Crypto, DeFi e reati informatici
Web scraping: quando raccogliere dati diventa reato
In questa guida
- Il web scraping è legale in Italia?
- Quando raccogliere dati da un sito diventa accesso abusivo?
- Aggirare un captcha o un login per estrarre dati cosa comporta?
- Fare scraping di dati personali da LinkedIn o dai social è reato?
- Usare un bot per estrarre dati può essere trattamento illecito di dati personali?
- Il web scraping di prezzi dei concorrenti può portare a una denuncia?
- Che differenza c'è tra violazione dei termini d'uso e reato?
- Cosa fare se si riceve una diffida per aver fatto scraping di un sito?
- Domande frequenti
- Fonti
Il web scraping non è di per sé reato in Italia: raccogliere in modo automatizzato dati pubblicati liberamente è lecito se non si superano misure di sicurezza e si rispettano le regole su dati personali e banche dati. Diventa reato quando aggira login o protezioni (accesso abusivo, art. 615-ter c.p., fino a 3 anni) o estrae archivi di dati personali su larga scala con mezzi fraudolenti (art. 167-ter Codice privacy, da 1 a 4 anni).
In sintesi
- Nessuna norma italiana vieta in generale lo scraping: il rischio penale nasce dal modo in cui i dati vengono raccolti e da che cosa se ne fa.
- Superare un login o altre misure di sicurezza per estrarre dati può integrare l'accesso abusivo, punito fino a 3 anni (art. 615-ter c.p.).
- Acquisire con mezzi fraudolenti un archivio di dati personali trattati su larga scala è punito da 1 a 4 anni (art. 167-ter D.Lgs. 196/2003).
- Estrarre una banca dati protetta per trarne profitto è punito da 6 mesi a 3 anni (art. 171-bis, comma 2, L. 633/1941).
- Dal 10 ottobre 2025 l'estrazione di testi e dati in violazione degli artt. 70-ter e 70-quater L. 633/1941, anche tramite IA, è punita con la multa da 51 a 2.065 euro.
- La sola violazione dei termini d'uso di un sito è, di regola, un inadempimento civile, non un reato.
Il web scraping è legale in Italia?
Lo scraping è una tecnica, non una condotta tipizzata dal codice penale. La sua liceità dipende da tre variabili: il modo di accesso ai dati (pagine pubbliche o aree protette), la natura dei dati (personali o no, protetti da diritti di proprietà intellettuale o no) e l'uso successivo (ricerca, confronto prezzi, marketing, addestramento di modelli di intelligenza artificiale).
Il Garante per la protezione dei dati personali, nel provvedimento n. 329 del 20 maggio 2024 sullo scraping finalizzato all'addestramento dell'IA generativa, non ha qualificato la tecnica come lecita o illecita in sé: ha ricordato che restano fermi, per chi raccoglie dati personali, tutti gli obblighi del Regolamento (UE) 2016/679, a partire da quello di individuare una idonea base giuridica. Il provvedimento suggerisce ai gestori dei siti misure tecniche di contrasto, senza trasformarle in obblighi.
Quando raccogliere dati da un sito diventa accesso abusivo?
L'art. 615-ter c.p. punisce chi «abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo». Due elementi sono decisivi: la presenza di misure di sicurezza e la volontà contraria del titolare.
Le pagine accessibili a chiunque senza autenticazione, di regola, non sono protette da misure di sicurezza nel senso della norma: raccoglierle automaticamente non integra l'accesso abusivo. La situazione cambia quando il bot entra in aree riservate (con credenziali proprie usate oltre i limiti, con credenziali altrui, aggirando un'autenticazione). Le Sezioni Unite, sentenza n. 4694 del 27 ottobre 2011 (Casani), hanno affermato che commette il reato anche chi è abilitato ma accede o si mantiene nel sistema «violando le condizioni ed i limiti risultanti dal complesso delle prescrizioni impartite dal titolare del sistema per delimitarne oggettivamente l'accesso».
La pena base è la reclusione fino a 3 anni, con procedibilità a querela; se dall'accesso deriva l'interruzione o il danneggiamento del sistema la pena va da 2 a 10 anni e si procede d'ufficio.
La norma — art. 167-ter, comma 1, D.Lgs. 196/2003 (testo vigente, Brocardi)
«Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine trarne profitto per sé o altri ovvero di arrecare danno, acquisisce con mezzi fraudolenti un archivio automatizzato o una parte sostanziale di esso contenente dati personali oggetto di trattamento su larga scala è punito con la reclusione da uno a quattro anni.»
Aggirare un captcha o un login per estrarre dati cosa comporta?
Captcha, sistemi di autenticazione e limiti di accesso sono indizi di una volontà del titolare di escludere l'accesso automatizzato e possono essere qualificati come misure di sicurezza. Aggirarli espone a tre contestazioni:
- accesso abusivo (art. 615-ter c.p.), se il bot entra in un'area protetta o vi permane contro la volontà del titolare;
- acquisizione fraudolenta di dati personali su larga scala (art. 167-ter Codice privacy, da 1 a 4 anni), se l'aggiramento serve a estrarre un archivio o una sua parte sostanziale con fine di profitto o di danno;
- danneggiamento di sistemi (art. 635-quater c.p., da 2 a 6 anni), se il volume di richieste ostacola gravemente il funzionamento del sito; il tema è approfondito nella pagina sull'attacco DDoS.
L'aggiramento delle protezioni è anche l'elemento che, in un giudizio, distingue più nettamente la raccolta tollerata da quella contro la volontà del titolare.
Fare scraping di dati personali da LinkedIn o dai social è reato?
La raccolta di profili pubblici non è, di per sé, reato, ma è quasi sempre un trattamento di dati personali soggetto al Regolamento (UE) 2016/679: richiede una base giuridica, un'informativa e il rispetto dei principi di minimizzazione e limitazione della finalità. La violazione di queste regole comporta, in primo luogo, sanzioni amministrative del Garante.
Il profilo penale emerge in ipotesi specifiche. L'art. 167, comma 1, del Codice privacy punisce con la reclusione da 6 mesi a 1 anno e 6 mesi chi, per profitto o per arrecare danno, viola le regole sulle comunicazioni elettroniche indesiderate (tra cui l'art. 130) arrecando nocumento all'interessato: è il caso tipico di indirizzi email raccolti dai profili e usati per invii commerciali non consentiti. L'art. 167-ter colpisce l'acquisizione fraudolenta di archivi su larga scala. Il quadro completo è nella pagina sul trattamento illecito di dati personali.
Usare un bot per estrarre dati può essere trattamento illecito di dati personali?
| Condotta | Norma | Pena |
|---|---|---|
| Bot che entra in aree protette o permane contro la volontà del titolare | Art. 615-ter c.p. | Reclusione fino a 3 anni; da 2 a 10 se aggravato |
| Acquisizione fraudolenta di un archivio di dati personali su larga scala | Art. 167-ter D.Lgs. 196/2003 | Reclusione da 1 a 4 anni |
| Uso dei contatti raccolti per comunicazioni indesiderate con nocumento | Art. 167, comma 1, D.Lgs. 196/2003 | Reclusione da 6 mesi a 1 anno e 6 mesi |
| Estrazione o reimpiego di una banca dati protetta per trarne profitto | Art. 171-bis, comma 2, L. 633/1941 | Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa |
| Estrazione di testi e dati da opere in violazione degli artt. 70-ter e 70-quater, anche con IA | Art. 171, comma 1, lett. a-ter), L. 633/1941 | Multa da 51 a 2.065 euro |
| Volume di richieste che ostacola gravemente il funzionamento del sito | Art. 635-quater c.p. | Reclusione da 2 a 6 anni |
La L. 23 settembre 2025, n. 132 sull'intelligenza artificiale ha introdotto l'art. 70-septies della legge sul diritto d'autore: le riproduzioni ed estrazioni da opere contenute in reti o banche dati a cui si ha legittimamente accesso, finalizzate all'estrazione di testo e dati tramite modelli e sistemi di IA, sono consentite nei limiti degli artt. 70-ter e 70-quater. Fuori da quei limiti (ad esempio quando il titolare ha riservato i diritti) scatta la lettera a-ter dell'art. 171. Sull'uso di sistemi di IA come aggravante si veda la pagina sulla nuova aggravante dell'intelligenza artificiale.
Il web scraping di prezzi dei concorrenti può portare a una denuncia?
I prezzi pubblicati su pagine accessibili a tutti non sono dati personali e, singolarmente, non sono opere protette. Il monitoraggio automatizzato dei listini dei concorrenti, se non aggira protezioni e non sovraccarica il sito, di regola non integra reati. Il rischio penale concreto riguarda tre situazioni: l'estrazione sistematica di una parte sostanziale di una banca dati protetta per riutilizzarla a fini di profitto (art. 171-bis, comma 2, L. 633/1941), l'aggiramento di aree riservate ai clienti registrati (art. 615-ter c.p.) e il sovraccarico del server (art. 635-quater c.p.). Sul piano civile il concorrente può agire per concorrenza sleale o per violazione dei termini d'uso.
Che differenza c'è tra violazione dei termini d'uso e reato?
| Elemento | Violazione dei termini d'uso | Reato |
|---|---|---|
| Accesso | Pagine pubbliche, senza superare protezioni | Aree protette, credenziali altrui, aggiramento di misure di sicurezza |
| Dati raccolti | Informazioni non personali o in quantità limitata | Archivi di dati personali su larga scala, banche dati protette |
| Finalità | Analisi, confronto, ricerca | Profitto o danno, rivendita, invii indesiderati |
| Conseguenza | Diffida, risoluzione dell'account, azione civile | Querela o denuncia, procedimento penale |
La clausola «è vietato lo scraping» nei termini di servizio non trasforma da sola la raccolta in reato. Può però contribuire a definire le «prescrizioni impartite dal titolare» di cui parlano le Sezioni Unite Casani quando l'accesso avviene in un'area riservata a utenti registrati, che hanno accettato quelle condizioni.
Cosa fare se si riceve una diffida per aver fatto scraping di un sito?
Tempi
- Subito: sospendere la raccolta sul sito indicato e conservare configurazioni, registri delle richieste e dati raccolti, senza cancellarli.
- Entro il termine indicato nella diffida: far verificare da un difensore se l'attività ha superato protezioni, riguardato dati personali o una banca dati protetta.
- Entro 3 mesi dalla notizia del fatto: termine entro cui il gestore può presentare querela per l'accesso abusivo base (art. 124 c.p.); le ipotesi aggravate e l'art. 167-ter non hanno questo limite.
- Prima di rispondere: valutare se la risposta scritta possa contenere ammissioni utilizzabili in un procedimento penale.
Cancellare i dati dopo la diffida può apparire come un tentativo di disperdere prove: meglio isolarli e documentarne la custodia.
Esempio (caso ricostruito a fini illustrativi)
Una società raccoglie con un bot gli annunci di un portale immobiliare, inclusi nomi e telefoni degli inserzionisti privati, e li usa per proporre servizi di intermediazione. Il portale diffida la società e presenta querela per accesso abusivo; alcuni inserzionisti segnalano le chiamate al Garante.
La difesa dimostra che gli annunci erano pubblici e che il bot non ha superato alcuna autenticazione, escludendo l'art. 615-ter. Resta aperto il profilo del trattamento dei dati personali per finalità diverse da quelle della pubblicazione. Esito possibile: archiviazione per l'accesso abusivo e procedimento amministrativo davanti al Garante; se risultano invii commerciali senza consenso con nocumento, una contestazione ex art. 167 del Codice privacy.
Errori da evitare
- Usare account creati apposta o credenziali altrui per raggiungere dati riservati: fa scattare l'accesso abusivo e, per gli archivi su larga scala, l'art. 167-ter.
- Riutilizzare i contatti raccolti per campagne commerciali: il nocumento agli interessati porta al reato dell'art. 167, comma 1.
- Ignorare i segnali di sovraccarico del sito: se il funzionamento viene ostacolato gravemente la pena va da 2 a 6 anni.
- Rispondere alla diffida ammettendo di aver «aggirato i blocchi»: la frase descrive l'elemento che rende l'accesso abusivo.
Gli altri reati legati ai dati e alle tecnologie sono raccolti nella sezione crypto, DeFi e reati informatici; sui test di sicurezza non autorizzati si veda la pagina sull'hacking etico e i bug bounty.
Domande frequenti
Il web scraping è legale in Italia?
Sì, di per sé non è reato: nessuna norma italiana vieta in generale la raccolta automatizzata di dati pubblici. Diventa illecito se supera misure di sicurezza (art. 615-ter c.p.), se riguarda dati personali senza base giuridica (Reg. UE 2016/679) o se estrae banche dati protette. Il Garante lo ha ribadito nel provvedimento n. 329 del 2024.
Quando raccogliere dati da un sito web diventa accesso abusivo a un sistema informatico?
Quando il bot entra in aree protette da misure di sicurezza o vi permane contro la volontà del titolare, ad esempio aggirando un login. L'art. 615-ter c.p. punisce il fatto con la reclusione fino a 3 anni. Le Sezioni Unite n. 4694/2012 includono anche chi viola i limiti di accesso fissati dal titolare.
Fare scraping di dati personali da LinkedIn o dai social è reato?
Non automaticamente: è un trattamento di dati personali soggetto al GDPR e, se illecito, porta a sanzioni del Garante. Diventa reato se i contatti sono usati per comunicazioni indesiderate con nocumento (art. 167 Codice privacy, da 6 mesi a 1 anno e 6 mesi) o se si acquisisce fraudolentemente un archivio su larga scala (art. 167-ter).
Aggirare un captcha o un login per estrarre dati da un sito cosa comporta?
Espone all'accusa di accesso abusivo (art. 615-ter c.p., fino a 3 anni) perché captcha e login possono valere come misure di sicurezza. Se si estrae un archivio di dati personali su larga scala per profitto si aggiunge l'art. 167-ter del Codice privacy, punito con la reclusione da 1 a 4 anni.
Il web scraping di prezzi dai siti dei concorrenti può portare a una denuncia?
Di regola no, se si raccolgono listini pubblici senza aggirare protezioni né sovraccaricare il sito. Il rischio penale nasce se si estrae una parte sostanziale di una banca dati protetta a fini di profitto (art. 171-bis L. 633/1941, da 6 mesi a 3 anni) o si entra in aree riservate ai clienti.
Cosa fare se si riceve una diffida per aver fatto scraping di un sito?
Conviene sospendere la raccolta, conservare registri, configurazioni e dati senza cancellarli, e far verificare da un difensore se sono state superate protezioni o raccolti dati personali. Per l'accesso abusivo base il gestore può presentare querela entro 3 mesi dalla notizia del fatto (art. 124 c.p.).
Che differenza c'è tra violazione dei termini d'uso di un sito e reato di web scraping?
La violazione dei termini d'uso è di regola un inadempimento civile, che porta a diffide o azioni di risarcimento. Il reato richiede elementi ulteriori: superamento di misure di sicurezza (art. 615-ter c.p.), acquisizione fraudolenta di dati personali su larga scala (art. 167-ter Codice privacy) o estrazione di banche dati protette.
Usare un bot per estrarre dati può essere trattamento illecito di dati personali?
Sì, se il bot raccoglie dati personali senza base giuridica: è un trattamento illecito sanzionato dal Garante. Rileva penalmente quando i dati sono usati per profitto con nocumento agli interessati (art. 167 Codice privacy) o quando si acquisisce con mezzi fraudolenti un archivio su larga scala (art. 167-ter, da 1 a 4 anni).
Fonti
- Codice penale, art. 615-ter (Brocardi)
- D.Lgs. 196/2003, art. 167 – Trattamento illecito di dati (Brocardi)
- D.Lgs. 196/2003, art. 167-ter – Acquisizione fraudolenta di dati su larga scala (Brocardi)
- L. 633/1941, art. 171-bis (Brocardi)
- L. 633/1941, art. 171, comma 1, lett. a-ter (Brocardi)
- Codice penale, art. 635-quater (Brocardi)
- Garante privacy – Provvedimento n. 329 del 20 maggio 2024 sul web scraping
- Studio Previti – Le novità in materia di diritto d'autore introdotte dalla L. 132/2025 (art. 70-septies)
- JusForYou – Cass. Sez. Un. n. 4694/2012 (Casani) sull'art. 615-ter
