Crypto, DeFi e reati informatici
SIM swap e furto di criptovalute: reati e difesa
In questa guida
- Che cos'è il SIM swap e come viene usato per rubare criptovalute?
- Quali reati commette chi ruba criptovalute tramite SIM swap?
- L'operatore telefonico è responsabile se un truffatore ottiene un duplicato della SIM?
- Un addetto di un negozio di telefonia che attiva SIM con documenti falsi rischia un'accusa penale?
- Cosa fare subito dopo aver perso criptovalute per un SIM swap?
- Si possono recuperare le criptovalute rubate con un SIM swap?
- Chi è accusato di SIM swap può essere processato in Italia se le vittime sono all'estero?
- Domande frequenti
- Fonti
Chi ruba criptovalute con un SIM swap risponde anzitutto di frode informatica aggravata dal furto o dall'indebito utilizzo dell'identità digitale (art. 640-ter, comma 3, c.p.): reclusione da 2 a 6 anni e multa da 600 a 3.000 euro, con procedibilità d'ufficio. Possono concorrere l'accesso abusivo agli account (art. 615-ter c.p.) e la sostituzione di persona (art. 494 c.p.).
In sintesi
- Il SIM swap consiste nell'ottenere un duplicato della SIM della vittima per ricevere i codici di verifica via SMS e accedere a e-mail, exchange e wallet.
- La frode informatica commessa con furto di identità digitale è punita con la reclusione da 2 a 6 anni ed è procedibile d'ufficio.
- L'addetto di un punto vendita che attiva SIM con documenti falsi può rispondere in concorso nei reati e subire sanzioni privacy: in un caso del 2024 il Garante ha irrogato 150.000 euro a un rivenditore.
- Dal 15 novembre 2022 la delibera AGCOM 86/21/CIR impone agli operatori verifica dell'identità, conferma via SMS o chiamata e possibilità di bloccare il cambio SIM.
- Per i pagamenti bancari non autorizzati il cliente può chiedere il rimborso entro 13 mesi dall'addebito (D.Lgs. 11/2010); per le cripto sottratte su un exchange valgono il contratto e le regole di custodia.
- Se l'autore agisce dall'Italia, la giurisdizione italiana sussiste anche con vittime all'estero (art. 6 c.p.).
Che cos'è il SIM swap e come viene usato per rubare criptovalute?
Banca d'Italia definisce il SIM swap come «un particolare furto di identità del cliente» finalizzato a operare con le sue credenziali. Lo schema tipico ha quattro fasi: raccolta dei dati personali della vittima (phishing, data breach, social network); richiesta all'operatore o a un rivenditore di una SIM sostitutiva, spesso con documenti contraffatti o con la complicità di un addetto; ricezione dei codici inviati via SMS per il recupero delle password e l'autenticazione a due fattori; accesso agli account e trasferimento dei fondi.
Con le cripto-attività il danno è immediato: una volta entrato nell'account dell'exchange o nella casella di posta che custodisce le chiavi di backup, l'autore trasferisce i fondi verso indirizzi propri e li sposta rapidamente tra più wallet. Il primo segnale per la vittima è la perdita improvvisa di campo sul telefono, spesso di notte o nel fine settimana. Per il quadro delle altre condotte illecite con le cripto si rinvia alla sezione crypto e reati informatici.
Quali reati commette chi ruba criptovalute tramite SIM swap?
Il SIM swap è una sequenza di condotte, ciascuna con una propria rilevanza penale.
| Fase | Reato | Pena | Procedibilità |
|---|---|---|---|
| Richiesta del duplicato presentandosi come la vittima | Sostituzione di persona (art. 494 c.p.) | Reclusione fino a 1 anno | D'ufficio |
| Accesso a e-mail, home banking o exchange protetti da password | Accesso abusivo (art. 615-ter c.p.) | Reclusione fino a 3 anni nell'ipotesi base | Querela nell'ipotesi base |
| Trasferimento delle cripto usando le credenziali della vittima | Frode informatica con furto o indebito utilizzo dell'identità digitale (art. 640-ter, comma 3, c.p.) | Reclusione da 2 a 6 anni, multa da 600 a 3.000 euro | D'ufficio |
| Ricezione e conversione dei fondi da parte di terzi | Riciclaggio (art. 648-bis c.p.) o ricettazione (art. 648 c.p.) | Da 4 a 12 anni (riciclaggio); da 2 a 8 anni (ricettazione) | D'ufficio |
La norma — art. 640-ter, commi 3 e 4, c.p. (Brocardi)
«La pena è della reclusione da due a sei anni e della multa da euro 600 a euro 3.000 se il fatto è commesso con furto o indebito utilizzo dell'identità digitale in danno di uno o più soggetti.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze di cui al secondo e terzo comma o la circostanza prevista dall'articolo 61, primo comma, numero 5, limitatamente all'aver approfittato di circostanze di persona, anche in riferimento all'età.»
Il comma 3 è la qualificazione centrale: il SIM swap serve proprio a impossessarsi dell'identità digitale della vittima (numero di telefono, credenziali, codici OTP). Poiché si procede d'ufficio, la remissione della querela o un accordo risarcitorio non chiudono il procedimento. La struttura della norma è illustrata nella pagina sulla frode informatica dell'art. 640-ter.
L'operatore telefonico è responsabile se un truffatore ottiene un duplicato della SIM?
Non sul piano penale, salvo il coinvolgimento consapevole di singoli addetti. La questione riguarda la responsabilità civile e regolamentare. La delibera AGCOM 86/21/CIR, pubblicata il 27 luglio 2021 e operativa dal 15 novembre 2022, impone per il cambio SIM e la portabilità:
- l'identificazione del cliente con documento d'identità e codice fiscale;
- la validazione della richiesta tramite SMS o chiamata vocale registrata con richiesta di conferma;
- l'informazione al cliente in ogni fase della procedura;
- una modalità semplice per interrompere la procedura se il cliente la disconosce.
Se l'operatore o il rivenditore non ha rispettato questi passaggi, la vittima può far valere l'inadempimento in sede civile, oltre a segnalare il caso ad AGCOM e, per il trattamento dei dati, al Garante privacy. La prova del nesso tra la violazione e la perdita delle cripto è il punto su cui si concentrano le contestazioni: l'operatore sostiene di regola che la sottrazione è stata resa possibile anche da credenziali già compromesse.
Un addetto di un negozio di telefonia che attiva SIM con documenti falsi rischia un'accusa penale?
Sì, se ha agito consapevolmente. L'addetto che accetta un documento palesemente contraffatto dietro compenso, o che attiva duplicati su richiesta di terzi senza la presenza del titolare, può rispondere in concorso (art. 110 c.p.) nella frode informatica aggravata e nella sostituzione di persona. Se invece è stato a sua volta ingannato da un documento ben falsificato, manca il dolo: la sua posizione riguarda al più il rispetto delle procedure aziendali.
Il profilo privacy è autonomo. Con il provvedimento del 22 febbraio 2024 il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato con 150.000 euro una società che gestiva due punti vendita di un operatore per l'attivazione illecita di 931 SIM con dati di clienti ignari. La difesa dell'addetto indagato lavora su registri di attivazione, procedure seguite, eventuali pressioni commerciali e flussi di denaro: la presenza di compensi non spiegati è l'indizio che l'accusa valorizza di più.
Cosa fare subito dopo aver perso criptovalute per un SIM swap?
La rapidità conta perché i fondi vengono spostati in poche ore. Banca d'Italia raccomanda di contattare subito l'operatore per bloccare la sostituzione e la banca per bloccare il conto.
Tempi
- Subito: chiamare l'operatore dal telefono di un'altra persona e chiedere il blocco della SIM duplicata e il ripristino della linea.
- Subito dopo: bloccare gli account dell'exchange e cambiare le password di e-mail e servizi collegati, eliminando l'autenticazione via SMS.
- Appena possibile: presentare denuncia alla Polizia Postale o alla Procura, allegando gli hash delle transazioni e gli indirizzi di destinazione.
- Entro 13 mesi dall'addebito: disconoscere presso la banca i pagamenti in euro non autorizzati (D.Lgs. 11/2010); il rimborso è dovuto entro la giornata operativa successiva, salvo dolo o colpa grave del cliente.
- Entro 3 mesi dalla notizia del fatto: presentare querela per i reati che la richiedono (art. 124 c.p.), come l'accesso abusivo nell'ipotesi base.
Per le cripto-attività custodite da un exchange, la tutela dipende dal contratto e dalle regole MiCAR sulla custodia; le cripto in un wallet non custodito non hanno un intermediario a cui chiedere il rimborso.
| Soggetto | Richiesta | Utilità |
|---|---|---|
| Operatore telefonico | Blocco del duplicato, registro della procedura di cambio SIM | Interrompe la ricezione dei codici e documenta eventuali violazioni della delibera AGCOM |
| Exchange | Blocco dell'account, log di accesso, indirizzi IP, indirizzi di prelievo | Consente di fermare altri prelievi e di ricostruire il percorso dei fondi |
| Banca | Blocco del conto e disconoscimento dei pagamenti in euro | Avvia il rimborso previsto dal D.Lgs. 11/2010 |
| Polizia Postale o Procura | Denuncia con documentazione tecnica | Permette richieste urgenti agli exchange e agli emittenti di stablecoin |
Si possono recuperare le criptovalute rubate con un SIM swap?
A volte, in parte. Il recupero è possibile quando i fondi raggiungono un exchange che identifica i clienti o quando sono convertiti in stablecoin il cui emittente può congelarle: in questi casi la Procura può disporre un sequestro, secondo le regole descritte nella pagina sul sequestro e la confisca di criptovalute. Dopo la condanna, i beni confiscati o sequestrati possono essere restituiti alla persona offesa, che può anche costituirsi parte civile per il risarcimento.
Quando i fondi finiscono in mixer o in wallet non custoditi il recupero diventa difficile. In questa fase le vittime sono spesso contattate da sedicenti società di recupero che chiedono un anticipo: si tratta di una seconda truffa, descritta nella pagina sulla recovery scam dei falsi recuperatori.
Chi è accusato di SIM swap può essere processato in Italia se le vittime sono all'estero?
Sì, se ha agito dall'Italia. L'art. 6 c.p. considera il reato commesso nel territorio dello Stato quando l'azione o l'omissione vi è avvenuta «in tutto o in parte», oppure vi si è verificato l'evento. Chi dall'Italia richiede i duplicati, accede agli account o riceve i fondi su wallet gestiti in Italia può essere processato qui anche se le vittime risiedono altrove.
Se il cittadino italiano ha agito interamente all'estero, si applica l'art. 9 c.p.: per i delitti con reclusione non inferiore nel minimo a 3 anni si procede se si trova in Italia; per quelli con pena minima inferiore, come la frode informatica del comma 3 (minimo 2 anni), serve la richiesta del Ministro della giustizia oppure l'istanza o la querela della persona offesa. Lo Stato delle vittime può anche chiedere la consegna. I criteri sono approfonditi nella pagina sul reato commesso all'estero e processo in Italia.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
Una notte il telefono di un investitore perde il segnale. Al mattino scopre che la password dell'e-mail è stata cambiata e che dal suo account su un exchange europeo sono state prelevate cripto verso tre indirizzi. Gli investigatori accertano che il duplicato della SIM è stato attivato in un punto vendita con una carta d'identità contraffatta; l'addetto viene indagato in concorso.
La difesa dell'addetto acquisisce il registro delle attivazioni, le procedure del punto vendita e i movimenti del suo conto: se non emergono compensi né altre attivazioni anomale, può sostenere di essere stato ingannato da un documento credibile. Per la vittima, la documentazione della procedura seguita dall'operatore diventa la base della richiesta risarcitoria in sede civile.
Errori da evitare
- Aspettare giorni prima di bloccare exchange e SIM: i fondi vengono frazionati e spostati, e le possibilità di sequestro si riducono.
- Presentare una denuncia senza hash delle transazioni e indirizzi di destinazione: la Procura non può chiedere blocchi urgenti mirati.
- Pagare società che promettono il recupero garantendo risultati: è lo schema della seconda truffa.
- Per l'indagato, rendere dichiarazioni sui propri rapporti con i clienti senza aver esaminato registri e procedure: le incongruenze diventano indizi di dolo.
Domande frequenti
Che cos'è il SIM swap e come viene usato per rubare criptovalute?
È la sostituzione fraudolenta della SIM della vittima con un duplicato controllato dal truffatore, che così riceve i codici via SMS e accede a e-mail, exchange e wallet. Banca d'Italia lo definisce un particolare furto di identità del cliente; con le cripto il danno è immediato perché i fondi vengono trasferiti in poche ore.
Quali reati commette chi ruba criptovalute tramite SIM swap?
Il reato principale è la frode informatica con furto o indebito utilizzo dell'identità digitale (art. 640-ter, comma 3, c.p.), punita con la reclusione da 2 a 6 anni e procedibile d'ufficio. Possono concorrere la sostituzione di persona (art. 494 c.p.), l'accesso abusivo agli account (art. 615-ter c.p.) e, per chi incassa, il riciclaggio.
L'operatore telefonico è responsabile se un truffatore ottiene un duplicato della SIM?
Non penalmente, salvo il coinvolgimento consapevole di un addetto. Può esserlo sul piano civile se non ha rispettato la delibera AGCOM 86/21/CIR, operativa dal 15 novembre 2022, che impone identificazione con documento e codice fiscale, conferma via SMS o chiamata registrata e un modo semplice per bloccare la procedura.
Cosa fare subito dopo aver perso criptovalute per un SIM swap?
Bloccare subito la SIM duplicata chiamando l'operatore, bloccare gli account dell'exchange e cambiare le password eliminando l'autenticazione via SMS. Poi denunciare alla Polizia Postale o alla Procura con hash delle transazioni e indirizzi di destinazione. I pagamenti bancari non autorizzati vanno disconosciuti entro 13 mesi dall'addebito (D.Lgs. 11/2010).
Un addetto di un negozio di telefonia che attiva SIM con documenti falsi rischia un'accusa penale?
Sì, se ha agito sapendo del falso: può rispondere in concorso (art. 110 c.p.) nella frode informatica aggravata e nella sostituzione di persona. Se è stato ingannato da un documento credibile manca il dolo. Esiste anche il profilo privacy: nel 2024 il Garante ha sanzionato con 150.000 euro un rivenditore per 931 SIM attivate illecitamente.
Si possono recuperare le criptovalute rubate con un SIM swap?
In parte, quando i fondi raggiungono exchange che identificano i clienti o stablecoin congelabili dall'emittente: la Procura può allora disporre un sequestro, e la persona offesa può ottenere restituzione e risarcimento costituendosi parte civile. Se i fondi passano in mixer o wallet non custoditi il recupero è difficile; diffidare di chi chiede anticipi per recuperarli.
Chi è accusato di SIM swap può essere processato in Italia se le vittime sono all'estero?
Sì, se ha agito in tutto o in parte dall'Italia: l'art. 6 c.p. radica la giurisdizione italiana dove avviene l'azione o l'evento. Se il cittadino ha agito solo all'estero, per la frode informatica aggravata, con minimo di 2 anni, serve la richiesta del Ministro della giustizia o l'istanza o querela della vittima (art. 9 c.p.).
Fonti
- Codice penale, art. 640-ter – Frode informatica (Brocardi)
- Codice penale, art. 615-ter – Accesso abusivo a un sistema informatico (Brocardi, testo modificato dalla L. 90/2024)
- Codice penale, art. 494 – Sostituzione di persona (Brocardi)
- Codice penale, art. 648-bis – Riciclaggio (Brocardi)
- Codice penale, art. 648 – Ricettazione (Brocardi)
- Codice penale, art. 6 – Reati commessi nel territorio dello Stato (Brocardi)
- Codice penale, art. 9 – Delitto comune del cittadino all'estero (Brocardi)
- Codice penale, art. 124 – Termine per proporre la querela (Brocardi)
- Banca d'Italia, L'economia per tutti – La truffa SIM swap
- Banca d'Italia, L'economia per tutti – Operazioni di pagamento non autorizzate (D.Lgs. 11/2010)
- Cybersecurity360 – Delibera AGCOM 86/21/CIR sul cambio SIM e la portabilità (in vigore dal 15.11.2022)
- Garante privacy – Provvedimento del 22 febbraio 2024 [doc. web 10007895] su un punto vendita di telefonia
Approfondimenti
- Recovery scam: la truffa dei falsi recuperatori di fondi
- Exploit di uno smart contract: sfruttare un bug è reato?
- Truffa con voce clonata dall'IA: CEO fraud e deepfake vocale
- Frode informatica art. 640-ter: pene e difesa
- Truffa sugli affitti brevi: reato e difesa
- Tutte le guide: Crypto, DeFi e reati informatici
