Crypto, DeFi e reati informatici
Sequestro e confisca di criptovalute: wallet e seed phrase
In questa guida
- Come si sequestrano le criptovalute custodite in un wallet?
- Che differenza c'è tra sequestro preventivo e confisca?
- Cosa succede alle criptovalute durante il processo?
- Le criptovalute sequestrate si possono vendere prima della fine del processo?
- Si possono sequestrare criptovalute su un exchange estero?
- Come si ottiene la restituzione delle criptovalute sequestrate?
- Cosa fare se viene sequestrato un hardware wallet?
- Domande frequenti
- Fonti
Le criptovalute si sequestrano spostandole su un wallet controllato dall'autorità giudiziaria, con le chiavi private trovate durante la perquisizione, oppure ordinando all'exchange di bloccarle. Il sequestro preventivo (art. 321 c.p.p.) si impugna con il riesame entro 10 giorni (art. 324 c.p.p.); la confisca, anche per equivalente, arriva con la condanna.
In sintesi
- Il sequestro probatorio (art. 253 c.p.p.) serve alla prova; il preventivo (art. 321 c.p.p.) blocca beni pericolosi o destinati alla confisca.
- Il sequestro d'urgenza del PM o della polizia giudiziaria perde efficacia senza convalida del giudice entro 10 giorni dalla richiesta (art. 321, comma 3-ter).
- Contro il decreto di sequestro si propone riesame entro 10 giorni dall'esecuzione o dalla conoscenza (art. 324 c.p.p.).
- Per i reati informatici e la truffa online dell'art. 640, comma 2, n. 2-ter la confisca è obbligatoria, anche per equivalente (art. 240, comma 2, n. 1-bis c.p.).
- Nell'UE i provvedimenti di congelamento si riconoscono in via d'urgenza in 48 ore (Reg. UE 2018/1805).
- Nel 2026 uno schema di decreto legislativo (Atto del Governo n. 431) prevede la custodia delle cripto-attività sequestrate presso il Fondo unico giustizia.
Come si sequestrano le criptovalute custodite in un wallet?
Le cripto-attività non sono in un dispositivo: sono registrate sulla blockchain e controllate da chi possiede la chiave privata. Sequestrarle significa quindi togliere all'indagato la possibilità di spostarle. Le modalità dipendono da dove si trovano.
- Wallet custodial su un exchange: il provvedimento è notificato al prestatore di servizi, che blocca il conto o trasferisce i fondi su un indirizzo indicato dall'autorità.
- Wallet non custodial (software o hardware): la polizia giudiziaria, durante la perquisizione, cerca la seed phrase o la chiave privata e trasferisce i fondi su un wallet controllato dall'autorità, documentando le transazioni con il loro hash.
- Token su smart contract: in alcuni casi l'emittente può congelare gli indirizzi; la comunicazione all'emittente è prevista anche dallo schema di decreto del 2026.
La perquisizione informatica è regolata dall'art. 247, comma 1-bis, c.p.p., che impone misure tecniche dirette ad assicurare la conservazione dei dati originali e impedirne l'alterazione. Se la chiave non si trova, il sequestro può colpire altri beni per un valore equivalente, dove la legge prevede la confisca per equivalente. Il tema dell'obbligo di fornire la seed phrase è trattato nella pagina consegnare la seed phrase agli inquirenti.
| Misura | Norma | Scopo | Chi la dispone | Rimedio |
|---|---|---|---|---|
| Sequestro probatorio | Art. 253 c.p.p. | Acquisire corpo del reato e cose pertinenti per l'accertamento | Autorità giudiziaria (anche il PM) | Riesame; richiesta di restituzione |
| Sequestro preventivo impeditivo | Art. 321, c. 1 c.p.p. | Evitare che la disponibilità del bene aggravi o protragga il reato | Giudice, su richiesta del PM | Riesame (art. 324); revoca |
| Sequestro preventivo finalizzato alla confisca | Art. 321, c. 2 c.p.p. | Preservare i beni confiscabili, anche per equivalente | Giudice, su richiesta del PM | Riesame (art. 324); revoca |
| Confisca | Artt. 240, 322-ter, 648-quater c.p. | Ablazione definitiva di profitto, prodotto o prezzo | Giudice con la condanna | Impugnazione della sentenza; incidente di esecuzione |
Che differenza c'è tra sequestro preventivo e confisca?
Il sequestro è provvisorio: congela le cripto-attività durante il procedimento e si basa su indizi. La confisca è definitiva: le trasferisce allo Stato con la sentenza di condanna o di patteggiamento. Il sequestro preventivo del comma 2 dell'art. 321 c.p.p. anticipa la confisca e ne segue i limiti: se per quel reato non è prevista la confisca per equivalente, si possono vincolare solo le cripto-attività che sono profitto diretto del reato, non altri beni dello stesso valore.
La confisca per equivalente è prevista, fra l'altro, per il riciclaggio e l'autoriciclaggio (art. 648-quater c.p.), per i reati informatici elencati nell'art. 240, comma 2, n. 1-bis c.p., per la frode informatica e per la truffa commessa a distanza con strumenti che ostacolano l'identificazione (art. 640, comma 2, n. 2-ter). Per la truffa semplice ai danni di un privato non è prevista: il dato conta quando si contesta l'importo del sequestro.
La norma — art. 321, commi 1 e 2, c.p.p. (testo vigente, Brocardi)
«Quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico ministero il giudice competente a pronunciarsi nel merito ne dispone il sequestro con decreto motivato. Prima dell'esercizio dell'azione penale provvede il giudice per le indagini preliminari. Il giudice può altresì disporre il sequestro delle cose di cui è consentita la confisca.»
Cosa succede alle criptovalute durante il processo?
Restano vincolate fino alla revoca del sequestro o alla sentenza. Dopo la sentenza non più impugnabile vanno restituite a chi ne ha diritto, salvo che sia disposta la confisca (art. 262, comma 4, c.p.p.). Il problema pratico è la volatilità: un sequestro che dura anni può ridurre o aumentare di molto il valore dei beni vincolati.
La legge vigente a settembre 2026 non contiene una disciplina dedicata alla custodia delle cripto-attività. L'Atto del Governo n. 431, schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2024/1260 approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 14 luglio 2026, prevede di modificare l'art. 104 delle norme di attuazione del c.p.p.: il sequestro preventivo si eseguirebbe con il trasferimento delle cripto-attività al Fondo unico giustizia insieme agli strumenti di accesso, comprese le chiavi private, e con comunicazione al prestatore di servizi e all'emittente. Lo schema istituisce anche un servizio di gestione dei portafogli presso il FUG. Fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale queste regole non sono in vigore.
Le criptovalute sequestrate si possono vendere prima della fine del processo?
Nel codice di rito la norma generale di riferimento è l'art. 260, comma 3, c.p.p., che consente all'autorità giudiziaria di ordinare l'alienazione delle cose sequestrate «che possono alterarsi». Se questa nozione comprenda un bene digitale soggetto a forti oscillazioni di prezzo è un punto discusso, e la difesa può opporsi a una vendita che cristallizzi il valore in un momento sfavorevole. Lo schema di decreto del 2026 introduce meccanismi di vendita anticipata dei beni sequestrati prima della confisca definitiva; i dettagli per le cripto-attività andranno verificati sul testo definitivo.
Si possono sequestrare criptovalute su un exchange estero?
Sì, con gli strumenti di cooperazione giudiziaria. Se l'exchange ha sede in un altro Stato UE, la procura trasmette un provvedimento di congelamento ai sensi del Regolamento (UE) 2018/1805, applicabile dal 19 dicembre 2020: nei casi urgenti lo Stato che lo riceve ha 48 ore per riconoscerlo e 48 per eseguirlo; per il riconoscimento di un ordine di confisca i giorni sono 45. Il meccanismo è descritto nella pagina sulla confisca riconosciuta nell'UE. Fuori dall'Unione servono rogatorie o la collaborazione volontaria dell'exchange, con tempi più lunghi; su come la procura ottiene i dati dei clienti si veda la pagina sulle indagini su exchange esteri.
Come si ottiene la restituzione delle criptovalute sequestrate?
Le strade sono tre. La prima è il riesame (artt. 322 e 324 c.p.p.) contro il decreto di sequestro, da presentare entro 10 giorni dall'esecuzione o dalla conoscenza: si contestano presupposti, proporzionalità e quantificazione. La seconda è la richiesta di restituzione quando le esigenze di prova sono venute meno (art. 262, comma 1): nelle indagini decide il PM con decreto motivato, contro cui si propone opposizione al giudice (art. 263, commi 4 e 5). La terza è la richiesta di revoca del sequestro preventivo al mutare delle condizioni (art. 321, comma 3). Il terzo estraneo al reato, per esempio il cliente dell'exchange i cui fondi sono finiti nel vincolo, deve documentare la titolarità con estratti del conto e tracciamento on-chain. Le regole generali su riesame e impugnazioni sono nella sezione procedura penale.
Tempi
- Sequestro d'urgenza: verbale e richiesta di convalida seguono termini di 48 ore (art. 321, comma 3-bis).
- Convalida: il sequestro perde efficacia se il giudice non la emette entro 10 giorni dalla richiesta (art. 321, comma 3-ter).
- Riesame: richiesta entro 10 giorni dall'esecuzione o dalla conoscenza del sequestro (art. 324, comma 1).
- Congelamento UE urgente: 48 ore per il riconoscimento e 48 per l'esecuzione (Reg. UE 2018/1805).
- Restituzione definitiva: dopo la sentenza irrevocabile, salvo confisca (art. 262, comma 4).
Cosa fare se viene sequestrato un hardware wallet?
Il dispositivo è una cosa sequestrabile ai sensi dell'art. 253 c.p.p., ma senza PIN e seed phrase non dà accesso ai fondi. Occorre farsi consegnare copia del verbale e del decreto, controllare se è stato sequestrato anche il supporto con la seed phrase e se i fondi sono stati trasferiti (in tal caso il verbale deve indicare indirizzi e hash). Non bisogna mai muovere le cripto-attività da un altro dispositivo con la copia della seed phrase: se i fondi sono sotto sequestro si rischia il reato dell'art. 334 c.p., descritto nella pagina sulla sottrazione di beni sotto sequestro, oltre a nuove contestazioni di riciclaggio. Il quadro dei reati crypto è nell'hub crypto, DeFi e reati informatici.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
In un'indagine per truffa online a danno di privati, il GIP dispone il sequestro preventivo per equivalente di cripto-attività per il valore dell'intero profitto contestato. La polizia giudiziaria trasferisce su un wallet della procura i fondi presenti su un hardware wallet dell'indagato, comprese somme accumulate anni prima dei fatti.
La difesa propone riesame: contesta l'aggravante del n. 2-ter (i messaggi alle vittime erano inviati da un numero intestato all'indagato, quindi senza ostacolo all'identificazione), da cui dipende la possibilità della confisca per equivalente, e documenta on-chain la provenienza lecita dei fondi più risalenti. Un esito possibile è la riduzione del sequestro al solo profitto diretto tracciato.
Errori da evitare
- Lasciar passare i 10 giorni per il riesame in attesa di «chiarire con il PM»: il termine decorre dall'esecuzione o dalla conoscenza e non si recupera.
- Spostare i fondi con una copia della seed phrase dopo il sequestro: si aggiunge l'art. 334 c.p. e si compromette ogni richiesta di restituzione.
- Non chiedere il verbale con hash e indirizzi di destinazione: senza quei dati non si può verificare cosa è stato trasferito e dove.
- Non documentare la provenienza lecita dei fondi con estratti exchange e tracciamento on-chain: è la prova decisiva per limitare un sequestro per equivalente.
- Dare per applicabili le regole dello schema di decreto del 2026 prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Domande frequenti
Come fa la polizia a sequestrare le criptovalute custodite in un wallet?
Se sono su un exchange, il provvedimento è notificato al prestatore, che blocca il conto o trasferisce i fondi a un indirizzo dell'autorità. Se sono in un wallet personale, la polizia giudiziaria cerca seed phrase o chiave privata durante la perquisizione (art. 247, comma 1-bis, c.p.p.) e trasferisce i fondi su un wallet dell'autorità.
Cosa succede alle criptovalute sequestrate durante il processo penale?
Restano vincolate fino alla revoca del sequestro o alla sentenza definitiva, dopo la quale vanno restituite a chi ne ha diritto salvo confisca (art. 262, comma 4, c.p.p.). A settembre 2026 non esiste una disciplina dedicata alla loro custodia: lo schema di decreto legislativo del 2026 prevede il trasferimento al Fondo unico giustizia.
Si possono sequestrare criptovalute depositate su un exchange estero?
Sì. Se l'exchange ha sede nell'UE, la procura trasmette un provvedimento di congelamento ai sensi del Regolamento (UE) 2018/1805: nei casi urgenti lo Stato ricevente ha 48 ore per riconoscerlo e 48 per eseguirlo. Per gli exchange extra-UE servono rogatorie o la collaborazione volontaria del prestatore, con tempi più lunghi.
Come si ottiene la restituzione di criptovalute sequestrate?
Con il riesame entro 10 giorni dall'esecuzione o dalla conoscenza del sequestro (art. 324 c.p.p.), con la richiesta di restituzione quando non servono più alla prova (art. 262 c.p.p.), con opposizione al giudice contro il rigetto del PM (art. 263) o con la richiesta di revoca del sequestro preventivo.
Che differenza c'è tra sequestro preventivo e confisca delle criptovalute?
Il sequestro preventivo (art. 321 c.p.p.) è una misura provvisoria che congela le cripto-attività durante il procedimento sulla base di indizi. La confisca è definitiva e le trasferisce allo Stato con la condanna o il patteggiamento. Per equivalente è prevista solo per alcuni reati, fra cui riciclaggio, autoriciclaggio e truffa online aggravata.
Cosa fare se viene sequestrato un hardware wallet durante una perquisizione?
Farsi consegnare decreto e verbale, verificare se è stata sequestrata anche la seed phrase e se i fondi sono stati trasferiti, con indirizzi e hash. Valutare il riesame entro 10 giorni (art. 324 c.p.p.). Non spostare mai i fondi con una copia della seed phrase: si rischia la sottrazione di cose sequestrate (art. 334 c.p.).
Le criptovalute sequestrate possono essere vendute prima della fine del processo?
La norma generale di riferimento è l'art. 260, comma 3, c.p.p., che consente di alienare le cose sequestrate che possono alterarsi; la sua applicazione alle cripto-attività è discussa. Lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare il 14 luglio 2026 introduce la vendita anticipata, ma non è ancora in vigore.
Fonti
- Codice di procedura penale, art. 321 - Sequestro preventivo (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 324 - Riesame (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 253 - Sequestro probatorio (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 260 (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 262 (Brocardi)
- Codice di procedura penale, art. 263 (Brocardi)
- Codice penale, art. 240 - Confisca (Brocardi)
- Codice penale, art. 640-quater (Brocardi)
- Camera dei deputati, dossier sull'Atto del Governo n. 431 (attuazione direttiva UE 2024/1260)
- ItaliaOggi, Nuove regole per il sequestro delle cripto-attività in Italia (15.7.2026)
- EUR-Lex, sintesi del Regolamento (UE) 2018/1805
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