ammenda da 400 a 1.200 euro |
| Far accedere alle zone a rischio grave solo lavoratori istruiti | Lett. b) | Arresto fino a 1 mese o ammenda da 223,36 a 893,46 euro |
| Richiedere l'osservanza delle misure in emergenza | Lett. c) | Arresto fino a 2 mesi o ammenda da 400 a 1.200 euro |
| Informare i lavoratori esposti a pericolo grave e immediato | Lett. d) | Arresto fino a 1 mese o ammenda da 223,36 a 893,46 euro |
| Non far riprendere il lavoro se persiste un pericolo grave | Lett. e) | Arresto fino a 2 mesi o ammenda da 400 a 1.200 euro |
| Segnalare deficienze di mezzi e DPI; interrompere l'attività se necessario | Lett. f) e f-bis) | Arresto fino a 2 mesi o ammenda da 400 a 1.200 euro |
| Frequentare la formazione dell'art. 37 | Lett. g) | Arresto fino a 1 mese o ammenda da 223,36 a 893,46 euro |
Un RSPP esterno può essere condannato per lesioni colpose?
Sì, alle stesse condizioni dell'RSPP interno. L'art. 31, comma 1, consente al datore di organizzare il servizio all'interno dell'azienda o di incaricare «persone o servizi esterni», e la definizione del servizio (art. 2, comma 1, lett. l) comprende persone e mezzi «esterni o interni». Il rapporto contrattuale non cambia la natura dei compiti dell'art. 33: se l'RSPP esterno omette di individuare un rischio che doveva conoscere, può concorrere nelle lesioni o nell'omicidio colposo.
L'art. 31, comma 5, precisa che il datore che ricorre a servizi esterni «non è per questo esonerato dalla propria responsabilità in materia». L'esternalizzazione non sposta il baricentro della responsabilità, che resta sul datore di lavoro. Le lesioni gravi o gravissime da infortunio sul lavoro sono procedibili d'ufficio (art. 590, ultimo comma, c.p.).
Cosa fare se si riceve un avviso di garanzia come RSPP?
La fase iniziale è decisiva, perché le prove tecniche si formano subito dopo l'evento.
Tempi
- Subito dopo l'infortunio: sequestro dei luoghi o del macchinario e primi accertamenti degli organi di vigilanza; sul punto si veda la pagina sul cantiere sotto sequestro dopo un infortunio.
- Avviso per accertamenti tecnici non ripetibili: il PM avvisa senza ritardo indagato, persona offesa e difensori del conferimento dell'incarico e della facoltà di nominare consulenti (art. 360, comma 1, c.p.p.).
- Conferimento dell'incarico: difensori e consulenti hanno diritto di assistere, partecipare agli accertamenti e formulare osservazioni e riserve (art. 360, comma 3); prima del conferimento l'indagato può riservarsi di promuovere incidente probatorio (comma 4).
- Raccolta della documentazione difensiva e valutazione della posizione rispetto a quella del datore e del preposto.
Il consulente tecnico di parte va nominato prima dell'accertamento, non dopo: un accertamento irripetibile compiuto senza contraddittorio tecnico è difficile da contestare in seguito.
Quali documenti servono per difendersi dall'accusa di omicidio colposo sul lavoro?
- DVR, con la data certa o le sottoscrizioni previste dall'art. 28, comma 2, e le sue revisioni: dimostra se il rischio era stato individuato e quali misure erano indicate.
- Segnalazioni scritte dell'RSPP o del preposto al datore o al dirigente: per l'RSPP sono la prova dell'adempimento del dovere di segnalare; per il preposto dell'obbligo della lett. f).
- Verbali della riunione periodica e procedure di sicurezza elaborate dal servizio (art. 33).
- Attestati di formazione di lavoratori e preposti e registri di consegna dei DPI.
- Atti di nomina di RSPP e preposti e organigramma della sicurezza, per ricostruire chi aveva quali poteri.
Per l'impresa si aggiunge il modello organizzativo dell'art. 30, perché nello stesso procedimento la società può rispondere ai sensi dell'art. 25-septies D.Lgs. 231/2001. Il quadro complessivo è nella sezione reati d'impresa e sicurezza sul lavoro.
La nomina a preposto senza formazione esclude la responsabilità?
No, di regola non la esclude. La posizione del preposto dipende dalle funzioni svolte: l'art. 2, comma 1, lett. e), lo definisce in base a ciò che fa (sovrintende, garantisce l'attuazione delle direttive, controlla), e l'art. 299 estende la posizione di garanzia a chi esercita di fatto quei poteri. Chi coordina concretamente una squadra resta garante anche se non è stato formato.
La mancata formazione pesa però sul datore di lavoro, che deve assicurare a dirigenti e preposti «un'adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico» (art. 37, comma 7), svolti interamente in presenza e ripetuti almeno ogni 2 anni per i preposti (comma 7-ter). La difesa del preposto può valorizzare la carenza formativa per discutere la prevedibilità del rischio nel caso concreto, ma non per negare la qualifica.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
In un magazzino un carrellista investe un collega in una corsia senza segnaletica. La procura indaga il datore di lavoro, il capo turno come preposto e l'RSPP esterno. Il DVR non considerava il rischio di interferenza tra carrelli e pedoni.
La difesa dell'RSPP produce una e-mail di due anni prima con cui aveva proposto al datore la separazione dei percorsi, senza ricevere risposta: è la prova che il rischio era stato segnalato, secondo la linea di Cass. Sez. IV n. 24822/2021. La difesa del capo turno deve confrontarsi con le testimonianze sulle corse ad alta velocità tollerate. L'esito possibile è diverso per ciascuno: la posizione dell'RSPP si alleggerisce, quella del datore, che non aveva aggiornato il DVR, resta centrale.
Errori da evitare
- Per l'RSPP, segnalare i rischi solo a voce: senza traccia scritta non si prova l'adempimento del dovere di segnalazione.
- Per il preposto, limitarsi a richiami verbali ripetuti: l'art. 19, lett. a), impone di interrompere l'attività se l'inosservanza persiste.
- Nominare il consulente tecnico dopo l'accertamento irripetibile: si perde la possibilità di partecipare e formulare riserve (art. 360 c.p.p.).
- Credere che l'assenza di un atto formale di nomina escluda la responsabilità: l'art. 299 attribuisce la posizione di garanzia a chi esercita di fatto i poteri.
- Presentare difese comuni con il datore di lavoro: le posizioni di RSPP, preposto e datore sono spesso in conflitto.
Domande frequenti
L'RSPP risponde penalmente di un infortunio sul lavoro?
Sì, ma solo se il danno deriva da un rischio che doveva conoscere e segnalare: lo afferma Cass. pen., Sez. IV, n. 24822/2021. Il D.Lgs. 81/2008 non prevede contravvenzioni proprie a carico dell'RSPP, che risponde quindi solo di omicidio o lesioni colpose, anche in concorso con il datore di lavoro.
Cosa rischia il preposto dopo un incidente mortale in cantiere?
Rischia la contravvenzione dell'art. 56 del D.Lgs. 81/2008 per la violazione degli obblighi dell'art. 19, con arresto fino a 2 mesi o ammenda da 400 a 1.200 euro, e il concorso nell'omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche, punito dall'art. 589, comma 2, c.p. con la reclusione da 2 a 7 anni.
Che differenza c'è tra la responsabilità del datore di lavoro, del preposto e dell'RSPP?
Il datore ha poteri decisionali e di spesa e obblighi propri, sanzionati dall'art. 55 del D.Lgs. 81/2008. Il preposto sovrintende e vigila sui lavoratori, con sanzioni proprie all'art. 56. L'RSPP è un consulente tecnico del datore, senza sanzioni proprie, che risponde solo se il suo errore contribuisce all'infortunio.
Il preposto deve fermare un lavoratore che non usa i dispositivi di protezione?
Sì. L'art. 19, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 81/2008 impone al preposto di intervenire per correggere il comportamento e, se l'inosservanza persiste, di interrompere l'attività del lavoratore e informare i superiori diretti. La violazione è punita con l'arresto fino a 2 mesi o l'ammenda da 400 a 1.200 euro.
Cosa fare se si riceve un avviso di garanzia come RSPP dopo un infortunio?
Occorre nominare subito un difensore e un consulente tecnico, perché gli accertamenti tecnici non ripetibili dell'art. 360 c.p.p. si svolgono con avviso all'indagato, che può partecipare e formulare riserve. Vanno poi raccolti DVR, segnalazioni scritte al datore, procedure e verbali delle riunioni periodiche del servizio di prevenzione.
Un RSPP esterno all'azienda può essere condannato per lesioni colpose?
Sì, alle stesse condizioni dell'RSPP interno: l'art. 31 del D.Lgs. 81/2008 consente di affidare il servizio a persone esterne, ma i compiti dell'art. 33 restano gli stessi. Il comma 5 precisa che il datore che ricorre a servizi esterni non è esonerato dalla propria responsabilità. Le lesioni gravi sul lavoro sono procedibili d'ufficio.
Quali documenti servono per difendersi dall'accusa di omicidio colposo sul lavoro?
Servono il documento di valutazione dei rischi con data certa (art. 28 D.Lgs. 81/2008) e le sue revisioni, le segnalazioni scritte al datore, le procedure e i verbali delle riunioni periodiche, gli attestati di formazione, i registri di consegna dei DPI, gli atti di nomina di RSPP e preposti e il modello organizzativo dell'art. 30.
La nomina a preposto senza formazione adeguata esclude la responsabilità penale?
Di regola no: la qualifica di preposto dipende dalle funzioni svolte, secondo l'art. 2, lettera e), e l'art. 299 del D.Lgs. 81/2008. La mancata formazione è però una violazione del datore di lavoro, che deve formare i preposti in presenza almeno ogni due anni ai sensi dell'art. 37, commi 7 e 7-ter.
Fonti
- D.Lgs. 81/2008, art. 2 – Definizioni (Brocardi)
- D.Lgs. 81/2008, art. 19 – Obblighi del preposto (Brocardi)
- D.Lgs. 81/2008, art. 31 – Servizio di prevenzione e protezione (Brocardi)
- D.Lgs. 81/2008, art. 33 – Compiti del servizio di prevenzione e protezione (Brocardi)
- D.Lgs. 81/2008, art. 37 – Formazione (Brocardi)
- D.Lgs. 81/2008, art. 56 – Sanzioni per il preposto (Brocardi)
- D.Lgs. 81/2008, Titolo I, Capo IV – Sanzioni, artt. 55-61 (Brocardi)
- D.Lgs. 81/2008, art. 299 – Esercizio di fatto di poteri direttivi (Brocardi)
- Codice penale, art. 589 – Omicidio colposo (Brocardi, massime Cass. nn. 24822/2021 e 37383/2021)
- Codice penale, art. 590 – Lesioni personali colpose (Brocardi, massime Cass. Sez. IV nn. 13525/2024 e 31863/2019)
- Codice di procedura penale, art. 360 – Accertamenti tecnici non ripetibili (Brocardi)
Approfondimenti
- Delega di funzioni sulla sicurezza: art. 16 D.Lgs. 81/2008
- Direttore dei lavori e progettista: responsabilità penale
- Cantiere o impianto sotto sequestro dopo un infortunio
- Incidente sugli sci o in montagna: omicidio colposo
- Lavoratori italiani in trasferta indagati all'estero
- Tutte le guide: Reati d'impresa, societari e sicurezza sul lavoro
